
251.884 italiani sono corsi a vederlo questo weekend. Quanti di voi rientrano in questa enorme cifra? Premiatissimo dal boxoffice, Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen si offre ora al vostro giudizio. Al sottoscritto il film, come qui detto, non è piaciuto. Ma a voi, invece, che effetto ha fatto? Delusi o soddisfatti? Annoiati o divertiti? Assonnati o entusiasti? A voi la parola con relativo giudizio… Vicky Cristina Barcelona è sulla graticola per voi, e che il dibattito si apra.
the shunt
20 ott 2008 - 13:31 - #1delusione
piopopmpa
20 ott 2008 - 13:36 - #2delusione anche per me… l’unica cosa che mi è piaciuta è stato il personaggio della cruz…
per il resto non mi ha proprio lasciato nulla… e una rappresentazione della spagna che piu banale non si poteva
Geisha7
20 ott 2008 - 13:50 - #3sinceramente (purtoppo) non ho ancora visto il film..ma voglio solo far presente quanto sia banale questo genere di valutazioni. A mio parere non è possibile giudicare un film con sole 3 opzioni. sarebbe giusto invece, che ognuno, motivi il suo parere (sia che sia in positivo che in negativo) con delle giuste argomentazioni.
Dr.Apocalypse
20 ott 2008 - 14:15 - #4Geisha ma infatti per le motivazioni ci sono i commenti… non si può far un sondaggio con 200 opzioni!
Holmes
20 ott 2008 - 15:03 - #5Io non ho votato perchè non mi rispecchio in nessuna delle motivazioni. A mio parere è una commedia gradevole e niente più..il giorno dopo già l’hai dimenticata ma sei sicuro che rivederla sarebbe una perdita di tempo. Forse molti si aspettano da Allen qualcosa in più, ma è difficilmente possibile visto che viaggia alla media di 2 film all’anno. Si concentrasse un po’ più sulla qualità che non sulla quantità
Teoperseo
20 ott 2008 - 18:29 - #6molto piacevole e frizzante ma non mi convince del tutto
Bluer_night/Mr_Rud
20 ott 2008 - 22:56 - #7a me è piaciuto parecchio: finalmente qualche dialogo diverso, personaggi ben costruiti, voice over azzeccatissimo. promosso a pieni voti per me. al mio amico invece non è piaciuto, ma conosco i suoi gusti e questa non era una sorpresa
NY32
22 ott 2008 - 10:09 - #8Ma l’avete capito? Avete capito qual era il messaggio di Woody Allen in questo film o no?
Forse guardare un altro capolavoro dimenticato dai “poliziotti della morale” vi farebbe capire meglio cosa ha voluto dire in quest film: parlo di “Bob&Carol&Ted&Alice” di Paul Mazursky con Natalie Wood, Robert Culp, Elliott Gould del ‘69, un film VM18 solo per i temi trattati.
“Vicky Cristina Barcellona” è un gran film, complimenti Woody!
tagor
23 ott 2008 - 13:15 - #9allora me lo puoi spiegare? (non sono ironico)
RAFFAELE69
23 ott 2008 - 13:18 - #10un film certamente godibile e comunque intriso di “saggezza” woodyalleniana ma:
1) indubbiamente la visione delle cose è americanocentrica e per noi europei è come se non tornasse qualcosa
2) i personaggi alla fine dle film tornano nella stessa situazione in cui erano all’inizio, dunque dopo salti e capitomboli vari non si sono per niente evoluti, tornano nei ranghi per cosi’ dire e questo è- un pò- deludente.
3) per quanto riguarda le attrici, tutte belle, io salvo le brune, penelope e la rivelazione castana di cui non ricordo il nome, forse la piu’ affascinante delel tre, mentre scarlett non l’ho vista al meglio ( la preferii in un film come “the island” o come “lost in traslation” ) come se non fosse riuscita ad esprimersi del tutto.
4) nella spirale della storia il momento per vedere la città protagonista del film (barcellona) sono assia pochi- un montalban, uno del posto avrebbe dato alla città in sè qualche spazio in più
5) bardem è costretto, anche se certo è bravo, a fare un pò la parte del seduttore spagnolo (stereotipo) tipo italiano pizza e mandolino.
ma non si può avere tutto e woody resta woody.
NY32
23 ott 2008 - 15:33 - #11xTagor: ognuno legge in un film quello che vuole leggerci, ovviamente per “alcuni” film. Quello che è alla base di questo film comunque, senza voler far spoiler (vero raffaele69? ;-D) è l’analisi della coppia “socialmente riconosciuta” e per “socialmente” mi riferisco alla coppia a 2, quella che si basa sulle illusioni che l’amore sia per sempre ecc. e sulle falsità (tutti sanno tutto tranne il proprio partner ecc.). Lo vedi nella coppia di Vicky e il fidanzato e in quella che ospita Vicky e Cristina.
La prima sta per sposarsi, la seconda sta insieme da 30 anni: la prima pensa che l’amore sia “come” quello che vede nella seconda. La seconda dà un’immagine di coppia perfetta, bellissima ma in realtà non è affatto così al punto che quest’ultima cerca di evitare che la prima commetta l’”errore”: sposarsi.
