
88 scatoloni di documenti e fotografie, conservati ancora oggi nella sua ultima casa - Childwickbury Manor, Londra - contengono il più grande sogno irrealizzato di Stanley Kubrick: il suo film su Napoleone.
Un progetto covato con rigorosissime ricerche (quasi due anni), ma tramontato prima del tempo, perché ritenuto troppo costoso da qualunque produttore. Audrey Hepburn sarebbe stata Giuseppina e David Hemmings Bonaparte. Era il 1968 e Kubrick richiedeva qualcosa come 125 milioni di euro di oggi. Ma mentre, deluso, il Maestro cominciava a porre le basi per “Arancia Meccanica“, il lavoro suo e dello storico oxfordiano Felix Markham non andava perduto.
Taschen (editore tedesco a sua volta monumentale) ha pubblicato quel lavoro sontuoso in un volume perfettamente in linea con lo sforzo kubrickiano: 2874 pagine per 8,6 chilogrammi di peso, vendute a 60 euro al chilo.
jag-green
25 nov 2009 - 18:03 - #1Difficile dubitare di cosa sarebbe potuto essere. Peccato.
Però abbiamo niumun….
La vita è ingiusta.
Fra X
26 nov 2009 - 00:19 - #2Ah, però! A riprova della poliedricità del regista, avrebbe dovuto dirigere il western “I due volti della vendetta”, diretto poi, oltre che interpretato, da Marlon Brando, sua unica regia.
lanterna_verde
26 nov 2009 - 01:56 - #3be’, se è per questo avrebbe dovuto dirigere lo sbarco sulla luna, ma poi ci ha pensato lucio fulci
Beltane
26 nov 2009 - 11:01 - #4forse è un bene che non l’ho abbia fatto , se penso come ha ridotto la trasposizione della storia di Barry Lyndon mi si accappona la pelle .. con Napoleone avrebbe fatto lo stesso credo .
ASRAELE
27 nov 2009 - 02:56 - #5Beltane, non capisco il tono del tuo commento… ti si accappona la pelle in che senso? Le trasposizioni di kubrick erano delle vere e proprie rielaborazioni in toto (o quasi, a tal proposito si legga lo shining di King).
Barry Lyndon è uno dei film più belli di sempre. Kubrick ha realizzato la sua versione del romanzo (tra l’altro un romanzo non proprio stupefacente) regalandoci uno dei pezzi di cinema più indimenticabili della sua carriera. Con dei personaggi resi memorabili dalle scelte in fase di sceneggiatura.
Fondamentalmente, un capolavoro.
Dire che la sua trasposizione di Barry Lyndon fa accapponare la pelle è come dire che Picasso non ha reso per niente giustizia al bombardamento di Guernica.
Sinceramente allibito. Spero di aver capito male.