Nezouh – Il buco nel cielo: trailer italiano e anticipazioni del film di Soudade Kaadan al cinema dal 12 gennaio

Dal 12 gennaio arriva nei cinema italiani con Officine Ubu Nezouh – Il buco nel cielo, la favola dolceamara ambientata a Damasco diretta dalla regista siriana Soudade Kaadan. “Nezouh” è un film allegorico, pieno di speranza e dai toni sospesi tipici del realismo magico, che ribalta le aspettative su ciò che generalmente ci si aspetta

Dal 12 gennaio arriva nei cinema italiani con Officine Ubu Nezouh – Il buco nel cielo, la favola dolceamara ambientata a Damasco diretta dalla regista siriana Soudade Kaadan. “Nezouh” è un film allegorico, pieno di speranza e dai toni sospesi tipici del realismo magico, che ribalta le aspettative su ciò che generalmente ci si aspetta da un racconto di emancipazione femminile sullo sfondo del conflitto siriano a Damasco. Una toccante storia ricca di emozioni, una visione affascinante che fonde la fiaba femminista con il dramma della vita reale, dove la luce e la speranza irrompono nell’esistenza di una famiglia siriana alle prese con l’inevitabile cambiamento a cui la società di Damasco sta andando incontro.

Nezouh – Trama e cast

La trama ufficiale: Quando una bomba provoca uno squarcio nel tetto dell’appartamento in cui vivono a Damasco, la quattordicenne Zeina e i genitori si trovano improvvisamente esposti al mondo esterno. Un giorno, un ragazzo che vive nelle vicinanze cala una corda attraverso l’apertura nel tetto e così Zeina può vivere il primo assaggio di libertà. Mentre il padre è determinato a rimanere nella città assediata per non diventare un rifugiato, questa nuova finestra apre un mondo inimmaginabile di possibilità a lei e alla madre, che ora si trovano di fronte al dilemma se restare o fuggire.

“Nezouh” è interpretato da Hala Zein, Kinda Aloush, Nizar Alani, Samir Almasri, Darina Al Joundi, Nabil Abousalih, Samer Seyyid Ali.

Nezouh – Trailer e video

Curiosità sul film

  • Nezouh è stato selezionato alla 79° Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti Extra, dove si è aggiudicato il “Premio degli Spettatori – Armani Beauty”.
  • Nezouh in arabo significa “spostamento di anime, acqua e persone”.
  • Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha assegnato al film il Premio Diritti Umani Amnesty International in occasione della 28a edizione del Medfilm Festival di Roma, con la seguente motivazione: “Perché racconta con delicatezza e apparente leggerezza una pagina imperdonabile della nostra storia recente. E commuove la forza con cui questo racconto a tratti surreale e sempre poetico celebra caparbiamente la vita, la resistenza e la capacità delle donne e dei giovani di prendersi il ruolo di motori del cambiamento profondo”.
  • Il film è una coproduzione Regno Unito, Repubblica Araba Siriana e Francia.
  • Il film è prodotto da Berkeley Media Group (Yu-Fai Suen), KAF Production (Soudade Kaadan), Ex Nihilo (Marc Bordure).

Note di regia

Solo dopo l’inizio dei bombardamenti nel nostro quartiere di Damasco sono uscita di casa con mia sorella. La società damascena era conservatrice, anche nelle famiglie liberali. Con la nuova ondata di sfollamenti, è diventato normale (per la prima volta) vedere giovani donne damascene vivere da sole e separarsi dalle loro famiglie. Io e molte mie amiche abbiamo iniziato a prendere decisioni che prima non avremmo mai preso. Ora, purtroppo, non esiste più una società, è successo qualcosa di nuovo.
‘Nezouh’ in arabo indica lo spostamento di anime, acqua e persone; è lo spostamento della luce e dell’oscurità. Nezouh cerca di parlare di questa inevitabile invasione di luce e speranza in mezzo a questo caos. [Soudade Kaadan]

Soudade Kaadan – Note biografiche

Soudade Kaadan è una regista siriana, nata in Francia nel 1979, che vive a Londra. Ha studiato critica teatrale all’Istituto superiore di arti drammatiche in Siria e regia alla Saint Joseph University (IESAV) in Libano. Il suo primo lungometraggio di finzione The Day I Lost my Shadow che è stato premiato con il Leone del Futuro per il miglior debutto al Festival di Venezia 2018 e con il premio della giuria per la regia al LA Film Festival, ed è stato proiettato in vari festival tra cui TIFF, BFI London, Busan e IFFR. Il suo cortometraggio Aziza ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival nel 2019.

Intervista alla regista

“Nezouh – Il buco” nel cielo non è il consueto film sui rifugiati siriani. Com’è nata l’idea di questo atipico approccio metaforico?

