
In seguito all’assegnazione degli ultimi Premi Oscar, Gianni Canova commenta: “Siamo di fronte ad un verdetto conservatore”, sottolineando come nessun elemento di ricerca e di innovazione si possano trovare ne Il discorso del Re, il film per cui Tom Hooper si è portato a casa 4 tra i maggiori riconoscimenti (film, regia, attore protagonista e sceneggiatura non originale).
Dalla scorsa edizione, l’Academy si è aperta ad una maggiore quantità in fatto di titoli nominabili a Miglior film dopo alcune polemiche che avevano investito le nomination delle ultime edizioni. Dopo due anni, possiamo iniziare a fare un tipo di ragionamento partendo da una tesi: è, scusate il francesismo, una paraculata. E non perché non fa piacere vedere 10 titoli segnalati, anzi, soprattutto se il livello è alto come quello di quest’anno, ma perché alla fin fine il meccanismo è sempre lo stesso.
Cambia la quantità ma non la sostanza, insomma. L’altr’anno verrà ricordato come l’edizione in cui finalmente l’Academy ebbe il coraggio di nominare come Miglior film un’opera come District 9, film senz’altro bellissimo ma lontano dai gusti e dai canoni degli Oscar. Quest’anno potrebbe essere ricordato come quello in cui vennero nominati il fantascientifico Inception e ben due film piccoli ed indipendenti come I ragazzi stanno bene e Un gelido inverno. E ormai la strada è spianata per assicurarsi ogni anno un bel film d’animazione nella decina, ovviamente targato Pixar (che se lo merita, per carità).
I fini dell’allargamento da 5 a 10: placare le polemiche precedenti, dare le giuste nomination a film che evidentemente potrebbero meritarle, e segnalare al grande pubblico cosa di buono ha prodotto l’anno cinematografico statunitense. Tutto a posto? No. Cosa manca nella lista? Le assegnazioni effettive degli Oscar. È sotto gli occhi di tutti infatti che di quei 10 film c’è una maggioranza di titoli che non ha alcuna speranza di vincere. Chi crede all’idea che District 9, Up, I ragazzi stanno bene, Toy Story 3 o Un gelido inverno possano vincere il premio maggiore?
Allargando i propri orizzonti, l’Academy resta comunque sempre quella di sempre: conservatrice e incapace di segnalare il nuovo che avanza. Gli Oscar sono sempre stati l’autocelebrazione di un’industria, e un’autocelebrazione non può correre troppi rischi. Meglio andare sul sicuro, sempre e comunque. Se guardo il filmato su Youtube di quando Michael Moore urlava “Shame on you, Mr. Bush!” ritirando l’Oscar per Bowling a Columbine e tutta la platea lo fischiava, mi verrebbe da fare un ragionamento troppo veloce che non farò (ma è già segnalato così…). Ok, sembra passata una vita (?), ma io un pensierino a quel momento l’ho involontariamente fatto.
Però sta di fatto che qualcosa è andato storto in questa edizione, e al di là del gusto personale (c’è tutto il diritto di apprezzare Il discorso del Re e Tom Hooper, ci mancherebbe altro) bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che i risultati sono improponibili. Perché di scelta per autocelebrarsi senza esagerare ce n’era tanta questa volta. Ma appunto, come si diceva prima, nella mente dei giurati e del sistema i 10 film saranno sempre 2 o 3. E difficilmente saranno i più innovativi, i più “diversi”, i più stimolanti.
Ma a proposito di lavoro di squadra e d’insieme, non bisogna scordarsi di qualcosa di fondamentale: l’Oscar è solo l’ultimo gradino di una scala che è ben lunga. Major, associazioni, premiazioni precedenti formano un percorso che trova proprio il suo culmine finale nella cerimonia degli Academy Awards. Quindi c’è un mondo fatto di migliaia e migliaia di persone che fanno il loro gioco: perché di industria stiamo parlando.
Ma perché un produttore dovrebbe andare a premiare Inception, il blockbuster che - piaccia o meno - è uno dei film paradossalmente più liberi ed indipendenti degli ultimi anni? Perché bisogna segnalare il talento di Christopher Nolan, che può fare quel che vuole con milioni e milioni di dollari al contrario di tutti gli altri? Perché bisogna premiare The Social Network, un film che affronta un tema che molti produttori e registi avrebbero voluto usare come soggetto del loro film? E, ancora peggio, il film è pure bello!
Che siano 5 o 10 titoli, si finisce sempre sul sicuro: l’altr’anno a chi meritava davvero (Tarantino: un autore non da Academy, perché non si capisce cosa debba fare di più per ottenere un premio che conta) hanno tagliato le gambe per mettere su un teatrino su ex-compagni, su Davide e Golia, su indipendenza e blockbuster.
