Robert Redford diede tutto per il cinema, incluso un orecchio: sul set perse il 60% dell’udito
Il mondo del cinema da il suo addio a Robert Redford, attore, regista e vero e proprio idealista sul grande schermo e non solo, tanto convinto del potere dei film da sacrificare per uno di questi anche il suo udito.
Il mondo del cinema saluta oggi non solo uno dei suoi massimi esponenti, ma anche colui che più di tutti ha saputo unire arte cinematografica e impegno civile, qualcuno direbbe, l’ultimo degli idealisti.
Ecco perché con Robert Redford, spentosi all’età di a 89 anni nella sua casa di Provo nello Utah, se ne va un pezzo di storia del cinema ma anche di dedizione, forza e spirito di abnegazione. Tematiche politiche e sociali importanti, come la Guerra del Vietnam, la corruzione, l’ambientalismo e il ruolo dei media nella società hanno caratterizzato prima la sua cinematografia da attore e poi soprattutto quella da regista. Ma l’impegno di Robert Redford è in effetti andato anche oltre.
Robert Redford e la perdita dell’udito
Pochi lo sanno ma l’attore di Come eravamo, Spy Game, A piedi nudi nel parco e molti altri titoli memorabili, ha sacrificato addirittura il proprio udito all’arte cinematografica.
Si trovava infatti sul set di Tutto è perduto nel 2013 quando perse il 60% del proprio udito. Nella pellicola l’attore interpretava un marinaio alla deriva nell’Oceano Indiano. Per esigenze di copione fu richiesto a Redford di passare, ogni giorno, molte ore immerso in un serbatoio d’acqua. Fu così che l’attore contrasse un’infezione all’orecchio sinistro, da cui la conseguenza parziale perdita dell’udito da quel lato.

Un calo di udito monolaterale può apparire un problema marginale ma così purtroppo non è. Rende infatti difficile capire da dove arrivano i suoni e, inoltre, diminuisce la capacità di comprendere i dialoghi soprattutto nelle situazioni rumorose.