Quando ho iniziato a scrivere Nezouh – Il buco nel cielo, c’era una certa aspettativa su come dovesse apparire un film siriano: doveva essere lo più informativo, con una narrazione di primo grado per spiegare e semplificare la complessità di una guerra siriana per un pubblico occidentale bianco. La maggior parte dei film sui rifugiati siriani cercano di rappresentarci come vittime o eroi, in una narrazione senza sfumature, in bianco e nero. Ma ovviamente non siamo né l’uno né l’altro, come qualsiasi essere umano. In tutti i miei film, volevo che il pubblico sentisse che i rifugiati siriani erano dei loro pari. La famiglia di Nezouh – Il buco nel cielo potrebbe essere una qualsiasi famiglia di tutto il mondo che si trova ad affrontare il dilemma se restare o lasciarsi tutto alle spalle.  Ultimamente ho iniziato a credere che più una storia è immersa nella realtà locale, più diventa universale. Simboli, metafore e un approccio simile a un racconto elevano e trascendono la realtà locale fino a raggiungere un’espressione universale. Per questo ho scelto la semplice metafora di una famiglia che a Damasco subisce dei cambiamenti. In questa città le case sono solitamente chiuse, le tende cercano di nascondere gli interni ai vicini. Con i bombardamenti si vedevano, purtroppo, per la prima volta, soffitti aperti come finestre rivolte verso il cielo e le stelle. Volevo mostrare che non solo le case sono cambiate a Damasco, ma anche che la dinamica della famiglia è cambiata quando le donne siriane hanno iniziato a prendere il comando.

Quali sono state le sfide più importanti che hai incontrato nella stesura della sceneggiatura?

La nostra sfida di solito è trovare finanziamenti per i film in lingua araba, non scriverli! Di solito scrivo come sceneggiatrice e regista sulla base di un’immagine che vedo, che diventa il fulcro del film in seguito. Per Nezouh – Il buco nel cielo, ho visto per la prima volta una bambina che guardava le stelle da un’apertura nel soffitto. Poi i personaggi mi hanno condotto alla loro storia. Successivamente, la sfida è diventata quella di bilanciare storie personali, trama immaginaria, realtà bellica e realismo magico in un film. Come esprimere la guerra senza le solite scene di bombardamenti che vediamo nei film con argomenti simili? Come mostrare il pericolo che si avvicina alla casa senza vederlo? E come scoprire l’orrore della guerra senza essere espliciti? Dal momento che la guerra in Siria non è stata una guerra normale, e poiché è durata 10 anni, le persone normali hanno trovato e inventato modi per resistere e sopravvivere alla realtà della guerra rendendo la vita quotidiana il più normale possibile. Quindi puoi incontrare qualcuno che ascolta la musica, che si gode quei preziosi momenti di vita mentre intorno a loro tutto è stato distrutto. Volevo mostrare proprio quei momenti più unici e cari.

Come descriveresti il legame speciale tra la madre e la figlia? Quali sono le differenze tra le due generazioni di donne?

Ho cercato di mostrare la simmetria tra la figlia e la madre e il loro viaggio insieme. L’inquadratura di apertura di Nezouh – Il buco nel cielo mostra Zeina che si nasconde sotto il suo letto mentre disegna, e l’ultima inquadratura del film la vede sorridere sotto il sole, indossare un vestito, tenere in mano una canna da pesca come simbolo che non ha più paura e che può fare qualsiasi cosa. Madre e figlia cambiano entrambe dopo che la bomba ha parzialmente distrutto la loro casa: la ragazza decide di scoprire il mondo esterno e la madre decide di lasciare la città. Entrambe decidono di partire quasi nello stesso momento, durante la scena del ballo: la mamma prepara la borsa per scappare con i passaporti, e la ragazza si arrampica sulla corda anche se ha paura dell’altezza. Ho cercato di dimostrare che entrambe prendono la decisione più importante della loro vita durante questo momento di danza. Le decisioni più importanti che prendiamo nella nostra vita sono spesso prese nei momenti più ordinari della vita quotidiana. Anche se hanno reazioni diverse – appartengono infatti a due generazioni diverse -, e anche se la madre Hala sta cercando di proteggere il futuro di Zeina in modo che abbia una vita diversa dalla sua, entrambe vivono le stesse emozioni durante il loro viaggio. Entrambe guardano le immagini del mare (prima sul tetto della casa e poi sul tetto della scuola) e iniziano a sognare nuovi ed entusiasmanti progetti, una nuova vita, anche se sembra impossibile perché a Damasco non c’è il mare. Tra la loro realtà, le loro speranze e il loro sogno, è ovvio che nessuna delle due accetterebbe di tornare alla precedente situazione tradizionale data dalla società patriarcale di Damasco.

