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Red, recensione: fantasy, famiglia e “Girl Power” in uno dei migliori lavori Pixar

Blogo ha visto e recensito “Red”, il nuovo lungometraggio d’animazione Pixar disponibile in esclusiva su Disney Plus.

Archiviati gli amati giocattoli di Toy Story e dopo il nostalgico Luca, incantevole a livello visivo anche se con qualche scivolata di troppo nello stereotipo rispetto al ritrarre l’Italia e gli italiani, Pixar fa un salto in avanti e con Red mette insieme commedia slapstick, un racconto di formazione adolescenziale tutto al femminile e un suggestivo fantasy orientale. La trama racconta di una leggenda cinese che vede la spigliata e studiosa tredicenne Mei Lee (un plauso alla doppiatrice Chiara Fabiano) che si trasforma da un giorno all’altro in un panda rosso gigante, ma solo quando perde il controllo delle sue emozioni, il che per un’adolescente vivace come Mei significa “sempre”. Scopriremo in seguito che quella del panda rosso è una maledizione di famiglia di cui ha sofferto anche la madre di Mei, doppiata nella versione italiana da Daniela Calò, una donna severa e iperprotettiva terrorizzata dal vedere la figlia crescere, e che la ragazzina in piena ribellione adolescenziale comincerà a vedere come un ostacolo tra lei e il desiderio sempre più impellente di sentirsi un adulta.

“Red” presenta una meravigliosa prospettiva tutta al femminile grazie alla regista cinese-canadese Domee Shi, al suo primo lungometraggio dopo aver realizzato l’adorabile cortometraggio Bao. Tutte le donne del film sono caratterizzate in modo impeccabile, idem per il mite padre di Mei che rappresenta in solitaria l’universo maschile dei padri e mariti. “Red” ci ha ricordato da subito un paio di classici: il manga e anime giapponese Ranma ½, in cui un personaggio si trasforma in un panda gigante ogni volta che viene bagnato proprio a seguito di una maledizione, e anche la commedia americana anni ottanta Voglia di vincere, in cui un adolescente scopre in modo traumatico di far parte di una famiglia di licantropi; in “Red” c’è proprio una scena che rievoca il momento in cui Michael J. Fox scopre la sua licantropia per poi, superato lo shock iniziale, utilizzare i suoi nuovi poteri per diventare il più popolare del suo liceo.

Seppur abituati ad un’animazione sempre più bella e realistica, non sfuggirà ai più attenti l’incredibile livello raggiunto da Pixar nell’animazione al computer, che con “Red” fa un ulteriore passo in avanti alzando l’asticella a livelli impressionanti. Tutto è curato al dettaglio, non ci sono sbavature di sorta e le sequenze del rituale finale incantano per immersività. “Red” presenta un character design godibilmente fumettoso con strizzatine d’occhio agli anime giapponesI e una qualità complessiva che è una vera gioia per gli occhi.

Tanto per non farsi mancare nulla anche la parte musicale svetta rispetto al passato, con le suggestive sonorità dello svedese Ludwig Göransson, al suo primo film d’animazione dopo aver musicato il corto Disney Testa o cuore e prodotto canzoni per Trolls World Tour 2 della DreamWorks Animation. La colonna sonora di Göransson ben si amalgama con quella prettamente “teen” con brani della cantautrice premio Grammy Billie Eilish e di Finneas che danno voce alla boy band dei 4*TOWN, gruppo per cui Mei e le sua amiche del cuore impazziscono “letteralmente”.

Quello che però salta più all’occhio è come Pixar abbia creato con cura e attenzione una miscellanea culturale che rispecchia almeno in parte il mondo in cui viviamo, senza cadere in facili stereotipi. “Red” ambientato in Canada, nazione della regista prima donna di colore a dirigere un film Pixar, ingloba in sé una multiculturalità a cui aspirare, ma non manichea o ideologizzata e questo è un ulteriore punto a favore di una ideale pagella, che come quella della studiosa protagonista, presenta una sfilza di “10 e lode”.

“Red” si presenta come il culmine di un percorso che Pixar ha intrapreso dopo “Toy Story 4”, con Onward – Oltre la magia, un frizzante fantasy dal cuore “nerd”, l’ambizioso e suggestivo Soul un po’ ostico per gli spettatori più piccoli e “Luca” nostalgico e colorato racconto dal sapore rétro. “Red” riporta Pixar a contenuti più consoni al formato famiglia che hanno contraddistinto la prima parte della produzione dello studio, e se il buongiorno si vede dal mattino, questa ripartenza promette per il futuro meraviglie e tanto intrattenimento per famiglie di altissimo profilo.