
Hey Yanquan
di Tsai Ming-liang; con Lee Kang-sheng, Chen Shiang-chyi, Norman Atun.
Un uomo picchiato a sangue, un giovane che lo raccoglie dalla strada e lo porta a casa sua per prendersene cura, una cameriera che si prende cura di un paraplegico. E un vecchio materasso. I protagonisti del nuovo bellissimo film di Tsai Ming-Liang sono ancora anime solitarie in cerca di qualcosa, o meglio di qualcuno, e il materasso sarà proprio il punto di unione e la loro realizzazione. I don’t want to sleep alone, non voglio dormire solo. Voglio il tuo corpo. Ancora il corpo, ancora attrazione sessuale intensa che deve essere appagata. Non siamo più a Taipei ma a Kuala Lumpur, ma i personaggi sono parenti stretti dei protagonisti di altri film di Tsai, come quelli di Che ora è laggiù?. Che ritornarono nel bellissimo Il gusto dell’anguria, dove l’ossessione per il corpo diventava ancora più esplicita. E in quest’ultimo film c’era una grande siccità che costringeva le persone a bere solo succo d’anguria: in Hey Yanquan ad un certo punto c’è del fumo assolutamente irrespirabile, che costringe i cittadini ad indossare delle mascherine.
Ma la voglia di amore e di carne cerca di superare anche questo, come si vede verso il finale nella scena tra il protagonista e la cameriera che vorrebbero fare l’amore ma sono abbastanza ostacolati dall’aria che respirano. Tsai si riconferma grande regista, che usa le inquadrature -sempre fisse- per sorprenderci con la bellezza delle ambientazioni, con l’originalità dei particolari (si veda il gioco di specchi in casa della cameriera) e la bellezza della fotografia. Come sempre i dialoghi sono ridotti all’osso e l’azione è scarsa: ma chi conosce Tsai sa cosa va a vedere e sa che la firma dell’autore la trova in momenti poetici, che siano lenti o spiazzanti (vedere la scena in cui al paraplegico viene fatto un doppio “lavoretto di mano”). Lee Kang-Sheng, onnipresente attore feticcio, è qui in un doppio ruolo: il protagonista, quello picchiato a sangue all’inizio, e il paraplegico. Il finale è pura poesia.
Voto Gabriele: 8
Due rassegne per tutti allo Stensen di Firenze
08 feb 2007 - 18:47 - #1[…] Ci scrive Michele per segnalarci due rassegne cinematografiche che si tengono al cinema Stensen della sua amata Firenze. La parola a lui! Il 2007 inizia alla grande a Firenze dove STENSEN CINEMA dà il via alla stagione 2007 con un nuovo website, nuovo BLOG ed una programmazione di qualità e coraggiosa nella centralissima sala cinematografica. In un panorama, quello fiorentino, in cui la distribuzione di cinema “intelligente” (chiamarlo d’essai è oggigiorno riduttivo) sta scomparendo e le sale chiudono un po’ dappertutto per lasciar spazio a megacineplex, lo STENSEN presenta due rassegne che accompagneranno questa prima trance del nuovo anno: CINEMA.DOC e CINEMA.KIDS PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ La prima si propone di rivisitare e rispolverare il vecchio e (ahimè) quasi scomparso cineforum come luogo di incontro tra cinema nuovo, giovane (e il più delle volte trascurato) ed un pubblico curioso e anestetizzato da grandi blockbuster e remake senza fantasia. La selezione ad opera del giovane staff dello STENSEN CINEMA è emblema del cinema di qualità: si va da grandi classici riproposti dopo una titanica opera di restauro come Cabiria, ad un folto gruppo di prime (e ahimé uniche per Firenze) visioni italiane e non: L’udienza è aperta di Vincenzo Marra, a Vital di Tzukamoto, l’acclamato all’ultima mostra di Venezia I don’t want to sleep alone di Tsai Ming Liang, il controverso We feed the world… solo per citarne alcuni. Una parte del programma poi è espressamente dedicata a far conoscere il nuovo cinema italiano (con sottotitoli in inglese) ai numerosi stranieri che vivono e abitano a Firenze. […]
cineblog
04 mag 2007 - 15:13 - #2[…] […]