
Nel film Baaria (qui la nostra recensione) di Giuseppe Tornatore, che ha fatto e farà molto discutere (il pubblico potrebbe archiviarlo ma non credo, anzi lo spero per il bravo regista), compare per un attimo, anzi due attimi, il nostro peso massimo del divismo femminile: Monica Bellucci, 110-80- 120, misure virtuali di curve e rientranze, indicate da me a colpo d’occhio.
Monica è simpatica. Da modella proveniente da Città di Castello, con testardaggine e bellissima presenza, ha sfondato prima in Italia e poi nel modo- oggi sta in Francia- grazie alle suddette misure e a due occhi che sempre lì lì per piangere, e invece sornionamente sorridono di narcisismo ultra, ultrasoddisfatto. Perché lei, Monica, ce l’ha fatta. I due attimi di “Baaria” sono: fa l’amore con un muratore e gli studentelli con il prof sospendono la lezione in corso per una lezione di eros alla brava , tutto di fuori, la parte alta di lei in bella evidenza. Più avanti Monica passa per strada e qualcuno grida: “Bella f…”. E nessuno se la sente di dargli torto.
Il problema alla Mostra è che, uscita Monica, entra Charlize Theron, protagonista di The Road di John Hillicoat. Charlize è sullo schermo solo nella prima parte di questo film postapocalittico illuminato da un finale di speranza: l’incontro di un ragazzino con una famiglia di sopravvissuti. La catastrofe misteriosa non impedisce di sperare. Un buon film. Di questa pellicola, tratta dal romanzo di Corman Mc Carthy, ricorderò soprattutto gli occhi di Charlize, il suo viso, il suo corpo martoriato sotto i vestiti, il suo parto doloroso e disperato. Gli occhi. Gli occhi. La bocca. La bocca. I capelli trasandati. I capelli biondi. E pensare che noi scoprimmo anni fa Charlize, il suo Lato B, in uno spot pubblicitario. Lo ricorderete: il filo di un vestitino di lana che si srotola e… Ecco: noi cominciammo dal Lato B e oggi siamo di fronte a una grande attrice. Una domanda: ce la farà a vestirsi e a recitare la volenterosa Monica che scoprì e continua a scoprire il Lato A e il Lato B?
tetsuo
03 set 2009 - 15:28 - #1era proprio necessario spoilerare il finale di The Road?
LaniuS
03 set 2009 - 16:30 - #2concordo con Tetsuo!! Grrrrrrrrr!!! :
Tiffo
03 set 2009 - 17:14 - #3nuovo sport: sparare sulla croce rossa
italo moscati
03 set 2009 - 18:14 - #4Tetsuo & C, suppongo che tu sia un cinespettatore consumato: nessuno svelamento è la citazione di un’immagine, c’è dell’altro, e se no,che gusto ci sarebbe?
Tiffo, io non sparo sulla croce rossa, la sogno…
tetsuo
03 set 2009 - 19:23 - #5ok, ritiro tutto allora.
mi ha ingannato “illuminato da un finale di speranza”.
da qui ho erroneamente dedotto che quanto detto dopo tale frase avesse in parte a che fare con il finale.
Tiffo
04 set 2009 - 17:07 - #6@ italo (!)
Commenti i post!? Vabbè, cmq voglio dire che mi sembrano velleitari i tuoi articoli…li condivido, però ci trovo un qualcosa di sarcastico. Forse sei serio e mi sbaglio? I problemi del cinema italiano stanno da un altra parte: mi piace chi critica certe presunte attrici…ma poi? Mi pare un articolo facile. Tutto qui.
italo moscati
04 set 2009 - 17:21 - #7Commento i post, mi piace lo scambio con chi legge. Imparo molto. Sono sarcastico? Nel cinema è necessario. Non capisco che cosa significa la parola velleitari: cercare di capire usando le proprio esperienze e conoscenze, lo facciamo tutti. O vogliamo lasciare la parola solo ai critici? D’accordo: i problemi del cinema stanno da un’altra parte. “Anche”, dico io, da un’altra parte. Vogliamo parlare di incassi, sovvenzioni, film panettone, etc? Penso di no. Il vero problema del cinema è che spesso lo si scambia con il calcio e con le chiacchiere(nel senso di ripetitive e da tifosi) alla Biscardi. E poi. Il cinema è fatto di corpi ed è giusto trattarli, con un pizzico di sarcasmo ma senza essere offensivi. O vogliamo lasciare la parola a chi ha paura dei corpi e preferisce la segnalatica?
Tiffo
04 set 2009 - 17:33 - #8a guarda ho sbagliato scrivendo che mi sembrano velleitari i tuoi articoli. Solo quello sulla Cuinotta e sulla Bellucci, mi sembravano così. Essendo simili, mi domandavo perchè perdere tempo con due che non centrano con il cinema. Velleitari, ovvero sproporzionati tra azione e fine. Era un osservazione.
italo moscati
05 set 2009 - 00:51 - #9Sono simboli diversi del divismo oggi, e io credo che il divismo aiuta a capire e bisogna sforzarsi di farlo…