
Anche Baaria di Tornatore torna indietro dagli Oscar con un timbro in fronte: “No“. Non ne farei un dramma. A Gomorra di Garrone non è andata meglio. Ci siamo abituati, ci si deve abituare, visto che negli ultimi anni (e forse non solo ultimi) abbiamo spedito alla Academy dell’Oscar pellicole incartate di belle speranze e ci sono state rimandate prive del cellophane speranzoso. Una domanda è lecita: perché va avanti, così, il nostro rapporto con la statuetta che in passato ha premiato i nostri grandi registi, da De Sica e Fellini a Salvatores e allo stesso Tornatore?
Ho una mia risposta. La dico in modo secco: il cinema italiano non piace perché l’Italia non è più quella di prima. L’Italia piace ancora ai turisti americani, benché affaticati dalle difficoltà del cambio dal dollaro all’euro con costi in rialzo, per le sue opere d’arte, i monumenti, la cucina, i paesaggi, per i rapporti umani; tuttavia, non è l’Italia del cinema, del cinema che gli americani hanno amato di più: quella che hanno amato a lungo era un paese di ieri o di ieri l’altro, carico di storie popolari, di colore, di umanità, in parte il paese raccontato a lungo nel dopoguerra dai militari venuti a liberarci alle loro famiglie e ai loro amici.
L’Italia del Sud o delle campagne toscane, della lunga offensiva dal luglio del ’43 alla entrata dei marines a Roma, al 25 aprile ‘45 a Milano, la Liberazione, l’Italia di Rossellini. E poi l’Italia degli sciuscià (De Sica) o delle figure poetiche dislocate nella campagne sperdute (Fellini), l’Italia di “Mediterraneo” di Salvatores (soldatini italiani smarriti in Grecia, innamorati, tra cielo, sole e mare).
L’Oscar amava l’Italia terzo mondo della memoria e degli struggimenti, povera e coraggiosa, umile e cafona, affamata e ridanciana. Un’Italia che non c’è più. Che propone un cinema, spesso intimista e generico, limitato e presuntuoso, sorpassato da quello di paesi periferici, provenienti da continenti antichi e nuovissimi.
Un cinema italiano che è un puntino nel globo delle pellicole che spuntano dovunque e propongono storie di respiro globale, o storie che aprono le carte geografiche dei problemi ignorati, di sentimenti sentiti più freschi, di realtà più capaci di stupirci e stupire, insomma di film persino più antiquati nelle forme ma più aperti al domani. Non so cosa suggerire. Non illudiamoci. Ma fare un cinema più sincero, in grado di mostrarci al mondo con semplicità, senza presunzione, senza l’idea di proporre capolavori degni d’obbligatorio e ansioso interesse, ci aiuterebbe.
gio25
22 gen 2010 - 14:09 - #1xche’ tutti i film italiani fan c a g a re zero effetti speciali,storie sglocinate basate sul porno,politica,mafia discriminazioni cioe’ i soliti film x la tv e da telegiornale sexy
ares84
22 gen 2010 - 14:13 - #2semplicemente gli americani si sono rotti il ca……. di vedere sempre gli stessi film, fanno bene a snobbare i film italiani
gio25
22 gen 2010 - 14:17 - #3la banalita’ e’ il grande errore dai cinepanettoni a quelli d’amore passando x quelli tragici le storie nn cambiano o meglio si sviluppano solo con 3 elementi base IL SESSO-POLITICA-PROBLEMI SOCIALI
roberto-d
22 gen 2010 - 14:19 - #4Be’, io dico di fare un po’ di chiarezza; infatti, non perché i nostri film vengono rifiutati alle premiazioni e quindi non vengono premiati significa che il cinema italiano sia completamente da rifare. So che c’è un po’ di nostalgia, che comunque non ci sono autori bravi come quelli d’un tempo, ma mi sento comunque di dire che le pellicole valide ci sono e ci sono state. Bocceremo film come Il Divo, o lo stesso Gomorra, solo perché non hanno corso a una statuetta? Ricordiamo che l’anno scorso ha vinto il “carino” The Millionarie tutte le statuette importanti, che correva con pellicole meravigliose, su tutte Milk, che sono stato beatamente ignorate perché Millionaire aveva stravinto già in tutti gli altri festival mondiali e quindi non potevano, quelli dell’Accademy, comportarsi da meno. Se vogliamo giudicare il nostro cinema va bene, discutiamone, ma basare la qualità delle nostre pellicole solo perché non andiamo a genio agli americani mi sembra una cavolata.
gora2
22 gen 2010 - 14:24 - #5Secondo me, Italo, hai contrato il punto parlando di tentati capolavori.
