Il produttore di Top Gun ha deciso di esagerare: la pellicola in arrivo è un altro colosso indimenticabile
Epic: The Musical, il fenomeno virale sull’Odissea con 4 miliardi di stream, diventa un film d’animazione prodotto da Jerry Bruckheimer.
Tutto è cominciato in una stanza universitaria, con un ragazzo che studiava medicina e stava già pensando a qualcos’altro. Jorge Rivera-Herrans era iscritto alla University of Notre Dame quando ha cominciato a scrivere quello che sarebbe diventato uno dei fenomeni culturali più inattesi degli ultimi anni: un musical completo basato sull’Odissea di Omero, distribuito a episodi sui social, capace di accumulare 4 miliardi di stream e 7 miliardi di visualizzazioni in formato breve senza mai passare per i canali tradizionali dell’industria discografica. Da quella stanza all’ufficio di Jerry Bruckheimer il salto è di quelli che si raccontano. Il produttore di Top Gun e Pirati dei Caraibi ha annunciato che Epic: The Musical diventerà un film d’animazione, segnando per la prima volta nella sua carriera cinquantennale l’ingresso nel territorio dell’animazione. Hollywood non aspettava altro.
Chi è Jorge Rivera-Herrans e come ha conquistato il mondo
La storia di Epic inizia nel 2019 come tesi di laurea, in un momento in cui Rivera-Herrans stava ancora decidendo cosa fare della sua vita. Ha cambiato facoltà, lasciando medicina per cinema, teatro, televisione e musica, e ha cominciato a costruire un’opera monumentale: una rilettura integrale dell’Odissea di Omero attraverso la musica contemporanea, con influenze che vanno dagli anime giapponesi ai videogiochi, con un senso della narrazione seriale che richiama le strutture delle produzioni digitali più che quelle del musical teatrale classico. Nel gennaio 2021, in piena pandemia, ha caricato su TikTok un frammento della canzone “Full Speed Ahead”. È diventato virale nel giro di ore. Da quel momento ha rilasciato le saghe musicali in episodi, a partire dal 2022, raccontando il viaggio di Ulisse dal momento della caduta di Troia fino al ritorno a Itaca attraverso una serie di capitoli che i fan hanno seguito con la stessa devozione riservata alle serie televisive più attese. Le classifiche di iTunes sono state invase: nove brani su dieci tra le colonne sonore più vendute erano di Rivera-Herrans. Il tutto senza un contratto discografico, senza una major alle spalle, senza il supporto di nessuna struttura produttiva consolidata.
Il corteggiamento dell’industria e la firma con Atlantic
Quando i numeri hanno raggiunto quella dimensione, l’industria musicale si è messa in moto. Nel 2023 ogni major ha provato a firmare Rivera-Herrans, con offerte che lui ha sistematicamente respinto. Non era una questione economica: era una questione di controllo creativo e di visione a lungo termine. L’unico che alla fine ha convinto il compositore è stato Kevin Weaver, presidente di Atlantic Music Group, che ha passato due anni a corteggiarlo con pazienza e con una proposta che rispettasse l’integrità del progetto. Weaver ha una storia precisa con i soundtrack che diventano fenomeni pop: nel corso della sua carriera trentennale in Atlantic ha guidato, tra gli altri, Barbie the Album, The Greatest Showman e Suicide Squad: The Album. Sa riconoscere quando un progetto musicale ha il potenziale per trasformarsi in qualcosa di molto più grande del supporto che lo ha generato. Con Epic lo aveva capito prima di chiunque altro. Una volta firmato l’accordo, Rivera-Herrans ha pubblicato nel settembre 2025 un cofanetto da collezione da 350 dollari con nove vinili in edizione limitata, olografico, esaurito in poche ore. La base di fan aveva già dimostrato di voler investire in qualcosa di fisico.