Quest’anno ci si rifugia dietro ad un’opera buffa, al raffinato, all’eleganza, al film che non ha nulla fuori posto. C’è chi ha detto che il segnale è importante: si è voluto premiare il lavoro d’insieme, degli elementi che si fondono e dei fattori che collaborano, più che l’autorialità del singolo che prende sempre più piede in tempi come questi. Se la filosofia è questa, ci aspettano tempi bui che a guardare una decina come quella di quest’anno, lasciando perdere tutto quello che sta attorno, non si potrebbero prevedere. Perché una decina come quella di quest’anno era bellissima: dal punto di vista pratico, comunque inutile.
xibalba
01 mar 2011 - 11:29 - #1la riflessione che fai è interessante e, al di là dell’apprezzabilità o meno dei titoli premiati, condivisibile.
Tuttavia almeno quest’anno il verdetto è stato più ecumenico degli altri anni; tolto l’oscar alla regia di Hooper (che era meglio dare a Fincher o Aronofsky) e alla sceneggiatura dello stesso film (che meritava Nolan), almeno Inception è stato premiato per l’innovazione tecnica e il grande lavoro visuale e The Social Network per la sua ossatura di base (dialoghi-montaggio- musica).
Certo viene da apprezzare più questi verdetti che certe scelte da festival recenti (Somewhere, Lo zio Bonmee che trovo prodotti abbastanza presuntuosetti ).
Avrei amato vedere salire sul palco anche qualcun’altro tecnico del Cigno Nero o vedere la sorpresa James Franco (che ho trovato fantastico in 127 ore) ma gli oscar, si sa, sono il frutto di compromessi ogni anno.
Più che un film ogni anno si afferma una tendenza.
Meglio quella di quest’anno (che non ha esagerato troppo con il film vincitore) che la cascata di premi su The millionaire o il dubbio premio a The Hurt Locker (regia ok ,montaggio va bene pure ma film??) lasciando indietro l’innovazione classica di Avatar e soprattutto la perfetta lezione di cinema e tempi di Tarantino.
Concordo sul fatto che 10 nomination non significano nulla se poi i veri premiati sono 2-3…
Ma la scelta è stata fatto solo per ragioni commercial-televisive per via dei cali sostenuti negli ascolti.
E dopo l’edizione di quest’anno (per quanto stimi e apprezzi i due giovani presentatori) e le molte cadute di gusto (il coro dell’Antoniano alla fine, la rappata coi film candidati, i travestimenti improbabili) mi sa che dovranno inventarsi davvero qualcosa di nuovo per non perdere gli ascolti….
Forse 15 candidature?….
101931
01 mar 2011 - 11:50 - #2La parte in cui dici: “Perché bisogna premiare The Social Network, un film che affronta un tema che molti produttori e registi avrebbero voluto usare come soggetto del loro film?” mi sembra una boiata. Concordo sul fatto che l’academy possa essere poco coraggiosa e/o conservatrice però andare a cercare il complotto internazionale delle mayor e dell’industria intera del cinema mi pare eccessivo.
mattejo
01 mar 2011 - 12:08 - #3Complimenti vivissimi per l’articolo, ben scritto. Parole sacrosante che condivido in pieno.
Signore e signori, qui il problema fondamentale è uno: la giuria degli Academy indossa gli stessi vestiti di Firth, è intellettualmente anziana e ciò la rende ANACRONISTICA al 100%. Per quale motivo dovrebbe premiare opere rivoluzionarie come “Inception”, particolari e accattivanti come “Black Swan” oppure brillanti, MODERNE e ATTUALI come “The Social Network”? Se lo facessero andrebbero contro la loro natura. Si comportano esattamente come la loro indole gli impone, sono coerenti con i lori limiti mentali e incoerenti nei confronti della realtà che li circonda.
mco
01 mar 2011 - 12:14 - #4Io onestamente questo articolo non lo capisco, si sta andando a criticare l’unico premio annuale che bene o male rispecchia i gusti del pubblico, ovvio poi che nessun premio al mondo mette d’accordo tutti, ma nessuno dei 10 film nominati mi sembra fuori luogo.
Non capisco quindi che senso ha criticare l’unica manifestazione in cui vengono premiati film guardabili, allora prima bisognerebbe fare una critica e dare un senso ad alcuni premi come cannes, venezia in cui si fa a gara a premiare il film che farà meno incassi dove il film ideale da premiare è di lingua russa con sottottitoli in cinese.
antonio-gamesblog
01 mar 2011 - 12:17 - #5Osservazioni del tutto condivisibili, quelle di Gabriele. L’impressione, però, è che permanga un vizio di fondo, difficilmente sanabile. E lo rilevi tu stesso, come nei passati giorni abbiamo fatto in parecchi su queste pagine - me compreso nel mio ultimo articolo sugli “Oscar di BitTorrent”.
