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Un anno con Salinger: trailer italiano e tutte le anticipazioni del film con Sigourney Weaver

Tutto quello che c’è da sapere su “Un anno con Salinger”, il film con Sigourney Weaver e Margaret Qualley al cinema dall’11 novembre.

L’11 novembre debutta nelle sale italiane con Academy Two il il film Un anno con Salinger, un dramma a sfondo letterario del regista canadese Philippe Falardeau. Basato sull’omonimo romanzo bestseller internazionale, “Un anno con Salinger” segue Joanna, una giovane aspirante scrittrice che dopo aver trova lavoro presso l’agenzia letteraria di JD Salinger a New York, le viene assegnato il noioso compito di rispondere alle pile di posta dei fan che Salinger riceve.

Trama e cast

La trama ufficiale: New York, anni ’90: dopo aver lasciato gli studi di specializzazione universitaria per diventare scrittrice, Joanna (Margaret Qualley) viene assunta come assistente di Margaret, l’agente letteraria impassibile e un po’ rétro di J.D. Salinger (Tim Post). Il compito principale di Joanna è rispondere, con un messaggio formale dell’agenzia, alle migliaia di lettere inviate dagli ammiratori di Salinger. Ma leggendo le parole struggenti che arrivano da tutto il mondo, Joanna diventa sempre più riluttante a rispondere con la lettera impersonale dell’agenzia e d’impulso inizia a personalizzare le risposte.

Il cast del film è completato da Sigourney Weaver nei panni del capo di Joanna, Douglas Booth, Seána Kerslake, Brían F. O’Byrne, Théodore Pellerin, Yanic Truesdale, Hamza Haq, Colm Feore, Yanic Truesdale, Hamza Haq, Leni Parker, Ellen David, Romane Denis, Gavin Drea e Matt Holland.

Un anno con Salinger

Trailer italiano ufficiale pubblicato l’11 novembre 2021

Curiosità

  • Il film è basato sulle memorie di Joanna Smith Rakoff del 2014 che descrivono il suo periodo di lavoro presso l’agenzia letteraria Harold Ober Associates, in cui lavorava per Salinger. Phyllis Westberg (un personaggio chiamato Margaret nel film) era l’agente di Salinger all’epoca in cui Rakoff lavorava per l’agenzia e ha assunto la direzione dell’agenzia nel 1998.
  • Philippe Falardeau, regista di Monsieur Lazhar, Congorama, The Good Lie e The Bleeder, dirige “Un anno con Salinger” da una sua sceneggiatura basata sul bestseller di Joanna Smith Rakoff.
  • Il film ha aperto la settantesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
  • La protagonista Margaret Qualley è recentemente apparsa nella miniserie tv Maid di Netflix, anch’essa basata su una storia vera.
  • L’autrice Joanna Rakoff appare nel film in un cameo alla fine del film quando Joanna visita il New Yorker e vede Max con una donna che entra in un ascensore.

Il romanzo originale

Il romanzo “Un anno con Salinger” racconta la vera storia dell’anno trascorso da Joanna Rakoff nell’agenzia dell’autore del Giovane Holden, Un anno con Salinger illumina il mondo scomparso dell’editoria newyorchese e costituisce, insieme, una brillante dichiarazione d’amore per la letteratura.

