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Non aprite quella porta: Leatherface nel trailer del videogioco ufficiale “Texas Chainsaw Massacre”

Leatherface ritorna in un nuovo videogioco ispirato al cult horror “Non aprite quella porta”, dagli sviluppatori di “Friday the 13th: The Game”.

Gun Interactive, stessa società che ha sviluppato Friday the 13th: The Game, il videogioco survival horror in terza persona ispirato alla saga horror Venerdì 13 e al serial killer Jason Voorhees ha rilasciato un nuovo trailer per un nuovo videogioco horror ispirato alla saga Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre) e in particolare basato sul classico film originale del 1974 diretto da Tobe Hooper, ambientazioni incluse, originale al momento inarrivabile nonostante 5 sequel, due prequel e un remake/reboot di cui salviamo solamente Non aprite quella porta – Parte 2, l’unico capitolo che ha visto Tobe Hooper di nuovo alla regia.

Wes Keltner, CEO e Audio Director di Gun Interactive, ha dichiarato al sito Bloody Disgusting: “Lo diciamo molto qui a Gun. L’autenticità è incredibilmente importante per noi. Questo è probabilmente il modo più amichevole per la stampa per dire che siamo ossessivi. Abbiamo studiato le esatte macchine da presa utilizzate da Hooper, nonché l’obiettivo, le LUT e le correzioni del colore che si sono verificate in post. Siamo anche fortunati a poter lavorare direttamente con Kim Henkel, così possiamo davvero estrarre il DNA di questo film e dargli vita nel miglior modo possibile. Questo è ciò che ci appassiona perché siamo fan, proprio come te”.

In precedenza era stato annunciato che Kane Hodder avrebbe ripreso il ruolo di Leatherface nel gioco. Hodder in precedenza ha lavorato al motion capture per Jason Voorhees per il gioco “Friday the 13th: The Game”. Il gioco conterrà i personaggi folli dei film così come nuovi membri della famiglia, e gli eventi del gioco prenderanno il via prima del film di Tobe Hooper. La storia segue “un gruppo di cinque giovani adulti guidati da Ana Flores che si sono messi alla ricerca della sorella scomparsa. Quello che hanno trovato è stato un terrore al di là dei loro incubi più sfrenati”.

Il film originale

L’horror “Non aprite quella porta” debutta nelle sale americane nel 1974 prodotto e diretto da Tobe Hooper, da una storia e una sceneggiatura di Hooper e Kim Henkel. Il film è interpretato da Marilyn Burns, Paul A. Partain, Edwin Neal, Jim Siedow e Gunnar Hansen, che interpretano rispettivamente Sally Hardesty, Franklin Hardesty, l’autostoppista, il cuoco e Leatherface. Il film segue un gruppo di amici che cadono vittime di una famiglia di cannibali mentre si recano a visitare una vecchia fattoria. Il film è stato commercializzato come basato su eventi reali per attirare un pubblico più ampio e fungere da sottile commento sul clima politico dell’epoca; sebbene il personaggio di Leatherface e i dettagli della storia minore siano stati ispirati dai crimini dell’assassino Ed Gein, la trama del film è in gran parte fittizia.

Hooper ha prodotto il film con meno di 140.000$ e ha utilizzato un cast di attori relativamente sconosciuti provenienti principalmente dal Texas centrale, dove è stato girato il film. Il budget limitato ha costretto Hooper a filmare per lunghe ore, sette giorni su sette, in modo da poter finire il più rapidamente possibile e ridurre i costi di noleggio dell’attrezzatura. A causa del contenuto violento del film, Hooper ha faticato a trovare un distributore, ma alla fine è stato acquisito dalla Bryanston Distributing Company. Hooper ha limitato la quantità di gore sullo schermo nella speranza di assicurarsi un divieto ai 13 anni, ma la Motion Picture Association of America (MPAA) lo ha valutato con un divieto ai 17 anni. Il film ha affrontato difficoltà simili a livello internazionale, è stato vietato in diversi paesi e numerosi cinema hanno smesso di proiettare il film in risposta alle lamentele sulla sua violenza. Sebbene inizialmente il film abbia diviso la critica, è stato molto redditizio, incassando oltre 30 milioni di dollari al botteghino nazionale con oltre 16,5 milioni di biglietti venduti. Da allora “Non aprite quella porta” si è guadagnato lo status di cult e ad oggi è considerato dei migliori e più influenti film horror. Il film ha generato un franchise che ha continuato la storia di Leatherface e della sua famiglia attraverso sequel, prequel, remake, fumetti e videogiochi.