Jerry Bruckheimer e il salto nell’animazione
L’ingresso di Jerry Bruckheimer nel progetto ha una logica precisa, ed è Weaver a spiegarla: i due avevano già lavorato insieme sulla colonna sonora di F1, il film di Joseph Kosinski con Brad Pitt che ha incassato oltre 634 milioni di dollari in tutto il mondo e ha ottenuto una candidatura all’Oscar come Miglior Film. La chimica tra il produttore e il presidente di Atlantic era già collaudata. Quando Weaver ha portato Epic sul tavolo, Bruckheimer ha capito immediatamente il valore del progetto. Per lui si tratta del primo film d’animazione di una carriera che ha attraversato cinque decenni e che include titoli come Flashdance, i due Top Gun, i cinque capitoli di Pirati dei Caraibi, Beverly Hills Cop e una serie di produzioni che hanno definito il blockbuster americano degli ultimi quarant’anni. Non è una scelta casuale e non è una scommessa: è una mossa calcolata su un materiale che ha già dimostrato di avere un pubblico enorme, fedele e pronto a seguire il progetto ovunque vada.

La produzione e il processo di distribuzione
Il progetto è nelle primissime fasi di sviluppo: non esiste ancora uno studio o una piattaforma di streaming associata, non esiste un regista annunciato, non esiste una data di uscita. Quello che esiste è un team con cui CAA, che rappresenta Bruckheimer, ha iniziato a fare presentazioni ai grandi studi e alle piattaforme nelle prime settimane successive all’annuncio. A produrre affiancheranno Bruckheimer anche Chad Oman di Jerry Bruckheimer Films e lo stesso Rivera-Herrans, che ha dichiarato sin dall’inizio di voler mantenere un ruolo centrale nella definizione della visione artistica del film. La partecipazione del creatore originale come produttore non è un dettaglio secondario: è la garanzia che l’adattamento non si limiterà a prendere il materiale musicale e a costruirci sopra qualcosa di generico, ma cercherà di trasportare sullo schermo animato la stessa energia, lo stesso ritmo e la stessa profondità narrativa che hanno fatto di Epic un fenomeno globale.
Omero non è mai stato così popolare
Il tempismo dell’annuncio non è indifferente. Christopher Nolan sta ultimando la produzione di una versione cinematografica live action dell’Odissea che uscirà nelle sale il 17 luglio 2026, con un cast da capogiro: Matt Damon nel ruolo di Ulisse, Tom Holland come Telemaco, Zendaya nei panni di Atena, Anne Hathaway come Penelope, Robert Pattinson come Antinoo. Due visioni dell’stesso testo, su registri completamente diversi, destinate a occupare lo stesso spazio culturale nello stesso periodo. Il film di Nolan punta sul realismo e sul peso del cinema d’autore. Epic punta su un universo visivo che affonda le radici nella cultura digitale, negli anime, nella Generazione Z che ha scoperto Omero attraverso TikTok e non attraverso i banchi di scuola. Non è una sfida, ma è una coesistenza che racconta molto di come l’Odissea, il testo fondativo della letteratura occidentale, abbia trovato il modo di parlare a pubblici radicalmente diversi nello stesso momento storico.
Un fenomeno dal basso che arriva in cima
Quello che rende la storia di Epic: The Musical degna di attenzione, al di là dei numeri e dei nomi coinvolti, è la traiettoria. Un ragazzo che cambia facoltà, costruisce un’opera complessa come tesi, la carica a pezzi su TikTok durante una pandemia, rifiuta per anni le offerte dell’industria, e poi si siede al tavolo con uno dei produttori più potenti di Hollywood per trasformare quella stessa opera in un film d’animazione. Rivera-Herrans ha ventiqualche anni e ha già costruito qualcosa che la maggior parte dei compositori non raggiungerebbe in un’intera carriera. Bruckheimer ha quasi ottant’anni e ha deciso di scommettere per la prima volta sull’animazione su un progetto nato in una stanza universitaria. Il cinema, ogni tanto, sa ancora sorprendere.