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Venezia 63: voti, commenti, foto e curiosità

Pubblicato: 10 set 2006 da Gabriele C.

Commenti dei lettori


Venezia 63. Personalmente, e parlo da novellino assoluto, una bella esperienza, nel bene e nel male. Ecco, perchè anche le cose “brutte” alla fine fanno capire un po’ di cosucce. 38 i film visionati. Bella vita, si dirà, la cui sola preoccupazione è alzarsi, mangiare qualcosa e andare in sala. Certo, è bella vita per un cinefilo. Ma non tutto è all’acqua di rose, figurarsi. Si pensa che il cosiddetto “pubblico” sia più avvantaggiato degli “accreditati”. Ed in effetti è assolutamente così, comprato il biglietto si ha la certezza assoluta di vedere il film: è un ottimo punto di partenza. Però fa una certa rabbia non poter assistere a certi film perchè non esistono repliche: è il caso di Bobby, ad esempio, e anche del film che ha vinto, Still Life. Ma ancora più brutta è la faccenda di INLAND EMPIRE: che senso ha fare una sola proiezione per il pubblico, quando si sa (e ditemi il contrario) che Lynch è amatissimo e il pubblico vuole vedere, se ne ha una possibilità, il suo nuovo film? Come minimo ci volevano cinque repliche. Chissà, forse è lo stesso Lynch che ha voluto solo una proiezione per il pubblico, forse per mantenere l’aura di mistero (!!??), e allora mi ritiro tutto quello che ho detto: ma non credo proprio che l’idea sia sua… Senza contare che, comunque, il pubblico per vedersi un bel po’ di film deve sborsare un sacco di palanche: sotto gli 8 euro non si scende mai, con punte di 38 euro. La media di un biglietto quindi si aggira sui 15 euro. Si è poi parlato molto di questi benedetti ritardi delle proiezioni. Facciamo un paio di esempi.

When the leeves broke di Spike Lee, Sala Grande, ore 10.00; film diviso in 4 atti. Si inizia in ritardo, e pazienza. Ma perchè, finito il secondo atto, parte improvvisamente il quarto? Pazienza, un errore, siamo umani e capita. Ma così si fa iniziare in ritardo la proiezione dopo, e via dicendo, e se ci saranno altri “errori umani” le proiezioni successive saranno tutte tutte tutte sfasate e non di poco. Altro esempio: replica (non in programmazione, ma comunque segnalata con preavviso) di Children of men, Sala Grande, ore 09.00. Ritardo di 20 minuti. Perchè? Scusa: sono in corso le pulizie. Ed invece si viene a scoprire che il proiettore non è adatto. Ma è mai possibile? Queste cose fanno saltare l’ebola sul serio, perchè gli spettatori, comunque sia, si sono fatti un programma con orari e coincidenze di vari film e se un film è in ritardo quel programma rischia di scoppiare: e se ciò succede ad una persona che ha pagato già i biglietti (perchè si possono comprare dal giorno prima), che succede? E poi ci si lamenta che il cast di The Black Dahlia è arrivato in ritardo in passerella. E anche qui le scuse che si sono tirate in ballo sono cadute sugli attori, soprattutto sulla Johansson: ma circolano voci (ambasciator non porta pena) che la colpa fosse dell’organizzazione del Festival…
Bene, e dopo questo mini-resoconto di un po’ di cosucce che non andavano al Festival, parliamo dei protagonisti, giustamente: i film. Molto cinema orientale (globalmente mi aspettavo un livello più alto, sono sincero), alcune rivelazioni, alcune belle delusioni. Come di consueto. E allora diamo i voti a queste pellicole, e cerchiamo di ricordare le scene che più ci sono rimaste in mente, che più abbiamo amato/odiato e che (ri)vedremo in sala quando sarà il momento.

In concorso

The Black Dahlia
Voto: 8, De Palma è De Palma e me lo ha riconfermato. Grande regista, sempre e comunque.
La scena: l’assassinio di uno dei protagonisti (non vi dirò chi!) per atto di una figura in nero, con cappellaccio e coltellino affilato e luccicante. Argento style!

Hollywoodland
Voto: 5
La scena: Adrien Brody che si ubriaca mentre guida (!). Poi va a prendere il figlioletto a scuola. Autodistruzione di una persona, però attraverso qualche stereotipo…

Sang sattawat
Voto: dal 4 al 5
La scena: non ricordo cosa fosse, forse un qualcosa che aspira l’aria, buh, non so… fatto sta che viene inquadrato a lungo. Molto a lungo. Aspè che vado a raccogliermi le balle che mi son cadute…

Daratt
Voto: 7
La scena: il finale. Che non vi svelerò, ovviamente. Semplice, conciso, ma non sempliciotto.

