George Smiley è un agente segreto inglese in pensione che viene richiamato al lavoro, in pieno periodo di Guerra Fredda. “There’s a mole. Right at the top of the Circus”, gli dicono: e allora il suo ultimo compito sarà proprio quello di scovare una talpa sovietica nel Circus, il più alto grado del British Intelligence Services…
Nel 1979 la BBC produceva la miniserie tv in sette episodi Tinker, Tailor, Soldier, Spy, diretta da John Irvin. Oggi sta a Tomas Alfredson portare per la prima volta sul grande schermo il romanzo La talpa di John Le Carré da cui fu tratta la miniserie con Alec Guinness protagonista. Per fare questo, il regista svedese del bellissimo Lasciami entrare abbandona la neve e il freddo del suo paese per approdare in Inghilterra.
Approdando in Inghilterra, Anderson trova un clima ideale per continuare un discorso stilistico iniziato con il film precedente: quello dell’Europa della Guerra Fredda. Un clima glaciale, freddissimo, inquietante. Una patina grigio-azzurra si appoggia sulle perfette inquadrature di Tinker Tailor Soldier Spy, ne enfatizza la pulizia geometrica degli interni e le linee degli edifici, ricolorando un mondo che sta covando violenza ed inganni.

Smiley è quasi un fantasma, che si aggira in modo pacato dentro ad un mondo dove tutti fanno il proprio gioco. Osserva e tenta di far luce sulle mille ombre che si svelano dopo aver scoperto un nuovo indizio. Si muove attraverso vari punti di vista, racconti diretti, codici (tinker, tailor, soldier, spy non sono altro che nomi in codice per identificare i sospettati di essere la talpa). E addentrandosi in un mistero grandissimo è per forza costretto a svelare i segreti più scomodi dei suoi colleghi di sempre…
È un film complesso La Talpa, all’inizio non proprio semplice da seguire. Gli intrighi sono tanti, e spesso ci si può perdere in mezzo agli indizi e ai nomi. Ma poi con un po’ di concentrazione i nodi iniziano a sciogliersi, e si scopre il cuore del film: che è quello di un mondo triste, pieno di dolore, e in cui la smania di potere difficilmente porta a dei risultati. Alfredson indaga quindi l’anima della Guerra Fredda con uno stile gelido per lasciarne di conseguenza scoperto il cuore di tenebra: e ci riesce benissimo.

Ne esce fuori il ritratto di un’umanità tanto composta e perfetta dal punto estetico (ottimo il lavoro sui vestiti), quanto ferita e in lotta contro tutto e tutti. Ognuno fa il suo gioco, certo, ma non sembra essere cosciente di essere solo una pedina di un sistema più grande: e in cui ovviamente gli altri fanno il loro, di gioco. La Talpa conquista pienamente quando la violenza si accanisce contro le anime dei protagonisti, e quando i fantasmi di amori sofferti saltano fuori con tutta la loro carica emotiva.
A rendere La Talpa ancora più bello ci pensa un cast di prim’ordine, che lavora assieme portando a casa un risultato eccezionale, a tratti da brividi. Chi ovviamente spicca, ed era facilmente intuibile, è Gary Oldman. Freddo, impassibile, come fosse di ghiaccio, ma pronto a “sciogliersi” e ad alzare il tono di voce solo quando serve realmente. Il suo personaggio e la sua interpretazione sono una magnifica metafora del film stesso: che è un diesel complesso da decifrare, ma che inizia a scavare nelle emozioni e conquista chi è ben disposto a godersi uno spettacolo intrigante e addirittura originale per i tempi che corrono.
Voto Gabriele: 8
Voto Simona: 7.5
La Talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy - Usa 2011) di Tomas Alfredson con Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt
Dal 20 Gennaio 2012 nelle sale italiane.
- Qui potete vedere il trailer internazionale
- Il cast del film sul Red Carpet di Venezia
mco
06 set 2011 - 09:41 - #1Gary Oldman è un ottimo attore ma mi sembra eccessiva la magnificazione che viene rivolta ogni volta verso questo attore.
Ha fatto ottimi film e interpretazioni memorabili e sono il primo a riconoscerlo ma anche lui le sue porcherie le ha fatte e ne ha fatte anche parecchie.