Si tratta dell’eccessivo accanimento verso un evento che, da tempo, ha dimostrato di essere nulla più che un’autocelebrazione di uno specifico mondo. Un’industria che esalta sé stessa, e che, in pieno stile “ammerricano”, rende il tutto ampiamente spettacolare.
Spettacolo dello spettacolo, insomma, niente di più. E sia chiaro, non giudico questo carattere, essenzialmente autocelebrativo, un male tout court. Voglio dire, ci sta. Se diamo per buono il fatto che si tratti di un’industria, dobbiamo necessariamente mettere in conto certe cose. Specie se parliamo dell’industria più ricca nell’ambito del settore.
E ciò è vero oggi come lo era 40/50 anni fa. Poi potremmo anche discutere sulla genuinità delle scelte, sulla profondità delle produzioni nominate e via discorrendo. Ma se perdiamo di vista quest’aspetto rischiamo certamente di perderci.
Ed è questo ciò che, mi pare, stia avvenendo. Voglio dire: qual è il problema se l’Academy se la suona e se la canta, premiando un film anziché un altro anche in categorie dove probabilmente non sarebbe nemmeno dovuto apparire tra le nomination?
Nel 2011 faccio fatica a comprendere certi latrati. Oggi, ed è un dato di fatto, chiunque, con un po’ di “buona volontà”, può avere accesso a film che un tempo (quando internet era solo un’opaca utopia) sarebbero rimasti confinati ad una cerchia così stretta da essere dimenticati anche dai pochi “eletti”.
Guardate con quanta “arroganza” certuni commentano i più disparati aspetti di qualunque produzione. Oggi siamo tutti convinti di “saperne più degli altri”. Operiamo scelte, consigliamo in base alle nostre inclinazioni, le nostre competenze - anche quando quest’ultime non ci sono. Come mai, quindi, tutto questo accanimento?
Non sarebbe semplicemente più utile prendere atto di certe cose ed archiviarle? Certo, magari cercando di comprenderne i meccanismi alla base, condivisibili o meno che siano. Fatto questo, però… andiamo avanti.
So che è quel che faremo, tutti, indistintamente - lettori, redattori e via discorrendo. Nè intendo “censurare” certe giustificate rimostranze, ci mancherebbe altro!
Però, boh… ritengo che i primi a doverci scrollare di dosso certe logiche siamo noi. E senza rimanere vittime dell’esopica vicenda della volpe e l’uva, che costituisce l’altrettanto errato atteggiamento opposto; intendo noi in quanto italiani. Perché da questo punto di vista sto con Canova: se l’Italia latita in certe occasioni, non per forza di cose è colpa dell’Academy.
Rileggendomi, mi rendo conto di dovermi pure scusare. Perché buona parte di quanto espresso sfiora a tratti la banalità. Solo che si tratta di banalità che sfuggono a molti, troppi!
slavio
01 mar 2011 - 12:18 - #6ma quanto siete fessi a fa sti discorsi? sembra che ognuno di voi, a partire dall’autore dell’articolo, detiene la verità. lo volete capire o no che gli oscar, come ogni altro riconoscimento, sono innanzi tutto assegnati seguendo gusti relativi - al di là degli inciuci che ci possono essere dietro ma che nessuno di noi puo’ dimostrare -. sceglie l’academy e per loro quest’anno il meglio era il discorso del re, compreso il suo regista. non è che se vi unite e dite che nolan lo meritava di più allora avete ragione voi. toglietevelo dalla testa, non c’è scritto su nessuna bibbia che inception, o anche the social network, sono in assoluto i film più belli dell’anno! ognuno fa le proprio scelte, li’ ci pensano qualche migliaia di gente nel settore, a cannes o venezia ci pensano le varei giurie. non siete d’accordo con le scelte? amen. è praticamente impossibile fare contenti tutti, ma è una cosa ovvia e starne a parlare è da ritardati anche perchè se non foste solo dei ragazzini sapreste che inevitabilmente ogni anno, da decenni, c’è chi grida allo scandalo per questo o quel film non premiato o addirittura non nominato. e tutto cio’ accresce l’interesse attorno agli oscar e voi fessi ne fate ancora un valore assoluto, quando sono un premio simpatico e affascinante ma che non rispecchia che un valore relativo, ovvero il gusto di quelli dell’academy.
damiax
01 mar 2011 - 12:37 - #7Gran parte del commento non lo condivido, specialmente quando si parla del magnifico District 9.
