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Tra Due Mondi: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film con Juliette Binoche

Tutto quello che c’è da sapere su “Tra due mondi”, il dramma con Juliette Binoche in arrivo nei cinema italiani il 7 aprile 2022.

Il 7 aprile approda nei cinema d’Italia con Teodora Film Tra due mondi (Ouistreham), film d’apertura della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes che segna l’atteso ritorno alla regia di Emmanuel Carrère, uno dei più amati scrittori francesi di oggi, e ha per protagonista una straordinaria Juliette Binoche. Come sempre in Carrère, riesce a unire uno sguardo penetrante sulla società di oggi con la riflessione mai banale sul rapporto tra arte e vita, realtà e finzione.

Trama e cast

 

 

La trama ufficiale: Marianne (Juliette Binoche) è una scrittrice affermata e per preparare un libro sul lavoro precario prende una decisione radicale: senza rivelare la propria identità, si presenta all’ufficio di collocamento e viene assunta come donna delle pulizie sul traghetto che attraversa la Manica. Riesce così a toccare con mano i ritmi massacranti e le umiliazioni che affronta chi è costretto a quella vita, ma anche l’incrollabile solidarietà che unisce le sue compagne, tra cui spicca Christèle, madre single che non si dà mai per vinta. La vera identità di Marianne, però, non può restare nascosta per sempre…

“Tra due mondi” si avvale di un cast sensazionale di attrici non professioniste che include Hélène Lambert, Léa Carne, Emily Madeleine, Patricia Prieur, Evelyne Porée e Didier Pupin.

Curiosità

  • Emmanuel Carrère dirige “Tra due mondi” da una sua sceneggiatura scritta con Hélène Devynck, dal libro inchiesta “Le Quai de Ouistreham” di Florence Aubenas (edito in Italia da Piemme con il titolo La scatola rossa).
  • Il film si avvale della fotografia di Patrick Blossier, del montaggio di Albertine Lastera, del suono di Jean-Pierre Duret, delle scenografie di Julia Lemaire e della costumista di Isabelle Pannetier.
  • I produttori del film sono Olivier Delbosc, David Gauquié, Julien Deris, Emilien Bignon, Juliette Binoche e Jean-Luc Ormières con Christine de Jekel produttrice esecutiva.
  • Il film è rodotto da Curiosa Films, Cinéfrance Studios, France 3 Cinéma con la partecipazione di France Télévisions, OCS e Canal +.

Tra due mondi – trailer e video

Clip ufficiali sottotitolate in inglese pubblicate il 22 luglio 2021

Trailer ufficiale in lingua originale pubblicato il 28 febbraio 2022

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 28 febbraio 2022

Nuovo spot tv in italiano pubblicato il 31 marzo 2022

Note di regia

 

Ho letto il libro di Florence Aubenas appena è uscito e come tutti l’ho trovato magnifico. Florence era e rimane la miglior giornalista francese. Ma sarei rimasto sorpreso se all’epoca qualcuno mi avesse detto che lo avrei adattato per il cinema. La stessa Florence non voleva che se ne facesse una versione cinematografica e l’unica ad avere la tenacia per continuare a insistere nel tempo è stata proprio
Juliette Binoche: alla fine Florence ha acconsentito, ma a patto che fossi anch’io nel progetto. Juliette, che non mi conosceva, mi ha chiamato e tutto è cominciato. È fantastico quando qualcosa arriva dall’esterno, come fosse un ordine, e capisci che in qualche modo ti tocca nel profondo: se avessi scritto una sceneggiatura originale probabilmente non avrei trovato un progetto che sentissi così mio. Ho diretto due film prima di questo: un documentario, Ritorno a Kotelnitch, e un film di finzione, L’amore sospetto. Tra due mondi segna un punto di incontro tra i due, perché parte da materiale documentario, ossia il libro di Florence, e diventa un’opera di finzione, contenendo molte invenzioni che non sono nel libro. La stessa protagonista, Marianne, è una creazione ibrida, un incrocio tra Florence e me. Fin dall’inizio si era stabilito di lavorare solo con attrici non professioniste. Due di
loro, Nadège e Justine, recitano addirittura nei panni di se stesse. Juliette ha dato un enorme contributo nel lavoro con le attrici, io stesso ero sorpreso dalla sua umiltà e generosità: le ha dirette almeno quanto me, non perché abbia impartito loro delle istruzioni, ma per il modo in cui ha interpretato il suo ruolo al loro fianco. Poiché la mia esperienza nel cinema resta limitata, quello che mi sono detto prima di iniziare le riprese è che se la chimica tra Juliette e il resto del cast avesse funzionato, il film avrebbe meritato di essere visto. E così è stato. [Emmanuel Carrère]

Chi è Emmanuel Carrère?

 