La sinossi ufficiale del romanzo: Gonna e maglioncino da ragazza perbene, stile Sylvia Plath allo Smith College, ogni mattina Joanna Rakoff si reca sulla Quarantanovesima ed entra nel palazzo stretto e anonimo in cui ha sede l’agenzia letteraria dove lavora. Un’agenzia antica, prestigiosissima, probabilmente la piú antica tra quelle ancora in attività nella metà degli anni Novanta a New York. Lí sta seduta tutto il giorno, con le gambe accavallate su una poltroncina girevole a rispondere agli ordini del suo capo, la «direttrice» dalle dita lunghe, snelle, bianche che si accende una sigaretta dietro l’altra con un’enfasi degna di Lauren Bacall. Ogni frase, ogni gesto e commento della direttrice, e di Olivia, Max e Lucy – gli agenti, un distillato del fascino démodé dell’Agenzia con le loro presentazioni al KGB Bar, e la loro vita fatta di una sequenza infinita di feste – le rammentano che l’agenzia non è solo un’azienda, ma uno stile di vita, una cultura, una comunità, una casa. Qualcosa di piú simile a una società segreta o a una religione, con dei rituali ben definiti e delle divinità da adorare: Fitzgerald, una sorta di semidio; Dylan Thomas, Faulkner, Langston Hughes e Agatha Christie, di vinità minori e, alla guida del pantheon, la piú pura, assoluta divinità, lo Scrittore rappresentato da sempre dall’agenzia: Jerry, alias J.D. Salinger. Avvezza già all’era digitale dei Macintosh nella New York della metà degli anni Novanta, Joanna viene spedita davanti a un dittafono, un aggeggio degli anni Cinquanta deliziosamente arcaico e, insieme, sinistramente fu turibile, e poi di fronte a una macchina da scrivere, a battere lettere sulla carta intestata dell’Agenzia – cento grammi, giallastra, di un formato piú piccolo del normale –, lettere indirizzate ai fan dell’autore del Giovane Holden, che contengono un testo standard: «Come forse saprà, il signor Salinger non desidera ricevere posta dai lettori, quindi non possiamo inoltrargli il suo cortese messaggio…» I destinatari rappresentano la vasta costellazione degli holdeniani: pazzi che sprolo quiano del giovane Caulfield in pagine scarabocchiate a matita; studentesse che dichiara no il loro amore per l’eroe salingeriano; adolescenti spossati dalla tirannia del mondo materiale. Può, però, una luminosa ragazza con ambizioni poetiche fare semplicemente da «buttafuori editoriale»? Di nascosto dalla direttrice, Joanna decide di dedicarsi anima e corpo alla posta del cuore di Jerry, parlando in prima persona e firmandosi con il nome e cognome dell’autore. Finché, in «un pomeriggio ventoso di novembre, un uomo alto e magro» fa il suo ingresso in agenzia: Jerry, alias J.D. Salinger in persona.

Intervista al regista

La biografia di Joanna Rakoff, Un anno con Salinger , rappresenta il s uo primo adattamento di un libro per il cinema . Che cosa l’ha attratta i di questa storia?

Stavo curiosando in una libreria, e ho preso in mano la biografia di Joanna, attirato dal titolo e dal fatto che l’autrice fosse una donna. Fino ad allora, avevo realizzato film che avessero principalmente dei protagonisti maschili, e stavo cercando un’idea per un film con un personaggio centrale femminile. Leggendo il libro ho trovato la scrittura di Joanna commovente e al tempo stesso divertente nella descrizione dei dettagli. Potevo immedesimarmi in quel momento, pieno di incertezze, in cui dobbiamo decidere che cosa vogliamo fare della nostra vita, quando non siamo ancora completamente consapevoli
dell’intera gamma delle nostre possibilità. Un momento in cui tutto è possibile, ma anche in cui tutto sembra al di là della nostra portata.

Qual è stato il suo approccio nell’adattare questa storia? Com’è riuscito a rimanere fedele alla storia di Joanna e al tempo stesso concedersi la libertà creativa come regista?

Sia il libro che il film non seguono il filo di una trama precisa. In un film è necessario che siano presenti dei momenti di tensione e di slancio. Ho inserito dei fatti e degli accadimenti usandoli come strumenti per trasformare la letteratura in cinema. La letteratura può permettersi di avere molto più contenuto e di sostenere temi con tanti livelli di lettura, senza per questo risultare confusa. Permette anche un accesso diretto alla mente del protagonista. Trasformare un libro in un film di solito significa fare delle scelte, creare personaggi dalle tante sfaccettature e trasformare la loro voce interiore in azioni concrete. All’inizio, ho provato a inventare delle scene; ma, stavo raccontando la vita di una persona reale, e volevo restare fedele alla sua esperienza. Ma bisognava usare la finzione per trasmettere le idee e i sentimenti contenuti nel libro. La Rakoff ha seguito tutto il processo creativo leggendo le mie bozze. Ricordo che una volta ci siamo seduti insieme a Cambridge, dopo che avevo steso la seconda o la terza bozza. Le erano piaciute le mie aggiunte e mi aveva incoraggiato a proseguire. Così ha avuto inizio questa divertente collaborazione: più materiale inventato inserivo nella storia, più mi avvicinavo allo spirito del suo libro. Joanna si è rivelata indispensabile anche nella stesura dei dialoghi. L’inglese è la mia seconda lingua, e lei mi ha aiutato a garantire che il linguaggio fosse quello adatto al periodo e a quella generazione.