Poi non sarò un critico magnifico come Gianni Canova, ma a me la cosa non importa.
damiax
01 mar 2011 - 12:39 - #8Errore nell’articolo: Il Discorso del Re ha vinto il premio per la sceneggiatura originale, mentre quello per la sceneggiatura non originale l’ha vinto The Social Network (tra i 2, sono contento che abbia prevalso il film di Hooper, ma questo è un parere personale: i miei numeri 1 rimangono Inception e soprattutto Toy Story 3. Questo 2010 mi è piaciuto molto: altro parere personale).
damiax
01 mar 2011 - 12:42 - #9#6, condivido di più il tuo commento rispetto a ciò che c’è scritto sopra.
P.S: adesso molte sale italiane riproporranno (e devono riproporre) Il Discorso del Re, non solo perché ha trionfato agli Oscar, ma perché merita la visione (magnifico!).
redavid
01 mar 2011 - 12:47 - #10127 ore si meritava un oscar..anch io ho trovato James Franco bravissimo in qst film
mrbadguy86
01 mar 2011 - 13:53 - #11oddio sono d’accordo con mco, c’e’ qualcosa che non va
axl138
01 mar 2011 - 13:59 - #12Io personalmente non sono per niente scandalizzato dai premi, ok tifavo inception e il cigno nero, ma era cmq evidente che avessero meno chance (per tanti motivi)…. ma hanno avuto qualche premio meritato e va bene cosi, si riconosce poi un premio e un valore anche ai film che cmq saran sempre citati come “vincitore di 4(1) premi oscar”. Per quanto riguarda il discorso di slavio invece mi trovo assolutamente in disaccordo. E’ vero che e’ difficile dimostrarsi detentori della verita’… ma il tempo decreta sicuramente chi aveva ragione (in tutti i premi di questo tipo). E mentre in tanti anni si e’ avuto situazioni in cui ha perso qualcuno di meritevole, ma ha vinto qualcun’altro altrettanto degno, in altri anni c’e’ stato un “furto” di qualche film/regista/attori mediocri a scapito di film che sono entrati nella storia del cinema (non parlo di incassi). E in quel caso si puo’ dire (a posteriori) che chi si lamentava aveva ragione e l’academy aveva nettamente torto. Non penso che sia il caso di quest’anno cmq, dove c’erano cmq diversi film meritevoli (compresi appunti cigno nero e inception, dati senza alcun speranza di vincere). Tra 10-15 anni ci guarderemo indietro e vedremo chi aveva ragione ;) (nn mi pare che questo 2011 sia un anno simile al 2006 dove ovviamente nn servivano 10anni x capire che Crash nn meritava un oscar come miglior film… o come l’anno scorso con l’inutile film della Bigelow)
mco
01 mar 2011 - 14:22 - #13@ axl138
di crash scusa cosa hai capito?
a me è piaciuto e secondo me meritava l’oscar lo pensavo nel 2006 e lo penserò anche tra 10 anni, le tue sono opinioni personali che possono essere condivise da altri ma non generalizzare cosi tanto.
gabriele-c
01 mar 2011 - 14:27 - #14Qui nessuno crede di avere la verità in tasca, e come ho scritto non voglio convincere nessuno che Il discorso del Re è peggio degli altri titoli. Solo che mi pare sia meno interessante, e dopo anni e anni l’Academy continui a riconfermarsi con dei premi che penalizzano la visione di un certo tipo di autori rispetto ad altri. E va benissimo che non dovremmo più scandalizzarci nel 2011 per ’sti premi, che da sempre scatenano dibattiti e polemiche inutili (perché ’ste statuette sono quel che sono), ma quando si passò da 5 a 10 candidati c’è chi aveva detto “finalmente”. Vogliamo fare il punto della situazione ora e dire che è tutto uguale a prima, esserne consapevoli e, dopo sì, andare avanti, o bisogna sempre fare finta di nulla?
P.s.: Chi continua a criticare i premi dei festival, scusate, ma non li condivido. I premi Oscar come abbiamo detto sono autocelebrazioni, i premi ai festival spesso un aiuto enorme in termini di pubblicità e distribuzione.
mco
01 mar 2011 - 14:34 - #15@gabriele
esatto come vedi è tutto un discutere e ognuno la pensa a suo modo, per te hanno senso piu i premi dei festival, perchè aiutano un film da avere 0 spettatori a 100 o 150 dopo aver vinto il premio.