Vicky lo capirà da sola “usando” Bardem e il viaggio a Barcellona. E qui mi ricollego al punto (2) di Raffaele: all’apparenza alla fine tornano al punto di partenza, in realtà hanno vissuto qualcosa che nel profondo le cambierà per sempre, nel bene (sposarsi ma con un matrimonio “ripulito” dalle illusioni) o nel male (mollarsi). Ma questo si vedrebbe in un momento successivo mentre il film finisce.
Il caso di Cristina è diverso. Lei è un’insoddisfatta, è una che ha bisogno di risolvere qualcosa dentro di sé ed evitare di cercarlo nell’altro. A differenza di Vicky, però, sembra che abbia già perso quelle “illusioni” e che quindi sia già in grado di buttarsi e di godere quello che capita, qualunque cosa essa sia. Qui Allen ci mostra forse l’azzardo più grosso: il crollo prossimo del concetto di “famiglia a 2″ per un sistema di famiglia “allargato”. Se non fosse per l’insoddisfazione per Scarlett, infatti, finché dura i tre vivono un rapporto aperto in cui nessuno nasconde niente e nessuno limita nessuno: e questo porta anche ad una creatività maggiore.
Purtroppo quelli di Cristina sono problemi che vanno oltre, sono cose sue e quindi “rovina” tutto ma le sarà comunque utile aver provato qualcosa. La “scena del bar” mostra chiaramente la differenza fra le due coppie e in questo mi ha ricordato “Bob&Carol&Ted&Alice” che se però non hai visto non puoi capire il mio riferimento.
x Raffaele:
1) non mi sembra tanto. E’ vero che l’europa viene dipinta come un posto dove la gente se la gode diversamente ma mi sembra che i problemi trattati siano identici ovunque.
3) Sarà ma a me Scarlett non piace tanto. Oggi ha la stessa espressione dei tempi di “Ghost world”. Se non fosse per il seno e le labbra sospetto che sarebbe una delle tante…
4) vero, qui sono più cartoline e meno poesia. Ma si può trasformare in poesia solo quello che si conosce e lui è solo New York.
5) Vero però è bravissimo qui.
Monia
27 ott 2008 - 09:37 - #12NY32 la tua analisi letta post film mi ha stupita e mi ha fatto rivalutare alcuni aspetti dello stesso, ti ringrazio.
Per quanto mi riguarda ho trovato Scarlett scialba, banale, non mi è piaciuta per niente. Al contrario ho adorato la Cruz, che è riuscita a rendere l’esagerazione ‘credibile’, non era affatto semplice a mio parere riuscire a rendere autentica tutta quella esasperazione.
E Bardem è sempre Bardem (lo amo) ma credo che in altri contesti sia riuscito a dare di più, anche se non trovo che il suo personaggio sia così banale e stereotipato, inizialmente potrebbe sembrarlo, ma andando avanti riesce a dare altro, Bardem riesce a dare sfumature di fragilità e ossessione che ad una prima occhiata era impossibile cogliere, e anche tenerezza direi.
Comunque, andando al nocciolo della questione, il film non mi ha convinta totalmente, diverse cose mi hanno lasciata perplessa, ad esempio alcuni dialoghi che ho trovato al limite dell’irritante.
In ogni caso la bravura di Bardem e della Cruz risollevano il tutto.
Fley
04 nov 2008 - 14:02 - #13Secondo me, il film è una commedia tutto sommato piacevole, anche se ha un ritmo un pò monotono, privo di veri e propri sussulti. Non ho gradito molto l’impostazione narrativa e particolarmente la voce fuori campo, mentre ho apprezzato particolarmente, i colori, le atmosfere e i paesaggi caldi della catalunya, preferiti ai freddi ed esasperati scenari statunitensi (pregio dell’Allen degli ultimi tempi). Riguardo all’analisi, mi trovo totalmente in contrasto da quanto detto da NY32, secondo me l’accento è puntato proprio sulla improbabilità del rapporto allargato, visto solo come una evasione momentanea dal canonico rapporto a 2, che non da sicurezza e stabilità nel lungo periodo e che viene abbandonato anche da un personaggio così “culturalmente aperto” come Cristina. Lo stesso, dicasi per Vicky, si lascia travolgere da chi ha saputo toccarla nei punti deboli, e ci ricade con la conspevolezza della scappatella, non mettendo mai veramente in dubbio la stabilità del suo futuro pianificato con il marito. Per cui non lo vedo così banale alla fine il ritorno alla situazione di partenza, dove una volta finito il vortice della passione, si torna alla propria realtà. A me ha colpito anche alla fine il fatto che Juan Antonio, rimanga da solo, e mi ha ricordato i gaudenti che spesso si incontrano nella società contemporanea, quelli che “si vive una volta sola”, che approfittano delle occasioni della vita, che non accettano legami o rapporti convenzionali; ma che poi alla fine sono sempre quelli che rimangono da soli, con quella maschera di autosufficienza e falsa soddisfazione. Pertanto, tornando al film ne leggo uno spunto molto più conservatore sui rapporti umani rispetto a quelli a cui allen ci ha abituato in passato.
PS. @NY32 (Credo proprio che, al di là del film, la caduta del concetto di coppia convenzionale a 2 a vantaggio di quella allargata non sia così prossima come pensi, è innaturale oltre che instabile e credo che non accontenti nessuno dei 3 o più, penso sia solo una forma deviata di rapporto sociale di chi non ha la capacità di vivere completamente il rapporto a 2)