
Negli States inizialmente doveva uscire ad aprile 2011, per poi essere definitivamente spostato ad ottobre. Il temuto e atteso remake de La Cosa arriverà invece in Italia a dicembre. Il 2 del mese, per essere precisi. Ad annunciarlo la Universal, che ha anche confermato l’uscita in contemporanea agli States di Paranormal Activity, datata 21 ottobre.
Diretto dal semi-esordiente Matthijs van Heijningen Jr., costato 35 milioni di dollari, e interpretato da Mary Elizabeth Winstead, Eric Christian Olsen, Joel Edgerton, Adewale Akinnuoye-Agbaje e Ulrich Thomsen, il film, prologo del fortunato La Cosa di John Carpenter (a sua volta tratto da La Cosa da un altro mondo di Howard Hawks), racconterà le vicende vissute da un gruppo di ricerca venuto a contatto con degli alieni in una base norvegese. La sceneggiatura, che porta le firme di Ronald D. Moore e Eric Heisserer, ‘responsabile’ del remake di Nightmare, si concentrerà sulla scoperta di un misterioso organismo alieno intrappolato nei ghiacci in Antartide. Ciò che vedremo sul grande schermo, in sostanza, sarà antecedente a quanto visto nel 1982 grazie a Carpenter.
inglorious_iaco
23 mag 2011 - 16:48 - #1Che Carpenter e Kurt Russel possano defecare sui vostri corpi freddi e morti.
lnrd89
23 mag 2011 - 17:02 - #2Io sento puzza di cacca.
jackburton
23 mag 2011 - 17:14 - #3Sono così co****ni da credere che ci possiamo bere la storia del prequel? E’ un remake spazzatura come quelli che dobbiamo subirci da 10 anni a questa parte dove cambiano solo nome e sesso dei personaggi principali. Trama identica, scenografie e costumi (da quanto si può vedere nelle foto) identici. Spazzatura.
vincenzo
23 mag 2011 - 17:20 - #4Se ci parlano della base norvegese so già la fine…
lnrd89
23 mag 2011 - 17:25 - #5Poi i personaggi non sono nemmeno norvegesi.
hate
23 mag 2011 - 17:45 - #6mah vedremo!!
gi088
23 mag 2011 - 18:33 - #7Questo è il semi esordiente del cinema moderno. Uscito da una scuola di cinema, un bagaglio tecnico e strumenti da far invidia a Tony Scott, e con zero idee in testa. Qual’è la soluzione? Basta prendere un cult vecchio 30anni (circa), “restaurare” lo script distruggendo la vera essenza del film, e farsi dare un 40 milioni per girarlo in green screen con FX a go go….
chojin6667
23 mag 2011 - 18:41 - #8http://www.popularmechanics.com/technology/digital/visual-effects/the-thing-prequel-takes-on-new-york-comic-con
The Thing Prequel Takes On New York Comic Con
At New York Comic Con, the cast and crew of The Thing premiered footage from the movie—a prequel to John Carpenter’s classic 1982 film of the same name—and told audiences what they could expect from the flick. We caught up with the cast after the panel discussion to talk physical monsters versus computer-generated creatures and whether or not you need to do research to play a scientist.
October 13, 2010 2:30 PM
[…]
This version of The Thing is actually a prequel to John Carpenter’s 1982 classic about a shape-shifting alien that wreaks havoc on an Antarctic scientific research outpost; it takes place three days before the original film, on the Norwegian base discovered by Carpenter’s characters. But why make a prequel as opposed to a remake? “We made no attempt to remake The Thing because it’s a brilliant movie, and it would be very difficult to make our own contemporary version,” Newman said.
[…]
Because the Thing is a shape-shifting alien that can take on the characteristics of whatever it possesses—be it animal or human—most directors probably would have chosen CGI to render the monster. But Van Heijningen Jr. relied on a special effects company to create the monsters physically. “I’m really happy with them,” Van Heijningen Jr. said. “They’re really scary. They’re freaky.” And you will see the alien in its pure form . . . or at least in the form of whatever it possessed last, before it got to Earth.
[…]
chojin6667
23 mag 2011 - 18:42 - #9L’articolo sopra riporta chiaramente che non è un film fatto tutto in CGI .. quindi documentatevi prima di commentare. Anche perchè il budget è piuttosto piccolo e se non avessero optato per la vecchia scuola non avrebbero avuto fondi per avere tutto animato bene in CGI. Ovviamente in post-produzione faranno ritocchi CGI sui modelli meccanici, se fanno un buon lavoro come in Hellboy sarà un bel film.
hate
23 mag 2011 - 19:15 - #10#chojin6667 Beh mio parere non si può paragonare Guillermo con questo regista, sono due mondi differenti….vedremo quando uscirà, il miglior giudizio è la visione!!..Personalmente non penso che raggiunga il livello del Maestro Carpenter…
gi088
23 mag 2011 - 19:49 - #11Una domanda; ma Carpenter deve aver firmato qualche carta per dare il via libera?
chojin6667
23 mag 2011 - 20:33 - #12http://www.digitalspy.co.uk/movies/news/a299846/carpenter-shunned-for-the-thing-prequel.html
Carpenter shunned for ‘The Thing’ prequel
Monday, January 24 2011, 17:18 GMT
By Ben Rawson-Jones, Movies Contributor
John Carpenter has revealed that he was not asked to be involved in the upcoming prequel to The Thing.
The acclaimed horror director helmed the 1982 movie, starring Kurt Russell in the role of R.J. MacReady.
Speaking exclusively to Digital Spy, Carpenter said: “Universal has made a prequel to The Thing. They’ve already shot it. It’s a prequel to my film and I didn’t have anything to do with it. So I don’t know what to say. That’s their choice.”