I 10 film scelti a mio avviso sono corretti e la maggioranza lo pensa, non capisco quindi che film dovessere essere stato nominato e a discapito di chi, fai degli esempi allora e vediamo quanti sono d’accordo con te.
gabriele-c
01 mar 2011 - 14:52 - #16@mco: non mi sono spiegato. La decina di quest’anno era giustissima, ti dico che pure nell’eventualità di inserire Un gelido inverno e The Town nell’ultimo posto disponibile avrei inserito il primo, nonostante abbia anche apprezzato il film di Affleck, quindi meglio di così…
E un premio importante ad un festival importante non aiuta “un film da avere 0 spettatori a 100 o 150″, ma diciamo che aiuta a farlo vendere in diverse nazioni. Non vi è piaciuto Lo zio Boonmee, vi ha fatto ca.g.are, annoiare, l’avete detestato? Intanto ha avuto l’opportunità di girare, e tanto.
EnricoBB
01 mar 2011 - 14:54 - #17Mi sto guardando su Wikipedia i finalisti per miglior film degli altri anni, non ci rendiamo assolutamente conto che forse quest’anno è stato quello che in assoluto ha visto così tanti BEI film come finalisti. Un’annata qualitativamente incredibile, altrochè!
mco
01 mar 2011 - 15:33 - #18@ gabriele-c
allora non ho capito il ragionamento, io avevo interpretato che l’allargamento a 10 doveva comportare piu coraggio nelle scelte e quindi doveva essere nominato qualche film in modo più coraggioso, cosi avevo interpretato il tuo discorso.
Invece tu dici che allargandolo a 10 bisognava cambiare il metro di giudizio? e perchè mai? possono anche esserci 100 nomination ma cmq verrà premiato sempre il film che è piaciuto di più all’academy e in questo caso il discorso de re.
Poi partendo dal principio che tutte le 10 nomination sono meritevoli a quel punto stai pur certo che di critiche ci sarebbero state qualsiasi dei 10 film l’avrebbe spuntata, questo è sicuro al 100%
Su lo zio Boonmee, in tutto il mondo ha incassato meno di 1 milione di dollari non euro.
Esattamente $905,529, credo che non serva altro per aggiungere quanto siano inutili e che quanto influiscano queste manifestazioni, influisce di più un cartellone pubblicitario in un bagno pubblico.
axl138
01 mar 2011 - 15:38 - #19@mco .. e’ una mia opinione e un opinione ormai divenuta gia’ storia.. quell’anno c’erano film migliori.. e gia adesso quel film e’ finito nel dimenticatoio mentre volenti o nolenti Brokeback Mountain ha fatto la storia (e neppure a me era piaciuto). Il film piu’ rilevante di quell’anno e’ stato quello e non certo crash, un film buono come ce ne sono stati a migliaia. Altrimenti si puo’ mettere in dubbio anche l’81 dove Toro Scatenato e Elephant Man … due pilastri della storia del cinema, hanno perso da Gente comune di Redford (che mi pare vinse anche la regia).. Ed e’ stato un ovvio errore per l’evidente e differente rilevanza storica che hanno poi guadagnato quei film. La tua opinione si scontra con i giudizi storici ormai consolidati.. poi ok su crash nn voglio essere categorico perche’ e’ passato poco tempo.. ma se siamo a questo livello ora, nn voglio pensare tra 10anni.. povero crash. Non dico che mi sia piaciuto meno o no, dico solo che la storia del cinema ha decretato che quello fosse un errore… se poi tu nn noti negli anni la rilevanza e l’influenza oltre l’effetto di quei film “perdenti” sull’immaginario collettivo, rispetto a quei 2 titoli vincenti.. beh forse dovresti guardarti intorno invece che pensare solo a te stesso e ai tuoi gusti. (e ti ripeto a me brokeback mountain nn e’ mai nemmeno piaciuto)
buro83
01 mar 2011 - 15:45 - #20Concordo la scelta dell’accademy è stata conservatrice. ma non è stata solo lei ad esserlo, andatevi a vedere chi ha vinto DGA e PGA quest’anno, l’Accademy si è limitata a ratificare decisioni già prese dall’industria stessa, come quasi ogni anno..
drapocalypse
01 mar 2011 - 15:57 - #21Son d’accordo con Gabriele.
Ma credo che Buro abbia centrato l’argomento.
DGA e PGA parlano chiaro.
Non è solo l’Academy ad aver premiato Il Discorso del Re, ma l’intera ‘industria hollywoodiana”, a quanto pare conservatrice nel profondo.
gabriele-c
01 mar 2011 - 15:57 - #22Non ho mai detto che se si passa da 5 a 10 l’Academy deve cambiare il metro di giudizio: dico solo che l’idea che a molti, me compreso, era parsa all’inizio giusta, perché troppe esclusioni celebri ci sono state negli anni (ricordate Gran Torino?), si è rivelata fondamentalmente inutile dal punto di vista pratico, perché la gara sarà sempre e solo fra quei 2 o al massimo 3 titoli senza speranza alcuna per la maggior parte degli altri nominati.