Sfido chiunque a dirmi il contrario davanti a questi film:
Lost In Space
Sin - Peccato mortale
Cappuccetto Rosso Sangue
Dead Fish
Tiptoes
The backwoods - Prigionieri del bosco
etc………………
Non ho nulla contro di lui e lo reputo un ottimo attore ma a volte quando leggo commenti su di lui sembra che non abbia mai sbagliato un film, se Nicolas Cage fosse stato il protagonista dei film citati sopra sarebbe stato sbeffeggiato a vita
mco
06 set 2011 - 09:44 - #2Mi ero dimenticato l’orripilante “Il mai nato” (the unborb)…. vedere per credere
ApocalypseNow
06 set 2011 - 10:44 - #3#1 Che c’entrano i film che ha fatto? Lui è sempre bravo e non deve rendere conto a nessuno per i film che vuole fare secondo me. Magari la metà li fa perchè li vuole fare e l’altra metà li fa per soldi. Suppongo…
luporosso
06 set 2011 - 10:56 - #4Concordo sulla grande prova di Oldman ma a me sono piaciuti molto anche Firth e Hardy. Considerato che la regia di Alfredson è meticolosa ma inerte il film è tenuto in piedi dal cast, che gli conferisce fascino e vigore.
mco
06 set 2011 - 11:11 - #5@Apocalypse Now
non è vero che è stato bravo, in tutti i film che ho citato è affondato insieme al film e a tutto il cast e la sua prova era insufficiente. Bisogna essere obbiettivi.
Non fraintendermi cmq, non sto dicendo che non è un ottimo attore, sto dicendo che anche lui ha fatto porcherie e non è come certi stanno facendo passare ultimamente un attore che non sbaglia un colpo.
ApocalypseNow
06 set 2011 - 11:37 - #6#5 Ok, io quei film non li ho visti e mi fido di te. Ogni attore fa porcherie, Robert De Niro –> Manuale d’Amore 3 ed è solo il primo che mi viene in mente. Hai ragione comunque, avrà fatto le sue porcherie, ma come hai detto è un ottimo attore e, aggiungo, è uno dei miei preferiti per le sue capacità di trasformista a cui gli tiene testa solo Christian Bale forse.
themotorcycleboy
06 set 2011 - 12:51 - #7mco la tua polemica onestamente non ha ragione di esistere,qua si parla della prova di Oldman in questo film,e se questa è stata ottima non vedo perchè il giudizio dovrebbe essere condizionato dalle partecipazioni a film scadenti del suddetto.Il tuo discorso potrebbe valere per ogni attore,tutti,anche i più bravi,son finiti in prodotti di bassa fattura.Nicolas Cage viene sbefeggiato semplicemente perchè non ha più una dignità,e per ragrannellare un po di soldi sarebbe capace di recitare anche in un film dei Vanzina.
mco
06 set 2011 - 13:29 - #8@themotorcycleboy
io questo ultimo film non l’ho visto e pertanto come si evince dai miei commenti non ho commentato la sua prova, ho solo scritto che seppur indiscutibilmente un ottimo attore viene fatto passare (non so quante volte l’ho sentito in questi ultimi giorni a Venezia) come uno che non sbaglia niente e che ha una carriera impeccabile.
Dato che questo non è vero ci tenevo a precisarlo, non mi sembra di aver detto nessuna bestialità.
Albana
15 set 2011 - 01:57 - #9Veramente, Tinker, Tailor, Soldier è una canzone infantile (fortune telling) inglese. Hanno aggiunto Spy ed è chiaramente un “gioco” e non solo di parole. Non ho visto il film, ma ho letto il libro e visto la miniserie della BBC con Alec Guinness, magnifico!!!
Ve lo consiglio a tutti perchè è davvero bello, purtroppo non posso dire lo stesso per il seguito anche se deve essere visto per sapere la storia di Karla.
Cmq sono molto curiosa di vedere questo film.
clclaps
29 gen 2012 - 17:10 - #10Mamma mai, ne ho visti di film sconclusionati, ma come questo pochi!!!
ecco la mia recensione stroncante:
http://www.clapsbook.com/2012/01/la-talpa-tratti-fa-rimpiangere-la.html
yessir
02 apr 2012 - 22:19 - #11Film pallosissimo. Il cast sarà anche stellare ma per ruoli del genere andava bene quasi chiunque visto che i personaggi sono tutti uguali, parlano pochissimo e hanno una sola espressione facciale in tutto il film, sono piatti come figurine. Della storia non si capisce niente, perchè non viene spiegato niente, neanche il minimo indispensabile, e non perchè sia particolarmente contorta anzi, è semplicissima: c’è una talpa nei servizi segreti. E questa è anche l’impressione finale del film: c’è una talpa nei servizi segreti. Punto. Nè più nè meno. Insomma, già la storia in sè non è niente di speciale, ma proprio per questo raccontarla in un certo modo, magari insistendo di più sulla psicologia dei personaggi, avrebbe potuto fare la differenza, invece questo film più che un racconto sembra una descrizione, piatta e didascalica. Ci sono delle lungaggini inutili e irritanti e delle divagazioni che non c’entrano niente con la storia che vengono prese e poi lasciate lì. Insomma un film pessimo, probabilmente uno dei più sopravvalutati di sempre.