Dreamland - La recensione in anteprima

Dreamland1951, da qualche parte nel Sud Italia un uomo parte con una valigia di sogni verso la 'mmerica. Con il cuore ancora legato alla sua terra natale troverà una comunità di connazionali che nella piccola Fullerton (ma potrebbe essere qualsiasi altra città americana) che costituisce una nuova Little Italy. La malavita però imperversa tra le strade, invadendo anche la tranquilla vita di un ex pugile che si è convertito alla falegnameria. Moderno Mastro Geppetto, l'uomo riuscirà a legare un rapporto filiare con un bullo che presto scopre di avere un cuore d'oro, realizzando il sogno di far finire la violenza, estinguere le gang e donare grande poesia all'atmosfera del quartiere. I pugni del bullo diventeranno poi quelli di un campione di boxe, completando il suo processo di redenzione.

Dreamland è una storia (romantica e di formazione) a cavallo del tempo, per raccontare un classico viaggio di emigranti che dal Sud Italia si dividono tra le due sponde dell'oceano. “Un film che nasce innanzitutto da un'accurata e partecipe analisi dei sentimenti con l'intenzione primaria di riuscire a trasmettere quei valori positivi che, a volte, solamente le immagini riescono a narrare in modo che siano comprensibili ad ogni latitudine. (parole del regista Sandro Ravagnani, nd.r.). E' la volontà di arrivare dritti al cuore con un messaggio chiaro e semplice: mai arrendersi perché la vita è un dono meraviglioso.

Di buone intenzioni è lastricato l'inferno (cinematografico), per questo motivo è stato necessario riportare sinossi e dichiarazioni del regista direttamente dal press-book consegnato durante la proiezione stampa. Difficile altrimenti riuscire a trovare le parole adatte per raccontare questo progetto cinematografico che rischia seriamente di diventare un vero (s)cult capace di insidiare a film come Alex, l'ariete la palma del più brutto film italiano mai distribuito nei cinema. Un'idea, un progetto, una passione, così Sandro Ravagnani descrive il suo film, ma appare estremamente improbabile riuscire a comprendere quali siano i motivi reali che abbiamo spinto un intero circuito di distribuzione (Uci, The Space) a concedere spazio nelle sale, anche se nel pieno dei saldi cinematografici estivi. Sandro Ravagnani, classe 1956, è al suo esordio cinematografico dopo una lunga carriera televisiva specializzata in spettacoli circensi, e l'inesperienza dei suoi cinquantacinque anni è palpabile. Dreamland fa acqua da tutte le parti, la sceneggiatura è un colabrodo, gli attori sono pronti per una recita da oratorio, il montaggio riduce il film a una continua giustapposizione di sequenze che ricordano la peggior produzione di soap opera televisiva. Il film sfocia clamorosamente nel ridicolo involontario, suscitando spesso nel pubblico risate imbarazzate nell'incapacità di giustificare un livello così poco professionale, adatto forse a un circuito di cinema amatoriale.

Quando finalmente il nostro eroe è pronto a salire sul ring, inesorabilmente partono i titoli di coda contribuendo a sollevare nel pubblico un dubbio tremendo. Mentre le luci in sala lentamente si riaccendono, i pochi rimasti sfogliano freneticamente il press-book alla ricerca della tremenda conferma. Dreamland - La terra dei sogni è solo l'inizio, Dreamland – Il giorno dopo è già stato realizzato e il terzo episodio è in fase di preproduzione. Grave però è che un prodotto del genere, nonostante le buone intenzioni, abbia ottenuto il riconoscimento del Ministero dei Beni Culturali, ulteriore conferma che qualcosa deve necessariamente cambiare nella macchina ministeriale.

Dreamland - La terra dei sogni uscirà venerdì 8 luglio
. Qui potete vedere il trailer.

Dreamland - La terra dei sogni (Italia, 2011, drammatico) regia di Segnastiano Ravagnani, con Ivano De Cristofaro, Franco Columbu, Tony Sperandeo

Voto Carlo - inqualificabile

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