Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (You Will Meet a Tall Dark Stranger) Regia di Woody Allen, con Antonio Banderas, Josh Brolin, Anthony Hopkins, Gemma Jones, Freida Pinto, Lucy Punch, Naomi Watts, Pauline Collins, Kelly Harrison, Ewen Bremner, Neil Jackson, Lynda Baron, Fenella Woolgar, Robert Portal, Jim Piddock, Celia Imrie, Roger Ashton-Griffiths, Anna Friel, Theo James, Christopher Fulford, Johnny Harris, Alex MacQueen, Anupam Kher, Meera Syal.
Due coppie sposate intrecciano le loro disavventure. Alfie e Helena, sono una coppia matura in crisi. Alfie (Anthony Hopkins) sente di voler ritrovare gli anni perduti e sposa un’avvenente ragazza squillo di nome Charmaine, evidentemente interessata al rigonfiamento del suo portafogli piuttosto che a prestazioni dopate da pillole di Viagra. Helena (Gemma Jones) abbandonata nel momento della sfioritura sceglie di perdere il legame con la realtà e affida ogni sua decisione a una ciarlatana che si spaccia per un veggente. La loro figlia Sally (Naomi Watts), sposata con lo scrittore mezzo fallito Roy (Josh Brolin) è stufa di mantenerlo e prende una sbandata per Greg (Antonio Banderas), proprietario della galleria d’arte dove lavora; Roy invece cerca di superare la crisi da pagina bianca sottraendo un manoscritto a un amico vittima di un grave incidente, nel contempo si invaghisce dell’avvenente vicina di casa indiana Dia (Freida Pinto) che però è in procinto di sposarsi. Ovviamente tutto quello che potrebbe andare male, lo farà.
Woody Allen, per una volta (si spera), sceglie di dimenticarsi di essere uno dei più grandi comici della storia del cinema e si dedica a un film che analizzi la (im)maturità dei sentimenti. Le relazioni amorose sono sempre state difficili e instabili per Woody (sia nel suo universo filmiche che nella sua vita privata) e attraverso l’intreccio di due coppie ormai giunte al punto di rottura prova a fornire un suo personalissimo sguardo sull’amore visto dall’alto dei suoi settantacinque anni.
Allen però è stanco come un pugile costretto alle corde, nonostante l’aria di Londra sembrasse fornirgli nuova linfa, con Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (nonostante un cast di tutto rispetto) incappa in un passo falso che rischia di metterlo a tappeto. Per fortuna Allen è un professionista che sa incassare e riesce a mantenersi in piedi fino all’ultimo round, ma questa volta pere ai punti. Il suo film, come è già accaduto in passato, mostra il fianco nella sua incapacità di relazionarsi con una storia unica (lo fece con successo in Match Point), le tre vicende sono legate da motivi di sangue (padre-figlia-marito) ma dal punto di vista narrativo sono l’equivalente di tre cortometraggi collegati l’uno all’altro. Particolarmente prevedibile e al limite del banale quello incentrato sull’attempato Hopkins alle prese con una procace e straripante moglie squillo, ma non sembrano particolarmente brillanti nemmeno le avventure extraconiugali della Watts e le peripezie letterarie di Brolin. A ciò si aggiunga una sensazione di già visto e già sentito, quasi Woody Allen non voglia (o non sappia) più discostarsi da certe ansie senili che lo riguardano in prima persona.
I prenda ad esempio l’esilarante rapporto tra Allen attore e la giovane Mira Sorvino in La dea dell’amore, o ancora prima nel capolavoro Manhattan, l’instabilità dei rapporti e i legami tra uomo maturo con una ragazza molto più giovane sono temi già presenti nella filmografia alleniana, come anche nella sua vita (ha sposato la figlia adottiva Soon-Yi Previn) ma questa volta si percepisce stanchezza e assenza di humour.
Gli esseri umani sono volubili ma sembrano sempre tornare sui loro passi, sembra voler suggerire Allen nel suo film. Sia la razionalità che l’irrazionalità sono peccati che in qualche modo possono essere lavati, ma il furto intellettuale sembra essere un peccato assai più grave, tanto che il destino ci si accanisce in un finale aperto che non presagisce nulla di buono.
Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni uscirà nei cinema venerdì 3 dicembre 2010. Qui potete vedere il trailer italiano.
Voto Carlo: 5,5
Voto Federico: 6
Voto Gabriele: 5
Voto Carla: 5
holmes
02 dic 2010 - 18:30 - #1Effettivamente Allen sta un po’ abusando del clichè anziano-giovane compagna (Basta Che Funzioni era carino ma è uscito neanche un anno fa); non capisco questa sua iperproduttività degli ultimi anni (Midnight in Paris l’ha quasi finito, credo) a fronte di un calo qualitativo evidente, sebbene sempre sopra la sufficienza.
