Al Pacino incontra Shakespeare grazie all’adattamento per cinema di “The Merchant of Venice” [guarda il trailer]. L’attore si racconta in una lunga intervista rilasciata a Jenny Halper.
Ci si domanda come mai non siano molti gli attori che si confrontino con il grande drammaturgo inglese. Effettivamente il cinema offrirebbe maggiori possibilità, in primis il distacco da una lingua non più naturale per gli anglofoni. Il rischio c’è: quello di cadere nel “dissacratorio”.
La commedia, ultima opera di Michael Radford, uscirà nei cinema italiani l’11 febbraio 2005 con il titolo “Il mercante di Venezia”, dopo le critiche conseguite alla presentazione del film nell’ambito del Venezia film festival 2004.
ludo
25 gen 2005 - 15:43 - #1Credo tu abbia ragione a dire che il cinema offre grandi possibilità nell’adattamento di capolavori teatrali del passato. Ho visto parte del Mercante di Venezia in inglese poco tempo fa, e sono rimasto colpito dalle scenografie, dai costumi e dalla regia che non mi è affatto dispiaciuta. Non condivido in questo caso la tua osservazione sul distacco dalla lingua, visto che in inglese utilizza un linguaggio arcaico, forse in parte ripreso dall’opera di Shakespeare cui si ispira. Sarà interessante vedere come verrà tradotto in italiano.
chiara
26 gen 2005 - 10:33 - #2Quello sulla lingua era un discorso più generale. Si dice spesso che autori del passato a lungo andare risultino “fossilizzati” nel loro scrivere, mentre ricevono un riscatto linguistico al momento della traduzione. Il cinema potrebbe offrire ciò che il teatro nega.
Sono curiosa di sentire come sia stato tradotto, soprattutto perché la ricostruzione storica voluta dal regista potrebbe perdere il suo fascino originario.
ilpelo
15 nov 2011 - 17:18 - #3Il primo post