Home Premio Oscar Oscar 2010: il trionfo di The Hurt Locker, la delusione di Avatar, lo scandalo Quentin Tarantino

Oscar 2010: il trionfo di The Hurt Locker, la delusione di Avatar, lo scandalo Quentin Tarantino

Gli Oscar che non ti aspetti. I pronostici totalmente ribaltati, le sorprese, le delusioni. Dopo il ricco live blogging della notte, con la diretta seguita dal nostro Carlo, non si possono non tirare le somme di una notte che sicuramente farà discutere. The Hurt Locker ha letteralmente trionfato, sgretolando Avatar. 6 statuette contro 3, Kathryn

pubblicato 8 Marzo 2010 aggiornato 2 Agosto 2020 03:42



Gli Oscar che non ti aspetti. I pronostici totalmente ribaltati, le sorprese, le delusioni. Dopo il ricco live blogging della notte, con la diretta seguita dal nostro Carlo, non si possono non tirare le somme di una notte che sicuramente farà discutere. The Hurt Locker ha letteralmente trionfato, sgretolando Avatar. 6 statuette contro 3, Kathryn Bigelow (all’8° film da regista dopo quasi 30 anni di carriera) che schianta l’ex marito James Cameron, entrando nella storia come la prima regista donna a vincere un Oscar. Mai un film capace d’incassare appena 14 milioni di dollari al box office americano era riuscito a far suo l’Oscar più importante, quello come Miglior Film. Considerando che dall’altra parte c’era la pellicola dei record, quella dei 2,559,189,000 dollari incassati in tutto il mondo, c’è da strabuzzare gli occhi per il coraggio dimostrato almeno questa volta dall’Academy, troppo spesso in passato accusata di scelte puramente commerciali e legate al botteghino.

Avatar si deve così accontentare della Migliore Fotografia, del nostro Mauro Fiore (non l’unico italiano, visto il trionfo di Michael Giacchino per le musiche di Up), delle Migliori Scenografie e dei Migliori Effetti Speciali. Una batosta probabilmente impronosticabile per James Cameron, apparso a dir poco turbato durante la cerimonia di premiazione. Scontati invece i quattro premi andati ai quattro attori, protagonisti e non, con Jeff Bridges e Sandra Bullock (che vince l’Oscar alla prima nomination) affiancati da Mo’Nique e Christoph Waltz. Clamoroso l’Oscar al Miglior film Straniero. Due i titoli che tutti davano tra i favoriti, Il Nastro Bianco e Il Profeta, con l’argentino El secreto de sus ojos capace di vincere in volata, sorprendendo e non poco. Considerando che gli altri sue sono praticamente dei capolavori, aspettiamoci un film mostruoso da questo thriller di Juan José Campanella.

Sorprese che non sono mancate nemmeno con le due Migliori Sceneggiature, originali e non. Ad uscire sconfitti, in questo caso, Jason Reitman e Quentin Tarantino, che si son visti portare via due Oscar che tutti davano più o meno per scontati dalla sorpresa Precious (clamorosamente ancora senza un distributore italiano) e dall’acchiappatutto The Hurt Locker, definito “una collezione di scene totalmente implausibili” da parte di alcuni veterani della guerra in Iraq, capace di uscire a mani vuote da Venezia 2 anni fa, senza esaltare nessuno più di tanto, e di trionfare agli Oscar 20 mesi dopo. Misteri del cinema. Due tegole importanti per Tra le Nuvole e Bastardi senza Gloria, titoli amati dal pubblico e dalla critica ma quasi del tutto snobbati dall’Academy, con zero Oscar per il primo ed una misera statuetta per il secondo, andata all’imbattibile Christoph Waltz. Che qualcuno ci spieghi cosa deve ancora fare Tarantino per trionfare meritatamente agli Oscar. Nell’attesa di avere una risposta, mandiamo in soffitta gli Oscar per un altro anno con la lista di tutti i vincitori, contestati e non, dopo il saltino.

MIGLIOR FILM
The hurt locker

MIGLIOR REGIA
Kathryn Bigelow per The hurt locker

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Jeff Bridges per Crazy heart

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Sandra Bullock per The blind side

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Christoph Waltz per Bastardi senza gloria

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Mo’Nique per Precious

MIGLIOR FILM STRANIERO
El secreto de sus ojos di Juan José Campanella

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Up

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Mauro Fiore per Avatar

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar

MIGLIORI COSTUMI

Sandy Powell per The young Victoria

MIGLIOR DOCUMENTARIO
‘The Cove’ di Louie Psihoyos

MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO
‘Music by Prudence’ di Roger Ross Williams

MIGLIOR MONTAGGIO
Bob Murawski e Chris Innis per The hurt locker

MIGLIOR TRUCCO

Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek

MIGLIOR COLONNA SONORA
Michael Giacchino per Up

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“The Weary Kind” di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart

MIGLIOR CORTO ANIMATO
Logorama di Nicolas Schmerkin

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’AZIONE
The New Tenants di Joachim Back.

MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO

Paul N.J. Ottosson per The hurt locker

MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The hurt locker

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal per The hurt locker

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