Della recente filmografia, salvo Match Point e Basta Che Funzioni; gli altri li ho trovati abbastanza “innocui”.
Al suo posto, mi dedicherei a pochi progetti, con meno deja vu possibili.
massimo595
02 dic 2010 - 18:32 - #2non capisco perchè stia sfornando ogni anno un film più brutto…già con scoop aveva floppato alla grande. Io lo andrò a vedere lo stesso, nella speranza che non sia poi così scadente. Sembra assurdo che sia stato lui a dirigere Manhattan o Match point.
drapocalypse
02 dic 2010 - 19:02 - #3Condivido la recensione di Carlo, tanto da essere rimasto attonito dinanzi alle 5 stellette su 6 appiccicate al film da Curzio Maltese su La Repubblica. E’ un Allen che si vede ma lontano mille miglia dai suoi splendori. Basta che Funzioni lo scorso anno era 1000 volte superiore. Ci sono dei momenti ‘alla Allen’, in cui il regiata da’ il meglio di se’, ma la storia trasuda banalità ed ovvietà, con una Gemma Jones straordinaria ed una Lucy Punch massacrata dal doppiaggio italico.
danyele-world
02 dic 2010 - 22:43 - #4#1:
Dimentichi “Scoop”, che di clichè ne aveva ben pochi… io salvo anche lui.
stelvio
02 dic 2010 - 23:52 - #5“Woody Allen, per una volta (si spera), sceglie di dimenticarsi di essere uno dei più grandi comici della storia del cinema e si dedica a un film che analizzi la (im)maturità dei sentimenti.” Ma io dico, uno che inizia una recensione di un film di Allen cosi’, ma quale diavolo di credibilità puo’ avere??? E poi vi prego, a tutti voi che da anni dite che Allen sbaglia a fare un film all’anno perchè è inevitabile che non abbia più idee WOODY ALLEN FA UN FILM ALL’ANNO DA QUANDO HA ESORDITO!!!!! Ve lo mettete in testa o no? Basta prendere una filmografia su qualsiasi sito sfigato per capirlo. Certo che se la vostra fonte d’iformazione cinematografica proviene da robe tipo sto sito, stame freschi..
holmes
03 dic 2010 - 00:22 - #6Ultimamente ne fa 2 all’anno, non uno. Penso sia lecito dubitare anche su dove trovi il tempo di scrivere le sceneggiature occupato come credo possa essere tra riprese, promozione e casting.
@ danyele-world: Scoop bene o male è originale come idea, si lascia guardare e qualche battuta fa breccia, ma anche in quel caso nulla di trascendentale, almeno secondo me.
danyele-world
03 dic 2010 - 00:47 - #7@holmes:
Se ti aspetti che ogni volta Allen tiri fuori un altro “Annie Hall”… personalmente, degli ultimi lavori butto nel cestino solo “Sogni e delitti”, le altre sono pellicole cmq buone, non capolavori, ma buoni film… pellicole come “Manhattan” arrivano una volta nella vita (se arrivano…) xD
holmes
03 dic 2010 - 10:05 - #8Non mi aspetto un capolavoro, ma se anzichè sfornare 2 film da 6,5 ne facesse uno da 7,5 forse sarebbe meglio, no?
Ripeto, a me non dispiacciono i suoi film recenti, ma fatta eccezione per i 2 che ho citato prima, gli altri una volta uscito dal cinema me li ero quasi dimenticati.
Penso sia anche fisiologico che se prima il suo talento e le sue idee riuscivano a supportare una certa prolificità, col tempo questa correlazione si sia indebolita. Tutto qui ^^
Saro999
11 dic 2010 - 01:23 - #9Buh io l’ho visto e lo rivedrei….è chiaro il messaggio…è divertente con la coppia Alfie-Caramella…xD non è un capolavoro, ma il marchio Allen è evidente.
P.S. se non ci fosse un suo film all’anno, quell’anno sarebbe privo di genialità cinematografica…se piace il suo lavoro in generale, piace anche questo film, è coerente, belli alcuni dialoghi (quando Sally cerca di dichiararsi a Greg, geniale e veritiero) voto 7.5 (considerato che a Matchpoint ho dato 10 e Basta che funzioni 9)
lara79
12 dic 2010 - 17:16 - #10Io mi sono addormentata, ma non fa testo, mi addormento sempre davanti a qualsiasi film, dopo le dieci. Però, per quel che ho visto, l’ho trovato ripetitivo, senza invenzioni particolari, un minestrone riscaldato dei suoi topoi. Ha cercato di renderlo più interessante, prendendo attori del calibro di Hopkins e Naomi Watts, ma è evidente che la sceneggiatura è debole. Basta che funzioni l’ho trovato all’altezza dei suoi vecchi film, infatti lo aveva scritto trent’anni fa.