De Lo zio Boonmee bisognerebbe vedere anche quanto è costato, e tenere anche conto che è un film thailandese e non certo fruibile per tutti.
gabriele-c
01 mar 2011 - 15:58 - #23Eh sì Apo, è quello che tentavo di far capire nel post (evidentemente un po’ troppo a flusso di coscienza, me ne rendo conto :D). Gli Oscar sono la somma e il punto di arrivo di un lungo percorso…
mco
01 mar 2011 - 16:01 - #24Sull’annata 1981 sono d’accordo, ma ripeto sul 2006 sei fissato con questo Crash che non so cosa ti abbia fatto, bisogna anche dire che era un anno abbastanza debole, io continuo a pensare che Crash abbia strameritato il premio, nessuno degli altri nominati passerà alla storia tanto meno Brockeback Mountain nonostante la morte di ledger, (che sarà ricordato come Joker).
Crash tra la cinquina del 2006 secondo me è nettamente il migliore.
E vogliamo parlare del 1997, dove è stato preferito Il paziente inglese a Trainspotting, sulla maggior parte delle annate si può a stare a discutere per ore tu ti stai fissando su un annata che onestamente è uno dei pochi anni in cui l’academy non si può più di tanto criticare, se bisogno fare un elenco di annate contestabili il 2006 non è di certo tra le piu rilevanti
mco
01 mar 2011 - 16:11 - #25@gabriele-c
ho capito che lo zio bonmee è un film thailandese che è costato 2 lire, ma il punto è che se la manifestazione più importante al mondo a premi su giuria non riesce a influire neanche per un milione di dollari sul pubblico mondiale tanto rilevante non può essere.
Grazie a queste scelte cervellotiche oggi ci troviamo una manifestazione che influisce sul pubblico per meno di milione di euro in tutto il mondo, questo è il dato di fatto.
deception
01 mar 2011 - 16:22 - #26l’allargamento della categoria miglior film ha una sola finalità: gli ascolti televisivi.
si era osservato che le cerimonia degli oscar in cui i film favoriti e nominati erano anche campioni di incassi (vedi Il ritorno del re) ricevevano in media più ascolti di quelle in cui venivano nominati film di nicchia. da qui la decisione di allargare il più possibile la categoria principale per includere film popolari che, in una corsa a cinque, non sarebbero stati nominati
axl138
01 mar 2011 - 16:22 - #27non mi sto “fissando” dicevo che a me sembrava evidente anche se passati pochi anni (come mi pareva evidente sin da subito quello del 2010), ma appunto x il discorso che facevo forse mi sbaglio… cmq sicuramente tra un po di anni si potra’ dire con certezza. Proprio come lo si dice di altre annate. Il 2006 e’ ancora troppo recente per poter definire la rilevanza di un film (anche se nn mi capacito di come tu non veda l’ effettiva rilevanza di Brokeback mountain, che e’ il film che e’ da ben prima che ledger morisse.. cosa che nn centra nulla con quel film). Non e’ questione di contestare, ma anzi e’ da errori come quelli passati, che sicuramente anche l’academy si rende conto di aver commesso, che ci sono stati poi comportamenti riparatori e aperture varie. Ma certi errori di certi anni sono innegabili ed evidenti visti dopo tutto quel tempo, xche e’ la storia stessa a decretatare quale film ha superato la prova del tempo e quale no. Io non mi metto a sindacare certo sui giudizi ora che nn si puo’ avere la controprova.. dico che io avrei scelto diversamente… poi tra 10-15 anni vedro’ se avevo ragione io o l’academy… il tempo me lo dira’.. quest’anno personalmente cmq ho visto che tra i 10 film molti erano validi, e se l’academy ha scelto “male” e’ cmq caduta bene, nn penso che questo sara’ un anno ricordato tra quelli “contestabili”.
deception
01 mar 2011 - 16:23 - #28comunque DGA PGA e SAG sono le stesse persone che votano per gli oscar, da cui non stupisce la differenza di scelte
gabriele-c
01 mar 2011 - 16:24 - #29E allora i dati de La classe/Gomorra/Il divo (stessa edizione, tre premi maggiori), esempi forse un po’ più fruibili di un film thailandese costato due lire? Insomma: anche ai festival evidentemente si faranno certi giochi, si suppone, e c’è chi non esclude che molti film arrivino già con i premi in tasca, ma il valore dei premi di un festival sta tutto nel poter appiccicare sulla locandina il simboletto di un premio o una bella tagline. Senza quelli, Lo zio Boonmee altro che un milione di euro…
Frank77
01 mar 2011 - 16:30 - #30La penso come Mico e non condivido per nulla quello che dicono Dottor Apolypse e Gabriele che partono dal pressuposto che ci sia un modo per valutare oggettivamente che un film sia più bello di un altro o no.