Il film è molto ricco e pieno di idee visive. Qual era il tuo obiettivo in termini cinematografici?

Ho cercato di mostrare visivamente tre fasi del film: prima della bomba, dopo la bomba e per le strade della città. Nel prologo del film, prima del bombardamento, siamo nell’oscurità, e con un movimento circolare, la telecamera mostra come sono intrappolati in questa casa. Dopo il bombardamento, la luce invade la casa, i colori sono più vibranti e la telecamera si inclina verso l’alto con un movimento verticale tra la casa e il cielo, come simbolo dell’aspirazione e dei sogni di Zeina. Una volta che usciamo di casa, la tavolozza dei colori è pallida, la città è desolata, distrutta e la telecamera è fissa e procede con un movimento orizzontale. Ho avuto un team di ripresa straordinario e, con l’obiettivo di Hélène Louvart, abbiamo ottenuto immagini e luci poetiche in un’ambientazione e un contesto autentici. Il film passa al realismo magico dal punto di vista di Zeina dopo che la bomba è caduta sulla loro casa. Inizia con la sua illusione di vedere suo padre inghiottito dalla casa, e poi gradualmente inizia a vedere il mare nel cielo. Una volta che sua madre Hala inizia a cambiare e decide di uscire di casa, inizia anche a percepire il cambiamento di Zeina, ma in quanto adulta non riesce a entrare completamente nel suo universo. Ecco perché può vedere il piccione alla finestra, ma non può lanciare i sassi nel cielo. Per quanto il film sia poetico, con momenti di realismo magico e un approccio da favola, è profondamente ancorato alla realtà siriana. Per me era importante che il pubblico non sentisse la differenza tra gli effetti visivi, gli effetti sonori e la scenografia del film. Anche nei momenti di realismo magico, abbiamo cercato di rendere gli effetti il più integrati possibile. Sono entusiasta del lavoro di tutto il team, che ha creduto nella storia e nella mia visione e ha fatto di tutto per raggiungere quest’obiettivo. Lo scenografo Osman Özcan, l’SFX Serdal Ateş e il supervisore degli effetti visivi Ahmed Yousry hanno condotto una lunga ricerca sulla Siria, sulla base di materiale d’archivio e delle proprie foto. Per me era importante rappresentare la mia città in modo preciso, con autenticità. Ahmed Yousry, che di solito lavora a film hollywoodiani ad alto budget, è riuscito a realizzare gli effetti visivi per il nostro film rispettando il nostro budget e con la stessa qualità. Penso che con progetti così appassionati, si possa avere il meglio dal team. Quando ci si diverte e si crede nella necessità e nell’urgenza di raccontare queste storie, diventa tutto più bello.

Nezouh – La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono dei compositori Rob Lane (Il Maledetto United, Il mastino dei Baskerville, Winterlong) & Rob Manning (Il tesoro di Gheddafi, Day Zero, The Phantom).
  • Rob Manning è un compositore cinematografico/televisivo e polistrumentista meglio conosciuto per il suo lavoro sui documentari nominati ai BAFTA Maiden (Sony Picture Classics) e One Deadly Weekend in America (BBC). Altri crediti includono Louis Theroux: Miami Mega Jail (BBC); Chuck Norris vs Communism (Netflix), presentato in anteprima al Sundance 2015; il film vincitore del BAFTA The Last Chance School (Channel 4); la serie comica vincitrice del BAFTA Fonejacker (Channel 4); la pluripremiata serie di documentari Love & Hate Crime (BBC); e più di 80 altre produzioni nell’arco di 17 anni per studi ed emittenti tra cui Film4, BFI, Sony Picture Classics, Netflix, HBO, Discovery, National Geographic, Disney, SKY, BBC, ITV e Channel 4.
  • Rob Lane è dei compositori più versatili e ricercati che lavorano oggi, è un compositore pluripremiato con una vasta gamma di crediti in molti generi. Vincitore di un BAFTA per la colonna sonora di Elizabeth di Channel 4 con Helen Mirren, ha anche ricevuto 3 premi Ivor Novello, 3 premi RTS e 4 nomination agli Emmy per colonne sonore diverse come John Adams, Blackpool, Jane Eyre, Longford, Daniel Deronda, Carlo II , Babs e The Last Weekend. Il notevole orecchio di Rob per una melodia memorabile e il dono per la scrittura orchestrale ha onorato molti drammi d’epoca, da Love In Cold Climate, Henry VIII e Tess Of The D’Urbervilles fino al recente dramma sulla prima guerra mondiale della BBC1 The Crimson Field. Ha anche prodotto colonne sonore con influenze jazz per Spies Of Warsaw e più recentemente Babs, un film biografico sull’attrice Barbara Windsor.

Nezouh – Foto e poster

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