Senza parlare di Oscar, che sono un premio della critica fra molti, il mondo ci sta dimostrando come si possono girare bei film senza dover cadere nella lentezza esasperata, nell’eccesso di sentimentalismi. Credo che un’industria cinematografica come la nostra, incapace di creare ‘bei’ film, difficilmente possa spiccare il volo verso la creazione di ‘capolavori’. Ricominciamo dal basso.
Il mio commento comunque non vuole schierarsi a difesa di Baaria, film distaccato e anonimo.
theprov
22 gen 2010 - 14:24 - #6Perchè gli mandiamo i film sbagliati. “La prima cosa bella” sarà mille volte meglio di Baaria…se gli mandavamo quello era meglio…
amoryaablaine
22 gen 2010 - 14:26 - #7concordo pienamente con roberto
gli oscar non sono il termometro della qualità del cinema in un paese
mi terrei strette le vittorie di Garrone e Sorrentino a Cannes invece…
floppus
22 gen 2010 - 14:29 - #8per me gli oscar di Mediterraneo & co. sono stati frutto solo dello stapotere,a quel tempo, dei fratelli Weinstein che li distribuivano negli States
ares84
22 gen 2010 - 14:30 - #9roberto-d concordo con te , io vorrei tanto che queste diciamo batoste servano a far capire e a convincere i nostri autori a produrre quei film di una volta ,che come dici tu cè nostalgia, e solo che adesso non si fa altro che andare per i soliti temi mafia , cinepanettoni e film del calibro baciami ancora.
floppus
22 gen 2010 - 14:31 - #10dai, ora Milk addirittura Meravigliso mi pare esagerato
clauderouges
22 gen 2010 - 14:51 - #11Mandiamo i film sbagliati perché abbiamo perso il senso artistico. Non solo la gente comune snobba i bei film per guardare boiate tipo cinepanettoni o fiction scritte male e recitate peggio, ma anche la gente che sta al ministero dei beni culturali non ha la preparazione culturale adeguata per fare ciò per cui è pagata. Spendere miliardi per Baarìa, che non è altro che un lunghissimo , noioso e stucchevole spot della regione Sicilia, o per produrre un orrendo colssal leghista dalle dubbie premesse storiche, o ancora dichiarare un cinepanettone “film d’essai” per fargli prendere più sovvenziomi, sono tutte mosse che dimostrano l’assoluta cecità dei nostri vertici. Siamo un popolo di ignoranti che, ormai, è anche governato da ignoranti.
aldebaran85
22 gen 2010 - 15:15 - #12hanno candidato baaria perchè prodotto da medusa (berlusca) dovevano candidare l’uomo che verrà e farlo uscire prima nei cinema
macleod
22 gen 2010 - 15:16 - #13@4
il CINEMA ITALIANO è DA RIFARE… Tarantino aveva ragione, il cinema italiano è morto!!! NN ci son film ”decenti” da più di 10 anni… qlk film più apprezzabile di altri, ma niente che sia entusiasmante… Tutti che parlano di Gomorra, ma in fin dei conti era un documentario che nn era niente di che. Baaria, una roba noiosa, Divo, si ben strutturato ma manteneva diversi sintomi del cinema nostrani con diversi tempi morti… alla fine tutto il cinema italico è una insofferenza alla cultura cinematografica..nessuno vuol far qlks di veramente nuovo, e di inoltrarsi in altri ambiti… solite porcherie..soliti cinepanettoni, solite tragicommedie… tanto il pubblico nostrano è contento di ridere e piangere come fèssi dietro Desica, Muccino e Verdone.
gabriele92
22 gen 2010 - 15:17 - #14se il film italiano più visto della stagione è il cinepanettone allora gli oscar non ce li meritiamo proprio…
orpheus
22 gen 2010 - 15:19 - #15Non mi sembra che questo articolo abbia molto senso, qualità e oscar non sono sinomini, soprattutto nella categoria dei film stranieri dove le giurie fanno, anno dopo anno, scelte sempre più imprevedibili. L’anno scorso nessuno avrebbe puntato un euro sul l’anonimo Departures, film giapponese che invece ha vinto.
Se poi dovessimo ragionare nell’ottica di “non vinci l’oscar allora non fai bei film” la francia sarebbe messa molto peggio di noi visto che non vince una statuetta da 1992 e la cinematografia australiana, inglese, Hong Kongese, cinese, indiana e romena sarebbero inesistenti visto che non hanno mai ricevuto oscar.