L’allargamento da 5 a 10 è positivo perchè permettere di pubblicizzare un maggior numero di film,con ricadute sugli incassi e sulla distribuzione nel mondo.
Non condivido poi neanche il presunto conservatorismo dell academy;questo poteva valere un tempo non negli ultimi tempi.
mco
01 mar 2011 - 16:34 - #31il fatto è che stiamo discutendo del nulla, perchè per ogni manifestazione a premi ognuno la pensa diversamente.
C’è chi pensa che Cannes sia ridicolo e chi pensa che sia più prestigioso dell’Oscar, il dato di fatto è che le manifestazioni sono queste, dovremmo tutti accettare serenamente il verdetto punto e basta, poi ognuno avrà come giusto che sia la sua preferenza al film o manifestazione.
E’ impossibile mettere d’accordo tutti, se vinceva social network, se ne usciva qualcuno che diceva premiare un film su facebook è una vergogna, se si premiava quell’altro c’era un altro motivo etc… e adesso stavamo facendo gli stessi discorsi.
Onestamente e mi ci metto dentro anche io queste discussioni non hanno alcun senso.
marsplastic
01 mar 2011 - 16:41 - #32certo che il vincitore è sempre uno, mica possono dare due miglior film xD allargare la categoria come già detto serve più per premiare quei film che anche non avendo vinto ne guadagnano in pubblicità, e mi sembra una cosa buona piuttosto di non venire neanche nominati! soprattutto quando ci sono bei film.
per il resto noto con piacere che deve ancora passa il rosik generale della sconfitta del sufficiente Nolan, e del ridondante-alla-noia tarantino auhauhahahau :D
gabriele-c
01 mar 2011 - 16:44 - #33Ah beh, se bisogna basarsi sul “rosik”…
lostg
01 mar 2011 - 17:38 - #34Anche secondo me l’atteggiamento conservatore ha trionfato quest’anno….Io l’Oscar l’avrei dato a THE SOCIAL NETWORK, più moderno e attuale, anche nel modo in cui è stato girato, così veloce e ricco di dialoghi brillanti e complessi…..però Il Discorso Del Re resta cmq un gran film…..
Chuck H
01 mar 2011 - 18:43 - #35@ gabriele c.
Dimmi gabriele, da un punto di vista stilistico cosa ha innovato Fincher con TSN? Quale vento di novità ha portato? Nei post precedenti c’era chi parlava di Hooper come “secchione della regia”. Io credo che il vero secchione sia stato proprio Fincher, perchè di moderno ha solo il tema (m.e.r.d.abook), tutto il resto è abbastanza classico.
E poi prendiamo “Inception” con la sua psicologia spicciola e la sua linearità assoluta, fatta per compiacere il pubblico di massa, e paragoniamolo a Black Swan, chi ne esce vincitore? Aronosfsky indaga a fondo (sempre e non solo in questo film) la mente dell’individuo, in Black Swan c’è introspezione psicologica, c’è ossessione, metaformosi, c’è un’autorialità diversa. E poi lo stile…la minuziosità per i dettagli, le ferite e la deformazione del corpo ripresa in maniera iper-realistica (un po’ alla Cronenberg dell’ultimo periodo).
Aronofsky sì che è uno dei grandi innovatori del 2000. Aronofsky, Sorrentino, Tarantino e Danny Boyle. Questi sono i meno canonici che possono ancora dire qualcosa di diverso rispetto al cinema “tradizionale”. E non è assolutamente uno scandalo che Nolan e Fincher non abbiano vinto. Hooper meritava.