Zwartboek - Black Book
Voto: 7, e anche qualcosina in più.
La scena: una bella valanga di merda sulla protagonista… Citazione pasoliniana?

The Queen
Voto: dall’8 al 9.
La scena: la Regina che, da sola nel parco, versa qualche lacrima, nella sua solitudine, per quello che è stato, per quello che è e per quello che sarà. Incertezza regale.

Private fears in public places - Coeurs
Voto: 8 e anche di più.
La scena: dialogo metaforico seduti ad un tavolo di casa, ma la neve cade su di loro… Meravigliosa scena “fredda”, in tutti i sensi, come dice il Mereghetti.

Paprika
Voto: dal 7 all’8.
La scena: ogni volta che appare la “bambolina” (chiamiamola così)… inquietante, anche se un cartoon!

The Fountain
Voto: 6 (o 4?), perchè devo capire alla seconda visione se stroncarlo od esaltarlo. Odiatemi…
La scena: Jackman nella “bolla”, molto new age… cult o scult?

Fallen (Falling)
Voto: dal 5 al 6
La scena: quella in discoteca? Trentenni che si credono ragazzine.

Children of men
Voto: 8
La scena: il piano sequenza in macchina, ma anche quello della sparatoria verso il finale. Tensione intelligente.

Hey Yanquan - I don’t want to sleep alone
Voto: 8
La scena: il “lavoro di mano” (anzi, di doppia mano!) fatto al paraplegico.

La stella che non c’è
Voto: 8
La scena: Castellitto “perso” nell’appartamento, in un mondo nuovo, straniato e “solo”…

L’intouchable
Voto: 3
La scena: il massaggio “tipico”. Inutilità al massimo.

Ejforija
Voto: dal 5 al 6.
La scena: tutte le inquadrature dei bellissimi paesaggi. C’è da dare atto che la tecnica è notevole…

Exiled
Voto: 8
La scena: l’inizio, quella sparatoria inquietante e tesa che si rivelerà un “gioco”.

Quei loro incontri
Voto: 1
La scena: dopo minuti e minuti di attori ripresi di spalle, questi si decidono a girarsi. Come lo spettatore che si rigira sulla sedia tutto sudato guardando costantemente l’orologio.

Nue propriètè
Voto: dal 7 all’8.
La scena: cena tra mamma, i due gemelli e l’amante di lei. Freddo, teso, con punte di imbarazzo. E le relazioni andranno sempre peggio…

Nuovomondo
Voto: dall’8 al 9.
La scena: il distacco della nave dal molo. Il distacco dal vecchio e dal nuovo mondo. Addio alle proprie origini e tradizioni. E tutto silenziosamente.

Mushishi
Voto: 5
La scena: la stanza della bambina piena zeppa di questi “Mushi”…

Fuori concorso e Mezzanotte

Quelques jours en Septembre
Voto: 6
La scena: il discorso sugli Americani, cult!

Jakpae (The city of violence)
Voto: 8, checchè se ne dica in giro!
La scena: il finale, che è da vera e pura tragedia. Sangue e tristezza.

World Trade Center
Voto: 1
La scena: Gesù con la bottiglia d’acqua. Per ben due volte. Non dico altro.

Yeyan - The Banquet
Voto: dal 6 al 7.
La scena: il “combattimento” (ma alla fine non lo è) tra i due protagonisti; se è vero che in questi film le lotte sembrano delle danze, questo è un bellissimo e delicato balletto.

Gedo senki (Tales from Earthsea)
Voto: 5
La scena: il protagonista che, per difendere una ragazzina, cambia completamente sguardo e comportamento e in quattro e quattr’otto sconfigge tutti.

Sakebi - Retribution
Voto: 6
La scena: difficile da raccontare, ma ad un certo punto il fantasma di una donna si butta contro un tipo che finisce dentro ad una ciotola piena d’acqua (!).

Devil wears Prada
Voto: 7
La scena: l’ingresso in scena del “diavolo”… Meryl Streep da Oscar!

Orizzonti

The U.S. vs. John Lennon
Voto: 7
La scena: una fotografia, e poi alcuni colpi di pistola. E i colori che diventano sempre più scuri, fino a far diventare tutto nero…

Infamous
Voto: dal 7 all’8.
La scena: il bacio tra Jones e Craig. Lì dove Capote non osava arrivare.

When the leeves broke
Voto: 8 e oltre
La scena: tutte le volte che gli intervistati sparano a zero su Bush, con la rabbia e la tristezza di chi sa che l’America continua a sbagliare.

The hottest state
Voto: 6
La scena: lei porta lui da mammà per la prima volta, a pranzo… imbarazzo assicurato!