Invece di fare sempre le vittime sarebbe il caso di studiarsi un po’ meglio i criteri di selezione e i gusti dei giurati dell’accademy per la categoria film straniero, se si vuole vincere una statuetta in futuro.
Ad esempio dimistrano sempre di preferire film meno conosciuti e meno popolari (al contrario dei colleghi dei golden globe dove premiano semplicemente i film più di moda del momento), senza eccessi di sesso o violenza e con delle storyline più semplici e abbordabili per il grande pubblico americano (che non è sempre un male se si pensa a Le vite degli altri).
Johnny91
22 gen 2010 - 15:19 - #16Certo, l’anno scorso “Il divo” che sarebbe entrato certamente nella cinquina degli oscar come miglior film straniero non l’hanno mandato gli italiani, hanno mandato Gomorra…che non è neanche una briciola in confronto.
Quest’anno gli americani l’hanno messo tra i migliori film dell’ultima decade…assieme ai filmoni che si sono accaparrati gli Oscar negli anni passati.
Quando abbiamo un film buono non lo sfruttiamo, pensiamo alla pubblicità, al marketing.
metalsho
22 gen 2010 - 15:40 - #17Ma solo io ho notato un’incoerenza logica nell’articolo?
Si ipotizza che Baaria sia stato scartato perché gli americani sono affezionati all’Italia di una volta, da terzo mondo e popolare… e non è forse questo che rappresenta Baaria?
italo-moscati
22 gen 2010 - 15:51 - #18A Orpheus: l’Oscar non in sè il tribunale della qualità (non hanno mai premiato ad esempio Hitchcock) ma in Italia, in modo delirante, associano il premio con il massimo della qualità, per cui ha molto senso discutere una situazione paradossale e cioè che ci piangiamo addosso (io no) per i nostri film scartati e il pianto da cosa nasce: dal sentirsi esclusi dal premio o dalla qualità?
Chi risponde?
italo-moscati
22 gen 2010 - 15:58 - #19A Metalsho, nessuna incoerenza, mi sono permesso di indicare l’origine dei successi Oscar italiani del passato o da rievocazioni come “Mediterraneo”…”Baaria” è un film dell’Italia televisiva che non ha alcun rapporto con l’Italia che gli americanii hanno dimostrato di amare fino a ieri e che cercano ancora quando vengono in vacanza, spesso tornando a casa molto delusi…I temi o gli sfondi possono non funzionare, magari tendenze che se ne vanno con gli americani pensionati o vicini alle visioni in pensione, perchè le storie non funzionano e sono troppo volute, troppo messe in scena, troppo insincere e cioè false…e nessuno sa più che farsene negli Usa dove
possono essere ingenui ma non stupidi…
morganadp
22 gen 2010 - 16:12 - #20Perchè non sappiamo osare!!! Avremo dovuto candidare Vincere, storia sconosciuta su un personaggio nel bene e nel male conosciuto a livello mondiale, meravigliosamente recitato da un grandioso Filippo Timi. Vincere, grazie a una buona distribuzione, ha riscosso successo di critica e di pubblico anche all’estero, sarebbe stata la scelta giusta. Baaria è un film non eccezionale ma è stato preferito ad altri(migliori) perchè si confidava nell’oscar già vinto dal suo regista, be ci è andata male anche stavolta.
simona-m
22 gen 2010 - 16:24 - #21Quoto morganadp. Avremmo dovuto riporre maggiore fiducia in Bellocchio e nel suo film, lasciando da parte Tornatore e il suo “kolossal” (sicuramente molto più costoso) troppo lungo e riuscito a metà.
metalsho
22 gen 2010 - 16:25 - #22@Italo
Non so. Mi sembra che il cinema americano sia il fondatore e il promotore delle storie troppo volute, troppo messe in scena, troppo insincere e quindi false…. guarda avatar…
La storia di Baaria al contrario non mi sembra particolarmente costruita… non succede nulla di “strano” (a dire la verità non succede NULLA!). E’ un film che segue le vicende comuni di una comune famiglia siciliana. Quindi non riesco proprio a vederla questa tua descrizione appioppata a Baaria. Tutto qua.
Poi che sia troppo televisivo non lo metto in dubbio… in alcuni punti sembra di stare a guardare una qualche serie su un canale rai.
