Una Sala Alitalia gremita fino all’ultimo posto disponibile, per una prima nazionale di un film del… 1992. Porco Rosso arriva finalmente nei cinema italiani, grazie alla Lucky Red, che lo distrubuirà nelle sale nostrane il prossimo 12 novembre. Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma all’interno di una straordinariamente ricca ‘retrospettiva Ghibli’, il film si è così fatto vedere ‘doppiato’, ricevendo un fiume di applausi a fine proiezione.
Realizzato quasi subito dopo Totoro e poco prima della Principessa Mononoke, Porco Rosso, che avrà presto un clamoroso sequel, solo apparentemente si differenzia dai classici di Hayao Miyazaki. Non siamo in Asia ma in Italia, e non ci sono creature fantastiche, se non lui, Porco Rosso, ora terrore dei pirati del Mare Adriatico ma una volta autentico eroe dell’aviazione italiana, dalle sembianze umane ma trasformatosi misteriosamente in porco, anarchico, solitario e fiero di essere aviatore perché “un porco che non vola è solo un porco“.
Portandoci a spasso nel tempo, siamo infatti nell’Italia mussoliniana, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, Hayao Miyazaki disegna i tratti di un personaggio straordinario, orgoglioso di essere quello che è, perché “meglio porco che fascista“, partorito inizialmente come protagonista di una pubblicità per una compagnia aerea nipponica ma con l’aumentare delle tavole diventato lungometraggio animato. E per fortuna, potremmo aggiungere, visto che ci troviamo davanti all”ennesimo capolavoro di uno dei padri dell’animazione, non tanto nipponica quanto mondiale, magico come tutti gli altri e impreziosito da un finale ‘misterioso’ che lo rende ancor più unico, tanto da concedersi un clamoroso sequel nei prossimi anni. Ma prima di allora, e per la prima volta, godiamoci pure questo indimenticato e indimenticabile primo capitolo.
porcupine
30 ott 2010 - 20:52 - #1Sperando che non succeda come con “Il mio vicino Totoro” rimasto in programmazione nella mia città per una sola settimana e al pomeriggio!!!
estinto
30 ott 2010 - 21:01 - #2#1 Che vergogna!!
Speriamo non facciano la stessa cosa con questo capolavoro!
Meglio TARDi che MAI!!!
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drapocalypse
30 ott 2010 - 21:21 - #3Ragazzi la palla passa poi al pubblico. Se una volta uscito in sala, dopo tanta attesa, nessuno lo va a vedere, è ovvio che la permanenza in sala rischia di essere a dir poco ridotta.
nicolas...
31 ott 2010 - 00:44 - #4l’ho visto in Francia nel ‘98, è semplicemente favoloso! :)
Valium_12
31 ott 2010 - 01:51 - #5Come volete che finisca? Chi apprezza Miyazaki l’ha già visto.In rete gira da anni una versione con sottotitoli in italiano.Restano quei pochi, qualche curioso, e qualche nuova leva.
In ogni caso un caloroso apprezzamento ha chi ha finalmente deciso di doppiarlo e distribuirlo.
Che magari faccia anche un pensierino per il fantascientifico Cargo?
ilmargarit
31 ott 2010 - 11:18 - #6Io l’ho già visto molti anni fa in giapponese coi sottotitoli fatti da qualche volenteroso appassionato. Voglio rivederlo però almeno per aiutare un po’ l’ascesa del cinema d’animazione giapponese in Italia. Alla fine è ero che chi ama il cinema d’animazione giappponese i film li vede comunque da altre parti ma se continuiamo a ignorare questi striminziti regalini che ci vengono fatti dopo quasi 20 anni forse non vedremo più nient’altro di giapponese al cinema.
mars2010
31 ott 2010 - 17:15 - #7Chi ama questi fantastici capolavori giapponesi, oltre ai film di Miyazaki, trova sempre un modo per vederli, e per questo ringrazio IMMENSAMENTE tutte le persone che gratuitamente mettono a disposizione le loro conoscenze per farci godere questi capolavori.
Cumonque sia, gli appassionati, come me, andrebbero MOLTO VOLENTIERI al cinema per riguardarsi queste perle.
Noi siamo gli ultimi dei problemi.
Perciò mi sembra veramente cretino prenderela col pubblico in questo caso.
Casomai che si impegnino a distribuirli questi capolavori, magari senza aspettare 10 anni dopo la loro uscita, le case di distribuzione, e che si mpegnino a Doppiarli come si deve.
Ma cosa più importante: che li pubblicizzino questi film.
Perchè è solo quello il modo per farli vedere a chi proprio non sà nemmeno cosè un film che non sia americano o italiano.