Disastro The Lone Ranger: la Disney saluta Jerry Bruckheimer e ridimensiona I Pirati 5

Al quarto flop di fila, Pirati dei Caraibi escluso, è traboccato il vaso. La Disney scarica Jerry Bruckheimer

190 milioni di dollari. Tanto potrebbe perdere, e alla fine perderà, la Walt Disney per colpa di The Lone Ranger. Costato 220 milioni di dollari, marketing escluso, il filn ne ha raccolti appena 87 negli Usa, per poi diventare 175 in tutto il mondo. Una miseria. Nei giorni scorsi sia Johnny Depp che Jerry Bruckheimer hanno clamorosamente difeso la loro opera per poi dare tutta la colpa di questo palese insuccesso alla stampa, ai critici. Perché a loro dire sarebbero stati i giornalisti faziosi e prevenuti a stroncare sul nascere The Lone Ranger, 'indirizzando' il pubblico del Pianeta a disertare le sale. Una follia, nonché un clamoroso autogoal, che ha fatto sobbalzare dalle sedie più di qualche dirigente Disney. E il primo a pagare potrebbe essere proprio lui, Jerry Bruckheimer, l'ex Re Mida di Hollywood, ovvero colui che più di 10 anni fa scommise sull'idea Pirati dei Caraibi, vincendo.

Peccato che Jerry, Pirati a parte, in questi ultimi anni abbia preso un po' troppe cantonate. Nel 2009 ci fu il flop G-Force, costato 150 milioni e fermatosi a quota 293 worldwide (-10 di perdita), mentre nel 2010 arrivò la doppietta, formata da Prince of Persia (200 milioni di budget, 335 di incassi, -80 di perdite) e l'Apprendista Stregone (150 milioni di budget, 215 di incassi, - 90 di perdite). Con il disastro The Lone Ranger, Bruckheimer ha probabilmente chiuso la sua avventura con la Disney, visto il contratto in scadenza tra un anno.

Secondo quanto riportato dal sito The Wrap, infatti, l'intenzione della major è quella di scaricare il prima possibile Bruckheimer, mettendo da subito un freno a I Pirati dei Caraibi 5, inizialmente vicino ai 250 milioni di dollari di budget. Troppi, dopo il massacro Lone Ranger, tanto da voler scendere almeno fino alla soglia dei 200 milioni, provando soprattutto a mantenere un maggiore controllo produttivo sull'intera pellicola, tarpando le ali dello spendaccione Jerry.

A dirigere il tutto troveremo i norvegesi Joachim Rønning e Espen Sandberg, registi di "Kon-Tiki" alla loro prima esperienza hollywoodiana, per un franchise che teoricamente non dovrebbe rischiare l'inciampo in sala, avendo incassato addirittura 1,043,871,802 dollari con il quarto terribile capitolo di Rob Marshall. Presto tornato al musical, e a breve seguito da Jerry Bruckheimer, licenziato VIP del 2014?

Fonte: Collider

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