Code2
22 gen 2010 - 16:30 - #23Chiedilo al patron della Medusa, una delle strapotenze del cinema italiano, perchè i film italiani non vanno all’oscar…
Ma è sempre quello che possiede un tot di televisioni, giornali, case editoriali e fa il presidente dei ministri?
…
Ah, ok.
ladytango
22 gen 2010 - 16:35 - #24Però noi a nostri festival del cinema premiamo tutti…tranne i nostri. ogni volta che c’è il festival del cinema di venezia e ultimamente quello di roma metto la testa sotto terra come gli struzzi..tanto lo so come va a finire..
crew21
22 gen 2010 - 16:40 - #25perchè fanno schifo?
a1
22 gen 2010 - 16:46 - #26Che il cinema italiano sia in evidente difficoltà è noto, non si può vivere solo di cinepanettoni e film adolescenziali tipo la notte prima degli esami, Moccia e Muccino hanno stancato in finale raccontano sempre la stessa solfa, spazio agli indipendenti.
a1
22 gen 2010 - 16:58 - #27Poi si dice spazio agli indipendenti:
http://www.cineblog.it/post/20699/appena-42-copie-per-luomo-che-verra-di-giorgio-diritti
42 sale per questo che può essere un buon film e diverso da tutto quel ciarpame moccia/muccino che sta girando ultimamente.
Pox1000
22 gen 2010 - 17:15 - #28Forse perchè Baaria fa schifo?
Così come forse perchè Gomorra è sì un buon film ma Il Divo è tipo 10 volte meglio?
Sono ipotesi eh…
hellboy
22 gen 2010 - 17:17 - #29c’è chi dice che il cinema italiano è morto. che chi dice che ci vogliono gli effetti speciali, bah. chi dice che non abbiamo più nulla da raccontare.
Sono tutte stupidaggini!
Di film italiani, recenti e belli ce ne sono e sicuramente non sono pochi. Basta pensare a “Vincere”, “L’ora di religione” di Bellocchio, Nuovomondo di Crialese, i già citati “Gomorra” e “Il Divo”, le pellicole di Virzì come My Name is Tanino piuttosto che il recente “La prima cosa bella”. e che dire del bellissimo Le conseguenze dell’amore??? e de “La meglio gioventù” di Giordana? E scusate se tutti questi titoli sono pochi, il problema è che tutti questi registi faticano a trovare i soldi per realizzare i propri film e che le persone (non tutte per fortuna) continuino a preferire altre pellicole più commerciali al cinema nostrano che ha sempre qualche buona cosa da offrire.
ferro1984
22 gen 2010 - 17:23 - #30E’ un discorso totalmente incoerente, se fosse come dici tu Baaria sarebbe stata nominata.
In realtà FACCIAMO FILM BRUTTI questa è la realtà tutto il resto sono chiacchiere
ferro1984
22 gen 2010 - 17:32 - #31Oltretutto non è con gli Oscar che si vede lo stato di salute del nostro cinema.
Non vendiamo pellicole in America, gli incassi all’estero sono irrisori e facciamo sempre brutte figure perchè non abbiamo registi all’altezza.
I grandi autori di un tempo non ci sono più, lavorano sempre le stesse persone anche se collezionano solo flop.
Si parla di fenomeno Opzetek uno che dopo le Fate Ignoranti non ha fatto più film di spessore.
Muccino non ne parliamo proprio a meno che girare film in America voglia dire far rinascere il cinema italiano.
Bellocchio, Avati, Tornatore, Faenza, Calopresti, Rubini, Veronesi, Verdone, Brizzi e lo stesso Placido, veramente vedete in questi autori registi in grado di competere con Haneke, Almodovar, Lynch, Scorsese, Nolan, Herzog o Von Trier????????
Ale 90
22 gen 2010 - 18:43 - #32Non dimentichiamoci comunque che Il Divo (più bello sia di Gomorra che del comunque bello Baarìa) potrebbe essere candidato quest’anno (strano ma vero, quest’anno) all’Oscar nella categoria miglior trucco: sarebbe bello se venisse candidato e se addirittura vincesse.