The filmmaker, whose latest picture The Ward opened in the UK on Friday, admitted that financial success for the prequel could pave the way for a re-release of the classic on its 30th anniversary in 2012.
“I guess if the prequel does well, you never know,” he said. “I never say never.”
The prequel, also titled The Thing, is currently scheduled to open this October and stars Scott Pilgrim vs. The World actress Mary Elizabeth Winstead and Adewale Akinnuoye-Agbaje, best known for his part as Mr Eko in Lost.
GSP
23 mag 2011 - 23:19 - #13Ho l’impressione che sarà posticipato a gennaio 2012.
the-living-dead
23 mag 2011 - 23:41 - #14come sempre cineblog è molto informato. questo è un prequel, non un remake.
bloodydisgusting aveva visitato il set mesi fa e l’inviato era rimasto stupito da come avessero ricreato la base norvegese esattamente nello stesso modo in cui si vede per 5 minuti nel film di carpenter. ogni dettaglio era identico.
degli attori, solo tre non sono norvegesi, ma quelli di contorno sono tutti nordici, cosa che l’articolo ovviamente non dice. e di quei 3 l’unica che potrebbe avere qualche problema a passare come norvegese è la winstead, che però per le foto che ho visto, è conciata in modo abbastanza credibile.
the-living-dead
23 mag 2011 - 23:43 - #15e comunque il fatto che fosse una base norvegese non vuol dire per forza che debbano essere tutti norvegesi. mc ready era irlandese, se non sbaglio, eppure era nella base americana.
jena12345
24 mag 2011 - 02:10 - #16Ma sono imbecilli o cosa???? Se vogliono far capire alla gente che non è un remake ma un prequel perche diavolo intitolarlo allo stesso identico modo??? Chi bazzica siti come questi è sicuramente informato ma lo spettatore medio poco informato che vede il cartellone publicitario mentre passeggia pensa “ehi hanno fatto il remake della cosa” ,MAH!!!!!!!!!!!!!!
ALTRO UTENTE - SEMPRE DI PASSAGGIO
24 mag 2011 - 10:04 - #17#11
Dipende da chi ha i diritti sul film.
gi088
24 mag 2011 - 13:30 - #18Non lo so. Ma qualche diritto deve pur averlo. Io mi sarei opposto a un prequel per tutto l’oro del mondo. Immaginate che a Tarantino gli chiedano di fare un prequel di qualche suo film… non esiste!
thade74
24 mag 2011 - 18:06 - #19Che fosse un prequel era risaputo da tempo, si vede che l’articolo è stato scritto un po’ frettolosamente… Succede…
Io personalmente non trovo comunque il film poco interessante, la storia della base norvegese grosso modo la si conosce già…
thade74
24 mag 2011 - 18:08 - #20Scusate, c’è un “poco” in più nel commento, volevo dire che non era interessante…vabbè…
mauro-lanari
19 mar 2012 - 22:28 - #21Il prequel/remake de “La Cosa” carpenteriana (1982) non è certo un film particolarmente riuscito e di cui si sentisse il bisogno. Però basta una singola e specifica differenza rispetto al suo predecessore e già acquista un valore aggiunto per nuove e ulteriori considerazioni. “The Thing” 2011 trasforma in saga le vicende della Cosa così da metterla alla pari coi suoi colleghi di genere, “Predator” e “Alien”. Forse è impossibile non usare la fantascienza per comunicare tramite audiovisivo l’idea che, secondo teologi e filosofi dalla mistica renano-fiamminga del XIV secolo al Kant de “La religione entro i limiti della sola ragione” (1793), da Ricoeur all’Haag che nel ‘68 ha contrapposto “Dottrina biblica e dottrina ecclesiastica del peccato originale”, alle nostre spalle non c’è mai stata alcuna età dell’oro, alcun paradiso perduto, alcun motivo di rimpianto e nostalgia. Il male preesisteva fin dal principio, se mai ce n’è stato uno, e il cosmo l’ha consegnato in eredità via via a ogni suo epifenomenico ente ed evento. Alien, Predator e la Cosa sono extraterrestri e antecedenti l’antropogenesi, ciò ormai è assodato e questo filone cinematografico ha il merito di ricordarcelo. Il videoclip “Right Here, Right Now” (1999) per Fatboy Slim sembra alludere più a un’evoluzione finita male, e non iniziata e proseguita con un elemento negativo onnipresente. Il peculiare apporto sul tema da parte del regista olandese van Heijningen Jr. è il mostro bicefalo assemblaggio di due corpi: il male in noi sussisterebbe come scissione interiore (”Spaltung”) psichica e fisica, un’automachìa. Van Sant l’ha mostrata in “Paranoid Park” (2007) con la guardia ferroviaria ancora viva seppur tranciata a metà, ma fin da “Gerry” (2002) le sue locandine erano di volti frantumati e ricomposti. Tuttavia il dibattito sulla soggettività è proseguito giungendo a non dare più per scontato quale sia il nesso fra bene e male e fra identità e alterità. L’ultima edizione della Garzantina vattimiana apre la voce “Altro” col Rimbaud di “Je est un autre”: il distinguo winnicottiano tra vero e falso sé esige un aggiornamento ch’elimini la consueta demonizzazione dell’alterità giudicata sempre e comunque alienazione. Una corrente di pensiero diametralmente opposta, quella levinasiana, viceversa la valuta come unica chance di salvezza: solo con l’apertura all’altro si può giungere a un Io non più vittima di se stesso. Davanti però a posizioni così estreme e polarizzate, non è detto che la strada giusta non sia quella intermedia, che nel rapporto fra identità e alterità trovi qualcosa di buono trasversale a entrambe.
(Un bacio a Orietta Anibaldi)