E basta con ’sta apologia, smettetela de rosicà XD.
gabriele-c
01 mar 2011 - 18:53 - #36Evvai di rosik e fansismo…
Non volendo tornare su Fincher e soprattutto Nolan (mi sono espresso anche in lunghi post), restiamo allora su Aronoksy: meritava meno di Hooper?
luporosso
01 mar 2011 - 19:04 - #37Credo che gli Oscar, dopo le edizioni deprimenti degli ultimi anni (non troverete un solo critico americano disposto a difendere la grottesca ultima edizione con i suoi ridicoli verdetti) vadano a questo punto smontati pezzo per pezzo. Il sistema di votazione, la composizione dell’Academy, il criterio di selezione dei membri. Così la distanza non tanto dai gusti del pubblico (diffido del populismo) quanto dalla realtà critica oggettiva (esistono, checché se ne dica, parametri di valutazione universali che prescindono dai gusti personali e che riguardano null’altro che la competenza) appare sempre più abissale. L’allargamento dei candidati a miglior film da cinque a dieci fu praticamente imposto dallo scandalo dell’esclusione di THE DARK KNIGHT dalla cinquina, nonostante lo straordinario successo di pubblico e critica ottenuto. Ma è stata una scelta ruffiana, di facciata, non preludio a un doveroso cambiamento di prospettiva, a uno svecchiamento, uno snellimento, una maggiore audacia. L’Academy continua, ostinata, a tenere in vita un modello di cinema, direi di espressione artistica, vetusto, polveroso, moribondo, in omaggio a una tradizione museale che frustra qualsiasi tentativo di innovazione, di ricerca, di sperimentazione. Alla base più che una presa di posizione prettamente artistica c’è una convinzione politica, un’affermazione ideologica, una vocazione mortifera e totalitaria. Premiare un film che sa di muffa come THE KING’S SPEECH umiliando il film dell’anno INCEPTION e il progressista e cinico THE SOCIAL NETWORK risponde a questa logica, che non ha nulla a che fare con la legittimità di un’opinione “critica”. Una critica prevenuta non è critica, è fronda di regime. Hooper è un poveraccio, e tale rimarrà, aver rubato un Oscar non lo renderà mai grande. Solo incommensurabilmente più odioso. Cannes e Venezia invece, tanto per rispondere a chi li ha denigrati, portano avanti una filosofia diametralmente opposta a quella dell’Academy, per questo per il cinema continuano a essere spazi vitali. Non capirlo, per un appassionato, è grave.
Chuck H
01 mar 2011 - 20:01 - #38@gabriele c.
Sì, Gabriele, il tuo lungo discorso sull’Academy che non cambia e che non premia Nolan e Fincher è un discorso da tifoso. Fazioso, fansista, rosik, come lo vuoi chiamare. E’ così. Io ti dico solo che c’è differenza tra il “preferito” e il “più bello”. Posso dirti che il mio attore preferito è Tom Cruise, ma non posso dirti che Tom Cruise è il migliore. Sean Penn è dieci volte più bravo.
Io amo Aronofsky, ho amato The Wrestler, ho amato The fountain, ho apprezzato molto Pi Greco e Requiem for a dream. Ma Black Swan (ottimo film ma non capolavoro) mi è parso troppo autocitazionista: nel finale (lo sguardo verso la madre, allo stesso modo di Rourke e la Tomei e la morte identica), nelle inquadrature di spalle (che con Rourke avevano un altro effetto). Un altro difetto lo si può trovare nella prima parte un po’ lenta e nei colpi di scena horror un po’ troppo forzati. Però se si va a guardare la minuziosità di Aronofsky nell’indagare la psicologia di Nina, lo sdoppiamento della personalità, la complessità della trama…beh, qui c’è tutto Aronofsky, chapeau.
Il discorso del re invece convince sempre, bella fotografia, bella regia, tensione e pathos che crescono nella parte finale. Grande direzione degli interpreti. Hooper meritava. Meritava l’Oscar. Stop. E chiarisco che non sapevo manco chi fosse Hooper prima di ’sto film.
Se avessi dovuto dare l’Oscar al mio preferito l’avrei dato a Black Swan e a Aronofsky, se l’avessi dovuto dare al più bravo “quest’anno” l’avrei dato a Il Discorso del re e a Hooper.
E comunque quest’anno, come anche l’anno scorso non vi è un vero capolavoro, nessuno mi ha fatto gridare al miracolo.
L’ultima volta che ho gridato al miracolo è stato con The Wrestler e Il divo.
gabriele-c
01 mar 2011 - 20:42 - #39Fansismo il mio, alla fine? Ma sì, può essere. Che tu mi dica che il migliore è Hooper però non mi convince per niente, perché il suo lavoro mi è parso piatto e laccatino, sostenuto da qualche trovata che fa gridare a tutti quello che lo difendono a spada tratta che è proprio nella regia che Il discorso del Re fa la differenza e non è per niente classico e calligrafico (le note inquadrature decentrate, i noti grandangoli sui primissimi piani, ecc.). Mi pare che il suo lavoro si limiti a seguire lo script (non c’è niente di male, ma da qui ad un Oscar…), senza scavare a fondo e realizzando un film pulitissimo, ironico ma che non colpisce mai al cuore. Forse per via della sua “perfezione”?