Cabal
22 gen 2010 - 19:00 - #33Ritengo come scritto gia’ da gora2 che il tentativo di creare forzatamente un capolavoro, sia uno dei mali che affligge il nostro cinema, concordo sul tornare ad un approccio piu’ spontaneo, piu’ semplice e meno artefatto, come ci insegnano i nostri grandi registi del passato..in fondo è vero, la migliore stagione cinematografica era quella che ritraeva un Italia semplice e ridanciana…
xibalba
22 gen 2010 - 19:09 - #34vi potrei fare un elenco di film assai belli che l’Italia non ha mai mandato agli oscar:
Il divo
Vincere
La leggenda del pianista sull’oceano (kolossal cento volte migliore di Baària)
Io non ho paura
Le fate ignoranti
La finestra di fronte
Il vento fa il suo giro
Romanzo criminale
Cover boy
Le chiavi di casa
Centochiodi
La sconosciuta
Non ti muovere
Questione di cuore
Lezioni di volo
Dopo mezzanotte
Si può fare
The dreamers
L’ora di religione
Tutta colpa di Giuda
Buongiorno, notte
..per ora mi vengone in mente solo questi ma quanti di questi film potevano almeno ambire alla nomination?
è vero, l’Italia manda sempre e solo i film più esportabili e non quelli oggettivamente belli….
Fra X
22 gen 2010 - 19:12 - #35gora2, la tua puntualizzazione finale non l’ ho capita. Staccata, gratuita e avulsa dal contesto. Mah!
Fra X
22 gen 2010 - 19:15 - #36Pox1000, un altro che ha bisogno forse di sfogarsi? È un’ ipotesi eh! XD
Fra X
22 gen 2010 - 19:16 - #37Cecchi Gori è tutt altro che uno stinco di santo, ma quando c’ era lui al timone… XD cioè, ragazzi, ha vinto “Mediterraneo”!
Fra X
22 gen 2010 - 19:20 - #38Sommo orpheus, grazie, che ci porti la la luce!
Fra X
22 gen 2010 - 19:23 - #39macleod, in quanto a frasi fatte, non stai messo male. XD Senza offesa eh!
Eracle
22 gen 2010 - 19:57 - #40In realtà a mio parere il cinema italiano produce ancora dei bei film.
La verità è che “Baaria” è un BRUTTO FILM, brutto quasi quanto “NINE”
Ninjagaiden
22 gen 2010 - 21:11 - #41le statuette vanno date a quelli che spendono un pozzo di soldi e danno da mangiare
a troupe grosse e organizzate non ai soliti quaquaraqua.
majister
23 gen 2010 - 00:52 - #42Concordo con chi dice che gi oscar non sono segno di qualità, ma tarantino aveva ragione, i film italiani o fatti da registi italiani ora fanno c.a.g.a.r.e. e all’estero nessuno li prende in considerazione, per esempio i film di bud spencer e terence hill di certo non avevano tutta sta gran qualità ( trinità fa eccezione ) eppure erano dei film belli, piacevoli, mai noiosi, girati e interpretati molto bene e sopratutto piacevano anche all’estero, ed è questo che fa la differenza.
durante gli anni 70 in italia sono stati fatti dei capolavori assoluti del cinema, e sopratutto noi siamo quelli che hanno reinventato la commedia e il western, forse ce lo siamo dimenticati.
Odd
23 gen 2010 - 01:08 - #43Bravo Moscati. Intanto, è palese, non c’è bisogno di spiegarlo: una cosa è Nuovo Cinema Paradiso nel 1988, un altro Baarìa nel 2009. Il contesto, e non solo, è cambiato, cambia ancora, e la confezione appunto brillante e speranzosa non funziona più.
Poi, la frase più utile, la chiusura dell’articolo: un cinema sincero, anche a tratti semplice, ma ben scritto e ben recitato, che non miri al capolavoro a prescindere, nonostante l’incompetenza spesso diffusa. Se possibile in numero maggiore, e se possibile con una discreta distribuzione, senza attirare forzatamente lo spettatore bombardandolo in TV, ma riempiendolo di curiosità nuova verso un “nuovo” cinema del proprio Paese. Sì, sarebbe bello.
Garuda
23 gen 2010 - 10:40 - #44E sarebbe bello vedere qualcosa di nuovo e diverso nelle sale italiane…
Ormai da noi si fanno solo tre “generi” di film: il dramma sociale, il dramma politico e la commedia demenziale…
In pochi provano, sperimentano, osano uscire un attimo dagli stereotipi dell’italiano medio.
Vorrei vedere un film di fantascienza, un fantasy… vorrei vedere delle idee!
Perchè anche quando abbiamo un buon soggetto tra le mani, se non lo stupriamo e non lo banalizzimo non siamo contenti!
Pensate ad un film come “Amabili resti” : se fosse stato fatto in Italia, da un regista italiano, cosa ne sarebbe uscito???