E’ recentemente uscito su Netflix Texas Chainsaw Massacre, nuovo sequel diretto del “Non aprite quella porta” originale ambientato ai giorni nostri. Seguendo l’esempio del recente sequel Halloween di David Gordon Green, il film ha tirato una linea netta cancellando ogni film realizzato dopo l’originale del 1974 di Tobe Hooper. Il direttore della fotografia David Blue Garcia (Tejano) ha diretto da una sceneggiatura di Chris Devlin (Cobweb). Il film in un audace e non riuscito tentativo di portare il terrificante cannibale Leatherface alla vita per una nuova generazione, si è limitato ad un bagno di sangue coreografico ma senza un minimo sindacale di trama e personaggi in grado di supportare un’icona horror fortemente legata all’elemento “famiglia”, tanto per intenderci Laetherface non è Michael Myers, Jason ne tantomeno Freddy Krueger e trattarlo in tal modo ne snatura la natura grottesca e disturbante.

Leatherface nei videogiochi

  • Nel 1983 la Wizard Video ha pubblicato il videogame The Texas Chainsawe Massacre tratto dal film originale del 1974 per l’Atari 2600. Nel gioco a scorrimento orizzontale  il giocatore assume il ruolo di Leatherface che cerca di uccidere dei passanti mentre al contempo deve scansare degli ostacoli (teschi di mucca, cespugli, sedie a rotelle ecc.). Il contenuto horror e la violenza su schermo resero “The Texas Chainsaw Massacre” ostico per la vendita ai minori. Come tributo a quel primo Leatherface in pixel, NECA, azienda statunitense specializzata in gadget e action figures, ha prodotto una figure da collezione che riproduce le fattezze del personaggio del gioco, un Leatherface completamente verde (motosega inclusa), fatta eccezione per la testa e le scarpe, ispirandosi alla grafica povera del videogame dell’epoca (dove però in realtà il personaggio è di colore azzurro). La confezione riproduce inoltre il packaging originale del videogioco.
  • Nel videogioco GTA: San Andreas ci sono alcuni riferimenti a Leatherface e grazie a delle MOD per PC è possibile farlo apparire nel gioco per affrontarlo.
  • Nel videogioco Juiced 2: Hot Import Nights è presente un personaggio di nome Bobby Sawyer ispirato a Leatherface.
  • Leatherface appare come personaggio giocabile nel videogioco picchiaduro Mortal Kombat X, distribuito come pacchetto DLC assieme al “collega” Jason Voorhees e ad altri due personaggi del cinema horror: lo Xenomorfo e il suo rivale Predator. Nel suo finale Leatherface è integrato nel mondo di Mortal Kombat ed è innamorato di Cassie Cage, che cerca di conquistare donandole le proprie “maschere”. Il personaggio è disponibile in tre versioni differenti con differenti look e modalità di combattimento: con grembiule da macellaio e maschera da donna truccata, entrambe del film originale del 1974, il terzo outfit è un completo nero che si ispira sia al finale del film originale che a quello del remake del 2003.. Il personaggio utilizza le armi che si vedono brandire nel film, un martello e l’immancabile motosega.
  • Leatherface compare anche nel videogioco Dead by Daylight come killer giocabile.