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The Empty Man: recensione e curiosità dell’horror con James Badge Dale

Recensione, curiosità e colonna sonora del film horror sovrannaturale “The Empty Man” con James Badge Dale, Stephen Root e Marin Ireland.

Dopo il promettente ma inadeguato The Midnight Man e l’insipido spauracchio per adolescenti Slender Man arriva un’altra leggenda urbana, ma stavolta non è figlia dal prolifico universo creepypasta, ma alle spalle c’è un’acclamata graphic-novel di Cullen Bunn & Vanesa R. Del Rey pubblicata da Boom! Studios.

The Empty Man aka L’uomo vuoto viene introdotto come una leggenda urbana a cui si legano una serie di suicidi e sparizioni di adolescenti in una piccola città del Midwest. Il regista esordiente David Prior adatta il materiale originale cercando di trovare un equilibrio tra la parte della leggenda urbana con tutti i suoi crismi, che va dall’evocazione come atto di coraggio alla parte in cui il mostro/demone/fantasma/squilibrato a seconda del racconto si materializza e inizia ad uccidere, a qualcosa di più complesso, antico e oscuro che comincia a palesarsi man mano che la trama si dipana e si comincia a capire che “The Empty Man” ha davvero poco a che fare con le leggende urbane e la loro mitologia da racconto attorno ad un fuoco. Il film come il fumetto in realtà sono ben più ambiziosi e ampliano il discorso “sovrannaturale” inglobando elementi folcloristici quali il Tulpa tibetano, puro pensiero incarnato che ha alcune assonanze con il mito ebraico del Golem, ma ci fermiamo qui per non svelare troppo del percorso che porta ad un finale meno prevedibile rispetto alla premessa.

“The Empy Man” non manca di momenti suggestivi e carichi d’atmosfera grazie all’ottimo lavoro del direttore della fotografia Anastos Michos (che ha lavorato con Milos Forman e Joseph Ruben), ad un colonna sonora puntuale composta dal compositore Christopher Young con il musicista Lustmord e un protagonista, l’attore James Badge Dale, decisamente in parte e capace di fornire la giusta intensità alla parte psicologica / borderline della storia. Purtroppo il dover creare un prodotto fruibile ad un pubblico di adolescenti ha creato uno squilibrio tra l’ambizione di voler raccontare un horror di stampo psicologico e la necessità di puntare molto sulla modaiola parte della leggenda urbana, così il film funziona a metà in entrambi queste parti lasciando un po’ di amaro in bocca rispetto alle tante, forse troppe potenzialità accennate e poi diluite all’estremo all’insegna della semplificazione ad oltranza, incluso un prologo un po’ troppo frettoloso.

Curiosità e colonna sonora

  • The Empty Man” è basato sull’omonima graphic-novel di Cullen Bunn & Vanesa R. Del Rey. L’autore di fumetti Cullen Bunn ha bruciato le tappe diventando in brevissimo tempo una star del mondo dei fumetti grazie ad una serie di acclamati titoli tra cui l’epico western sovrannaturale western “The Sixth Gun” e affrontando alcuni degli antieroi più popolari dei fumetti come Magneto e Sinestro. Il lavoro della disegnatrice Vanesa R. Del Rey è stato accolto con entusiasmo e acclamazione, inclusa una nomination al Russ Manning per il suo lavoro su “Hit”.
  • Quando James entra per la prima volta all’Istituto Pontifex, la macchina da presa si sofferma su un dipinto nel corridoio. Il dipinto mostra la baita in cui si rifugiano i quattro escursionisti all’inizio del film.
  • Tutte le foto di Amanda appuntate sulla bacheca nella sua stanza sono immagini reali dell’account Instagram personale dell’attrice Sasha Frolova che nel film interpreta Amanda.
  • La parola “Pontifex” oltre che un riferimento all’alto ordine sacerdotale della chiesa romana può essere tradotto letteralmente come “costruttore di ponti” o ponte fra l’immanente e il trascendente. L’Istituto Pontifex nel film richiama diversi elementi al riguardo: i membri della setta agiscono come “sacerdoti” che chiamano L’uomo vuoto, costruiscono la leggenda dell’Uomo vuoto attorno ai ponti e ricevono messaggi dall’uomo vuoto come se fosse un Dio.
  • L’escursionista che può sentire il richiamo dell’Uomo vuoto all’inizio del film è l’unico membro del suo gruppo che non ha paura di attraversare il ponte di catene sospeso sulla valle. Ciò fa presagire come sarà lui quello scelto dall’Uomo vuoto per essere egli stesso un “ponte”. I ponti sono un elemento ricorrente in tutto il film, prefigurando come il trasmettitore scelto possa agire da “ponte” tra l’Uomo vuoto e il culto.
  • La facciata della clinica dove è ricoverato l’escursionista in coma sopravvissuto all’incipit del film ricorda la facciata della chiesa di Scientology mostrata in molte immagini.
  • Le musiche originali del film sono del compositore Christopher Young, uno specialista del genere horror; tra i film musicati da Young ricordiamo Nightmare, Hellraiser, La mosca 2, La metà oscura, Specie mortale, Urban Legend, Drag Me To Hell e più recentemente Liberaci dal male e il remake Pet Sematary. Young ha composto la colonna sonora di “The Empty Man” in collaborazione con Brian Williams, musicista industrial gallese noto con lo pseudonimo Lustmord e spesso accreditato come creatore del cosiddetto genere “dark ambient”.

TRACK LISTINGS:

1. In Hidden Mountains (Lustmord) 2:09
2. Ancient Voices Whisper (Lustmord) 2:26
3. Portents of Doom (Lustmord) 2:45
4. Mysterium Tremendum (Christopher Young) 1:40
5. In the Heart of a Broken Man (Christopher Young) 2:52
6. Seeds of Evil Germinate (Christopher Young) 2:19
7. Nurtured by Corruption (Christopher Young) 2:38
8. A Duality of Forms (Christopher Young) 2:40
9. Parallax Bridges (Christopher Young) 4:04
10. Out of Nightmare Mist (Christopher Young & Lustmord) 2:27
11. Promising Infection (Christopher Young) 3:10
12. From the Noosphere (Christopher Young) 3:40
13. Down Paths to Dark Woods (Christopher Young) 2:50
14. Where Forbidden Spirits Call (Christopher Young) 2:50
15. Fervent Supplicants (Christopher Young) 3:15
16. To Enflesh (Christopher Young) 3:02
17. The Shadow Self (Christopher Young) 5:09
18. A Vastation (Christopher Young & Lustmord) 2:45
19. Where Sentence Is Served (Christopher Young) 5:05
20. In a Prison Built Out of Lies (Christopher Young) 5:03

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