Mi parli della scelta degli attori, Sigourney Weaver, nei panni di Margaret e Margaret Qualley in quelli di Joanna e di come sono riusciti a dare vita ai i personaggi.

Ho visto Margaret Qualley in La scelta ( Novitiate ) e nella pubblicità di Kenzo diretta da Spike Jonze. Ci siamo incontrati una prima volta a New York, e le ho detto che volevo portare sullo schermo il personaggio di Joanna e la sua storia. Avevo già steso alcune versioni della sceneggiatura, ma volevo scrivere il resto avendo in mente un’attrice e pensavo che lei potesse essere quella giusta. Ho dato a Margaret il libro di Joanna Rakoff e le ho chiesto di leggerlo e di dirmi se secondo lei avevo tralasciato qualcosa che pensava fosse importante. Lo ha letto e poi ne abbiamo parlato a lungo. E ho riscritto la sceneggiatura tenendo presenti le sue osservazioni. Sigourney è stata letteralmente un regalo per il mio compleanno. Sono andato a New York proprio in quella data, e ci siamo incontrati in una sala da tè vicina a dove vive. Devo confessare che ero molto emozionato per quell’incontro. Abbiamo parlato in francese, della città, di teatro, di libri, un po’ di tutto. Sigourney conosce bene il mondo letterario di New York che viene descritto nel libro, e abita nello stesso quartiere dove vive il personaggio reale del capo della casa editrice. Sarebbe stata in grado di guidarmi attraverso le tante sfumature di quel mondo, visto che io ero un estraneo che stava cercando di avvicinarsi per la prima volta. Sono stato molto fortunato a lavorare con un cast straordinario. Douglas Booth e Brían O’Byrne hanno contribuito al film con il loro ottimo lavoro in ruoli secondari, per non parlare di Theodore Pellerin, che interpreta il ruolo del fan di Winston-Salem.

La colonna sonora

  • le musiche originali del film sono del musicista e compositore Martin Léon (Rapailler l’homme, Merci pour tout, High Wire) alla sua terza collaborazione con il regista Philippe Falardeau (Monsieur Lazhar, The Good Lie).
  • La colonna sonora include i brani: “Everyday” di Tinsley Ellis, “Tonight” di Sibylle Baier, “Moon River” di Christian Turcotte & Martin Léon, “No One Will Ever Love You” di The Magnetic Fields, “Troublemaker” di Nada Surf, “Superhero” di Groenland, “Sonata in Re Maggiore K381” di Wolfgang Amadeus Mozart (eseguita da Marie-Ève Scarfone), “Clair de lune” di Claude Debussy (eseguita da Guillaume Martineau, Guillaume Bourque & Marie-Ève Scarfone), “Connection” di Elastica, “More Creation” di Lennie Hibbert, “Sonata n. 26 in si bemolle” di Wolfgang Amadeus Mozart (eseguita da Marie-Ève Scarfone & François Pilon), “Beat of Your Own” di Katie Herzig.

TRACK LISTINGS:

1. Piano Waltz
2. Dis You Send My Letter
3. Long Waltz With Intro
4. Judy Bloom Is Here
5. Hello It’s Jerry!
6. MAIN WALTZ
7. Dear Mr Salinger
8. Quite Emotional
9. End credit
10. Moon River

Foto e poster