Nato a Parigi nel 1957, si diploma all’Institut d’études politiques e esordisce come critico cinematografico collaborando con le riviste Positif e Télérama e pubblicando nel 1982 il saggio Werner Herzog. Nelle sue successive prove letterarie Carrère sembrerà recuperare dalla sua formazione cinematografica uno sguardo che scandaglia il reale cogliendolo nei suoi aspetti insieme più semplici e sconvolgenti, come nella biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick Io sono vivo e voi siete morti (1993; trad. it. 2016) e più ancora nel romanzo L’avversario (2000; trad. it. 2000), tratto dalla storia vera di un uomo che stermina la famiglia per nascondere le menzogne su cui ha costruito la propria esistenza, e del quale ha firmato la sceneggiatura dell’omonimo film (2002); o in Vite che non sono la mia (2009; trad. it. 2011), testo corale sull’inesorabilità della vita e della morte che compiono il loro cammino prescindendo dalla volontà umana. Forzando la chiave del reale per costruire un delicato ed estenuante gioco a due, Carrère sperimenta anche il racconto erotico in forma di lettera con Facciamo un gioco (2002; trad. it. 2004), attraversato da temi biografici come quelli che sotto altra forma echeggiano in La vita come un romanzo russo (2007; trad. it. 2009), resoconto di un viaggio tra Francia e Russia il cui unico movimento è la ricerca delle origini dell’io narrante e in cui torna, come ne L’avversario, il tema della difesa accanita di un segreto indicibile. Scrittore di vite minuscole, Carrère abbandona questa scelta narrativa nel 2011 con la stesura della biografia Limonov (trad. it. 2012), in cui ricostruisce – riproponendo comunque i temi nodali dell’identità, della finzione e della complessa costruzione di una rappresentazione del sé – l’avvincente vicenda umana del dissidente e scrittore russo, aggiudicandosi in Francia il Prix Renaudot e il Prix des Prix e riscuotendo anche in Italia grande successo; impianto narrativo profondo e complesso rivela anche il successivo Il regno (2014; trad. it. 2015), poderoso volume sugli albori del cristianesimo e sulla vita di san Luca. Tra le sue altre opere: L’amie du jaguar (1983); Bravura (1984; trad. it. 1991); I baffi (1986; trad. it. 1987), da cui nel 2005 ha tratto in veste di regista il film omonimo con Vincent Lindon (L’amore sospetto, 2006), il suo secondo dopo il documentario Ritorno a Kotelnitch (2003); Fuori tiro (1988; trad. it. 1989); La settimana bianca (1995; trad. it. 1996); il reportage sui migranti A Calais (2016; trad. it. 2016); l’antologia di articoli e saggi brevi pubblicati dagli anni Novanta Propizio è avere ove recarsi (2016; trad. it. 2017). Nel 2015 viene pubblicata in Italia sotto il titolo Emmanuel Carrère, fra cinema e letteratura una selezione degli articoli pubblicati dallo scrittore tra il 1977 e il 1986 sulla rivista Positif, in cui è compiutamente documentata la sua densa attività di critico cinematografico. Attivo da anni come sceneggiatore, anche per la TV (basti pensare alla serie di enorme successo Les Revenants), torna al cinema nel 2021 con Tra due mondi, tratto dall’omonimo romanzo-inchiesta sul precariato di Florence Aubenas (2010; trad. it. La scatola rossa, 2011) e presentato in anteprima come film d’apertura della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes. Dello stesso anno è anche il suo atteso ritorno alla scrittura con l’intensa narrazione autobiografica pubblicata sotto il titolo di Yoga (trad. it. 2021). [biografia tratta da Enciclopedia Treccani]

Il romanzo originale

 

Giornalista fino al 2006 presso il quotidiano Libération, Florence Aubenas durante un viaggio di lavoro in Iraq nel 2005, è stata catturata e tenuta in ostaggio per svariati mesi, prima di ritrovare la libertà. Il 2 luglio 2009 è stata eletta responsabile dell’Observatoire international des prisons (OIP) carica che manterrà sino a giugno 2012. Nel luglio del 2012 viene incaricata di seguire la guerra civile siriana per il quotidiano Le Monde. Aubenas ha scritto anche il libro inchiesta Lo sconosciuto delle poste che ricostruisce un efferato delitto che il 19 dicembre 2008 sconvolge la vita di Montréal-la-Cluse, un borgo al confine con la Svizzera. Catherine Burgod una donna quarantenne e incinta viene trovata uccisa con ventotto coltellate nell’ufficio postale in cui lavorava.

La sinossi ufficiale del romanzo: Come si vive quando ogni giorno si deve trovare un modo per sbarcare il lunario? Come vive chi la “grande crisi economica” che ha colpito l’Europa e il mondo intero la porta impressa sulla pelle? Per sentire il cuore pulsante di questa crisi, Florence Aubenas decide di mischiarsi agli ultimi, come vengono spesso chiamate le vittime del mercato, che però sono tanti, così tanti che molti governi ormai temono la rivolta sociale. Per sei mesi Florence diventa una di loro, a Caen, una cittadina di provincia. Si tinge di biondo e si finge disoccupata, senza esperienza né particolari qualifiche. La sua storia, come quella di ogni altro, finisce in una scatola rossa, un raccoglitore che d’ora in poi detterà il suo “destino” lavorativo. La signora Aubenas, 48 anni, ogni giorno si presenta all’ufficio di collocamento, un luogo dove il tempo è dilatato, scandito dalla noia, dall’attesa e dall’angoscia di restare a mani vuote. Aspetterà un mese prima di trovare un lavoro come donna delle pulizie sul ferryboat di Ouistreham, che attraversa la Manica. “Se ti offrono un posto lì, rifiutalo. È il peggio del peggio, galera e lavori forzati insieme” le avevano detto. Lei invece accetta. È veramente dura, ma è anche un’occasione per incontrare altre anime che quel lavoro umile e snervante lo fanno per sopravvivere. Come Florence, Fanfan e Mimi, un transessuale che lavora per pagarsi le operazioni. Tra di loro nasce un’amicizia solidale, fatta di confidenze e sostegno reciproco…

La colonna sonora

 

  • Le musiche originali del film sono del pianista e compositore francese Mathieu Lamboley (Lolo – Giù le mani da mia madre, Minuscule 2, Il ritorno dell’eroe, Un marito a metà, Lupin, Red Snake).

TRACK LISTINGS:

1. Ouistreham 4:18
2. Solitude 1:12
3. Le Ferry 1:19
4. Au port 1:20
5. Vague à l’âme 2:46

La colonna sonora di “Tra due mondi” è disponibile su Amazon.

Foto e poster