Home Curiosità Mine Vaganti, stasera in Tv il capolavoro di Ozpetek, 10 cose che non sai sul film: la spiegazione del finale, le citazioni più belle

Mine Vaganti, stasera in Tv il capolavoro di Ozpetek, 10 cose che non sai sul film: la spiegazione del finale, le citazioni più belle

Quindici anni fa, l’uscite di uno dei film più influenti del cinema italiano recente. Gustiamoci stasera “Mine Vaganti”Nel 2010 Ferzan Özpetek porta per la prima volta sullo schermo la sua visione fuori dagli spazi romani: “Mine vaganti”, girato interamente a Lecce e dintorni, è una commedia familiare che sposa humour e temi profondi come l’identità, l’omosessualità

pubblicato 15 Giugno 2025 aggiornato 15 Giugno 2025 22:17

Quindici anni fa, l’uscite di uno dei film più influenti del cinema italiano recente. Gustiamoci stasera “Mine Vaganti”

Nel 2010 Ferzan Özpetek porta per la prima volta sullo schermo la sua visione fuori dagli spazi romani: “Mine vaganti”, girato interamente a Lecce e dintorni, è una commedia familiare che sposa humour e temi profondi come l’identità, l’omosessualità e le contraddizioni del Meridione. Siamo certi che siate tutti fan di questa pellicola. Ma forse c’è qualche curiosità che vi sfugge. 

La storia ruota attorno a Tommaso Cantone (Riccardo Scamarcio), giovane aspirante scrittore che ritorna nella sua città d’origine, dopo aver lasciato Lecce per studiare a Roma e vivere la propria omosessualità in tranquillità. Il suo rientro coincide con il momento in cui la famiglia—imprenditori del settore pasta—aveva deciso di affidargli la gestione del pastificio locale. Ma Tommaso non intende seguire i piani imposti: vuole libertà creativa e una vita autentica al di fuori dalle rigide aspettative familiari.

Tutto prende una piega inattesa durante la cena in cui Tommaso vorrebbe fare coming out davanti al capofamiglia Vincenzo (Ennio Fantastichini). A sorpresa, è il fratello maggiore Antonio (Alessandro Preziosi) ad anticiparlo, dichiarandosi gay e venendo allontanato dall’azienda e dalla famiglia. Questo evento ribalta le dinamiche familiari e costringe Tommaso—che nel frattempo ha instaurato un legame con Alba (Nicole Grimaudo)—a confrontarsi con le proprie paure e responsabilità, sapendo che ora l’azienda potrebbe davvero cadere sulle sue spalle.

Qualche curiosità su “Mine Vaganti”

La famiglia Cantone è un microcosmo esilarante ed esagerato, emblematico delle dinamiche tradizionali meridionali: da Stefania (Lunetta Savino), madre severa, alla zia Luciana (Elena Sofia Ricci), che snocciola verdetti sociali tra un bicchiere e l’altro, fino all’irriverente nonna (Ilaria Occhini), custode di saggezza e piccoli grandi segreti. Quest’ultima diventa la voce morale del film, incarnando quella saggezza popolare capace di sdrammatizzare ma anche di toccare le corde più intime. Spiccano tra le sue battute memorabili:

Curiosità "Mine Vaganti"
Qualcosa che non sai su “Mine Vaganti” foto: netflix.com – (cineblog.it)

  • “Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre”

  • “Non devi aver paura di lasciare, perché quello che conta non ti lascia mai”.
    E ancora: “Tommaso, se uno fa sempre quello che gli chiedono gli altri, non vale la pena di vivere”.

Dal punto di vista produttivo, “Mine vaganti” è frutto di una sceneggiatura firmata da Özpetek e Ivan Cotroneo, liberamente ispirata a un fatto realmente accaduto a due amici del regista. Ha ottenuto 13 candidature ai David di Donatello del 2010, vincendo per il miglior attore e attrice non protagonisti (Ennio Fantastichini e Ilaria Occhini). Riceve anche cinque Nastri d’Argento, tra cui miglior commedia e riconoscimenti a Fantastichini, Ricci e Savino. All’estero viene presentato alla Berlinale ed è in concorso al Tribeca, dove riceve il Premio Speciale della Giuria

Molto apprezzata anche l’atmosfera: le location del Salento – da Corigliano d’Otranto a Gallipoli, dai vicoli barocchi di Lecce sino all’interno suggestivo di Villa Materdomini – sono ritratti con cura e diventano parte integrante della trama, dipingendo il Sud non come set, ma come personaggio vivo e pulsante.

A impreziosire il tutto, una colonna sonora sensoriale e variegata: firmata da Pasquale Catalano (già con Sorrentino), incorpora brani di Nina Zilli, Patty Pravo e dei Pink Martini, oltre a mettere in scena ritmi che oscillano tra l’italiano e il world music turco, come la Sezen Aksu.