The Odyssey, Matt Damon ha fatto una dichiarazione da pelle d’oca sul film (e ora non vediamo l’ora di vederlo)
Matt Damon ha definito The Odyssey di Nolan il film più difficile della sua carriera: pelle d’oca assicurata già da queste prime parole.
C’è una sola domanda che tutta l’industria cinematografica si sta ponendo da mesi: riuscirà Christopher Nolan a superare Oppenheimer? Il regista britannico, che con il biopic sul padre della bomba atomica ha incassato quasi un miliardo di dollari e vinto sette Oscar, ha puntato tutto su un’operazione ancora più ambiziosa: portare sul grande schermo L’Odissea di Omero, il poema epico che da quasi tremila anni racconta il viaggio di Ulisse verso casa. A interpretare l’eroe greco ha scelto Matt Damon, e le prime parole dell’attore sul film hanno già fatto il giro del mondo. In un’intervista a 60 Minutes condotta dal giornalista Scott Pelley, Damon ha detto qualcosa che chiunque ami il cinema difficilmente dimenticherà. The Odyssey arriva nelle sale di tutto il mondo a luglio 2026.

La dichiarazione di Damon che ferma il respiro
Le parole di Matt Damon sono arrivate in risposta a una domanda semplice, quasi ovvia. Come è stato lavorare su questo progetto? La risposta non ha lasciato spazio a mezze misure: «Si è trattato del film più difficile che io abbia mai realizzato fino a questo momento. Non c’è proprio paragone». Una frase che, considerata la carriera dell’attore, pesa quanto un macigno. Stiamo parlando dell’uomo che ha trascorso settimane nel deserto giordano per The Martian, che si è allenato come un agente segreto per tutta la saga Bourne, che ha già lavorato con Nolan in Interstellar e Oppenheimer. Dire che The Odyssey non ha paragoni nella sua filmografia non è una formula promozionale: è una dichiarazione che fa capire la portata reale di quello che vedremo in sala a luglio.
Nolan mette a dura prova Damon: la scena che ha lasciato senza fiato
Durante l’intervista a 60 Minutes, il giornalista Scott Pelley ha mostrato una clip tratta dal film in cui Matt Damon sembra a tutti gli effetti sul punto di annegare. Non una scena d’azione generica: qualcosa che ha colpito anche chi il cinema di Nolan lo conosce bene. Pelley ha scherzato sottolineando che l’attore sembrava davvero in pericolo. Il regista, interpellato sul punto, non ha smentito: «Lo abbiamo messo a dura prova, senza dubbio». Nolan ha poi inquadrato la scena in una filosofia produttiva più ampia: «Nell’affrontare il lavoro su The Odyssey, la questione è diventata centrale. Doveva essere il film più ambizioso che avessimo mai realizzato. Doveva essere una sfida per tutti noi, perché questa è la natura della storia». L’Odissea di Omero non è una storia tranquilla, e Nolan ha voluto che ogni membro della troupe sentisse fisicamente quel peso.
Il primo film girato interamente in IMAX: una rivoluzione tecnica
The Odyssey è destinato a entrare nei libri di storia del cinema prima ancora che il pubblico lo veda, per una ragione tecnica precisa: è il primo lungometraggio girato interamente in formato IMAX. Non alcune sequenze, non i momenti clou come Nolan aveva già fatto in Dunkirk e Oppenheimer: ogni singola inquadratura del film è stata catturata con le pesanti e costose macchine da presa IMAX a pellicola da 70mm. Una scelta che comporta costi enormi, attrezzature ingombranti e tempi di lavorazione molto più lunghi rispetto al digitale. Il motivo per cui Nolan ha percorso questa strada è nella qualità dell’immagine finale: il fotogramma IMAX da 70mm ha una risoluzione fino a tre volte superiore al digitale. Per un’epopea ambientata nel Mediterraneo antico, tra tempeste, mostri e isole incantate, quella differenza di qualità visiva non è un dettaglio tecnico: diventa parte integrante della narrazione.
L’ultimo laboratorio del mondo: Nolan incolla i fotogrammi a mano
Per montare The Odyssey, Christopher Nolan si è seduto nell’ultimo laboratorio cinematografico IMAX ancora attivo e operativo al mondo e ha letteralmente tagliato e incollato i fotogrammi con le proprie mani. Non è una metafora: è il processo fisico del montaggio su pellicola, quello che il cinema ha quasi ovunque abbandonato con la transizione al digitale. Nolan ha riconosciuto che la fotografia e il montaggio digitali sono più veloci ed economici, e che su questo non ci sono dubbi. Ma la qualità che si ottiene con la pellicola IMAX, in termini di densità dell’immagine, resa della luce e profondità cromatica, non è replicabile con nessun sistema digitale oggi disponibile. La scelta racconta qualcosa di più di una preferenza tecnica: è la dichiarazione di un regista che, dopo Oppenheimer, ha rifiutato qualsiasi compromesso e ha preteso il massimo da ogni fase del processo produttivo.
Cast e polemiche: Lupita Nyong’o è Elena, Musk attacca Nolan
Mentre l’attesa cresce, The Odyssey è già al centro di discussioni accese. La scelta di affidare il ruolo di Elena a Lupita Nyong’o, vincitrice dell’Oscar per 12 Years a Slave, ha scatenato reazioni contrastanti. Elon Musk ha attaccato pubblicamente Nolan sostenendo che la scelta fosse motivata dalla corsa ai premi e non da ragioni artistiche. Il regista è intervenuto per difendere le scelte di casting e di costume, senza farsi intimidire. Nelle ultime settimane è emerso anche un dettaglio intrigante: secondo le ultime indiscrezioni, Nyong’o avrebbe un doppio ruolo nel film, con un colpo di scena legato al suo personaggio che Nolan ha confermato senza rivelare dettagli. Che il film faccia discutere ancora prima di uscire è, in fondo, la conferma di quanto sia atteso: quando Nolan annuncia qualcosa, il mondo del cinema smette di parlare d’altro.