Sarebbe probabilmente stato il solito film per la tv, dal taglio scialbo, fatto di primi piani e campi lunghi e nulla più…
italo-moscati
23 gen 2010 - 11:14 - #45Garuda, ti do ragione. Soprattutto per quanto riguarda i generi di fatto del ns povero cinema e per la mancanza di idee. Vorrei rincarare. Il ns cinema è dominato dalla paura del rischio, dalla mediocrità dei modelli televisivi, dalla impotenza dei pochi autori produttori disponibili, dall’abitudine a farsi finanziare dal contribuente anzichè dal pubblicoi, dalla insufficienza dei giornali e della critica (davvero grave)…ma non tutto è perduto!
buro83
23 gen 2010 - 16:13 - #46Beh ma l’Italia è cambiata non è più quella di ladri di biciclette o di Miracolo a Milano.. se gli americani hanno nostalgia affari loro. Gomorra e il Divo erano due bellissimi film, non hanno vinto l’oscar? Pazienza sarà per la prossima volta. Il problema è che di bellissimi film in Italia se ne fanno pochi. In america il cinema italiano è ancora apprezzato, vedi il successo di critica che ha ottenuto Marco Tullio Giordana con La meglio gioventù, oppure lo stesso Muccino che va a dirigere due film ad Hollywood. Di certo non si troverà uno Scorsese che alla premiazione dei golden globe ricorda come uno dei più grandi maestri del cinema uno dei nostri registi attuali (come ha fatto per De Sica) ciò sta a significare solo che probabilmente l’importanza per la storia del cinema di un De Sica o di un Fellini è elevata e non che gli americani non amino più il nosttro modo di fare cinema, SE E’ VERAMENTE BUON CINEMA!
italo-moscati
23 gen 2010 - 16:46 - #47A Buro83. Pazienza, si pazienza. D’accordo. Ma è l’opinione pubblica in Italia che riempie pagine di proteste per esclusioni tipo “Baaria”. Quindi, o si sta tutti zitti o ci si fa delle domande, come faccio, o semplici considerazioni. Non ho qui lo spazio di dire tutto quel che potrei dire sul cinema italiano e su quello che in Usa chiamano addirittura “olocausto del cinema italiano”. Vorrei invitare chi vuole approfondire a leggere un articolo su “Los Angeles Chronicle” scritto da un giovane italiano che ha studiato e lavorato in America. Si chiama Gianluca D’Agostino. Racconta esperienze e fornisce una sua tesi sul cinema italiano proprio nei giorni dell’esclusione di “Baaria”…una voce ma non una voce astratta…
gugly
23 gen 2010 - 21:45 - #48Cinema camera e tinello che si guarda il proprio ombelico e non sa esprimere più valori universali. Alla fine Baarìa è la versione sontuosa di Nuovo Cinema Paradiso, con musiche più roboanti ma tante microstorie talmente nostre e numerose che facciamo pure noi fatica a seguirle ( un esempio tra tutti Portella delle Ginestre e il bottone nero, quanti non siciliani conoscono questo segno di lutto?).
Perchè premiare il già visto?
gugly
23 gen 2010 - 21:50 - #49p.s ovviamente ci sono le eccezioni come il film di Bellocchio, ad es. che io ho apprezzato…ma anche lì, ci sono di mezzo questioni storiche per cui ancora oggi gente si scorna, figurati!
fabio-piace-a-pochi-
24 gen 2010 - 05:47 - #50Il divo
Vincere
La leggenda del pianista sull’oceano (kolossal cento volte migliore di Baària)
Io non ho paura
Le fate ignoranti
La finestra di fronte
Il vento fa il suo giro
Romanzo criminale
Cover boy
Le chiavi di casa
Centochiodi
La sconosciuta
Non ti muovere
Questione di cuore
Lezioni di volo
Dopo mezzanotte
Si può fare
The dreamers
L’ora di religione
Tutta colpa di Giuda
Buongiorno, notte
Ci sono centinai di film migliori di questi nel resto del mondo che non sono andati agli oscar di cosa cavolo vi lamentate. Aprire un post per dire ste scemenze. L’Oscar è solo una ruota che gira, ma l’avete sentito tornatore? L’importante è riuscire a fare una degna campagna pubblicitaria negli states per fare pressioni sul film agli oscar. Beh se l’oscar lo vince il film più sponsorizzato e non il migliore si farebbe meglio a non mandarcelo propio in concorso. C’erano una marea di ottimi film agli oscar quest’anno e davvero scegliere traq una cernita tra questi 9 film ancora in lizza o tra altri 9 diversi non faceva molta differenza