Suely in the sky
Voto: 7
La scena: il finale, dove molti pensavano che su quel motorino ci sarebbero state due persone…

Non prendere impegni stasera
Voto: 3
La scena: quella ridicola e furba in cui Tirabassi, dopo aver scelto di lottare contro il cancro ma dopo aver pensato di non intraprendere la cura, si getta in acqua per salvare uno che vuole suicidarsi…

Tachiguishi Retsuden (The Amazing Lives of the Fast Food Grifters)
Voto: 6
La scena: “100 hamburger!!”. E non aggiungo altro!

Mabei shang de fating
Voto: 7
La scena: il monologo sui villaggi “Gallo”… risate garantite.

Svobodnoe plavanie
Voto: 5
La scena: dovendone scegliere una (nessuna spicca per bellezza o bruttezza rare)… mah, quella dell’anziana cicciona che si mangia l’uovo?

Koorogi (Crickets)
Voto: 6
La scena: nella caverna si parla di “criptocristiani” (e tutti a mordicchiarsi le dita: ehhh??).

Storia segreta del cinema russo

Cirk
Voto: 9 (cinematograficamente parlando!)
La scena: giusto per ricordare che il film è del ‘36 e per sottolineare quanto Stalin avesse il predominio totale, il finale in cui tutti scendono in piazza a festeggiare con bandiere dell’URSS e con il faccione di Stalin.

E ora un po’ di fotine dalla prima passerella: un po’ sfuocate e un bel po’ “amateur”, ma almeno l’atmosfera da Festival (traducete: caos!) rende!

La madrina Isabella Ferrari.

La bellissima Stefania Rocca.

Gil Rossellini; s’intravedono Muller e la Rocca.

La giuria!


La presidentessa Catherine Deneuve.

Aaron Eckhart.

Il faccione di Eckhart, impegnato a firmare autografi!

Il bellissimo Josh Hartnett… in versione “The Ring”!

Il cast di The Black Dahlia (ed uno strano figuro davanti alla mia macchina digitale…).

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Luca

    10 set 2006 - 22:28 - #1
    0 punti
    Up Down

    Circa Lynch credo anch’io sia ” “merito” di qualcos’altro. Mi fa piacere che trovi the fountain sia sufficiente…bel resoconto davvero..

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    10 set 2006 - 23:59 - #2
    0 punti
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    “The Fountain” lo devo rivedere assolutamente, così posso capire di più il finale (che penso tuttavia di aver intuito…). E credo che con una seconda visione potrò dargli un bel voto o un voto negativo. Per ora un 6… e pensare che per tre quarti gridavo quasi al capolavoro… bisogna stare attenti! Comunque grazie del complimento ;)

  • Profilo di Natalie

    Natalie

    11 set 2006 - 00:35 - #3
    0 punti
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    ma chi sei?? paparazzo!

    ottimo lavoro, gabri. Davvero

    Però ribadisco…Fallen è proprio brutto. Ma le foto tra 1 atto e l’altro? Bah…

  • Luca

    11 set 2006 - 16:08 - #4
    0 punti
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    @ Gabriele
    non c’e’ di che. Molti critici li trovo pomposi e non hanno piu’ entusiasmo come il tuo/vostro.. IMHO certo.

  • cineblog

    10 ott 2006 - 19:51 - #5
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • Bob

    02 nov 2006 - 02:55 - #6
    0 punti
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  • Paul

    02 nov 2006 - 02:55 - #7
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  • Paul

    02 nov 2006 - 09:56 - #8
    0 punti
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  • 0 punti
    Up Down

    […] Ma sì, diamo i numeri! Ovvero, vado a dare i voti ai film. Non l’ho fatto durante i miei post quotidiani, e ora dedico questo post finale a tutte le considerazioni finali riguardo Venezia 64, come feci l’anno scorso. Allora, c’erano 23 film in concorso a dare una visione multietnica e dalle mille sfaccettature del mondo. Si viaggia dall’America e dall’Inghilterra (si sono visti molti film anglofoni, a volte con risultati sorprendenti) al “far east” della Cina e del Giappone, dalla Russia all’Egitto, dall’Italia alla Spagna. Venezia 64 è anche l’anno di quei registi navigati che hanno saputo tirare fuori le unghie e colpire i loro detrattori che ultimamente li avevano criticati non poco (De Palma, Greenaway, Mikhalkov, Loach): non dubito che ci saranno ancora critiche per loro e per questi nuovi film, ma hanno avuto il coraggio di tornare al passato, o riniziare da zero, o evolversi, e a loro modo hanno sorpreso. […]

  • uzimkalora

    13 giu 2008 - 13:57 - #10
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