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Mostra del cinema di Venezia: prime novità dell'era Barbera con Biennale College, Light Market e snellimento della selezione

Pubblicato: 03 feb 2012 da Gabriele C.

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Mostra del cinema di Venezia: prime novità dell'era Barbera con Biennale College, Light Market e snellimento della selezione

A volte è bello vedere qualcosa di “veloce” in un paese in cui tutto è lento. Per carità, è ancora praticamente sulla carta, ma l’”era Barbera” non poteva iniziare meglio. Nominato direttore artistico solo un mese fa, Alberto Barbera (nella foto assieme a Baratta) aveva subito fatto una serie di promesse: snellire la Mostra, renderla più pratica e godibile, aprire il mercato, farla “vivere” tutto l’anno. Oggi queste cose sono state messe nero su bianco: parte quindi ufficialmente il “restyling” del festival, che si potrà notare dall’edizione n. 69, al Lido dal 29 agosto al 8 settembre 2012.

  • Punto primo: nome in codice, Biennale College – Cinema. Di cosa si tratta? Di un laboratorio destinato a giovani registi provenienti da tutto il mondo. Inserito all’interno di un contesto più vasto (ovviamente quello di tutta la Biennale), il lab del settore cinema prevede la realizzazione di 3 opere audiovisive low budget, di cui verrà garantita la visibilità anche grazie ad Internet. Ovvero: benvenuti, finalmente, nel nuovo mondo.
  • Punto secondo: Light Market. Venezia aveva fino all’anno scorso l’Industry Office, certo, ma non si trattava di un vero e proprio mercato. Barbera vuole colmare questo “vuoto” costruendo un Mercato vero e proprio, all’inizio “leggero”, poi man mano sempre più strutturato in un programma quadriennale, per rispondere alle esigenze e alle attese di produttori, distributori, compratori, venditori, agenti e agenzie di promozione cinematografica. Gli spazi conterranno una triplice struttura: la Videoteca, il Businness Center e l’Industry Club. Ovvero: uno dei più prestigiosi festival al mondo si rimette in gioco.
  • Continua dopo il salto.

  • Punto terzo: le strutture. Il programma prevede la riqualificazione urbana dell’area della Mostra al Lido, con la realizzazione di una struttura nuova, ridotta e funzionale, e la prosecuzione della riqualificazione degli spazi che ricomprenda il progetto proposto dalla Biennale e approvato nella Conferenza dei servizi del 22 luglio 2011. Intanto, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi continua a puntare sul Palazzo del cinema. Ovvero: questo continua ad essere il punto debole della Mostra, per forza di cose.
  • Punto quarto: snellire il programma. Da tempo i festival - ed è una regola che vale in tutti i festival maggiori, ma non solo - applicano una regola comune: più titoli si ha in programma, meglio è. A Venezia la sensazione è che questo provocasse un disinteresse nei confronti del pubblico. Quindi accogliamo con gioia sia la riduzione dei titoli in concorso (per un massimo di 20 titoli in prima mondiale) e fuori concorso (massimo 11), che la soppressione di Controcampo Italiano, per molti una sezione (ri)creata apposta per far danno a Roma. Quindi: solo concorso, fuori concorso e Orizzonti. Peccato non aver eliminato la sezione Mezzanotte (anch’essa snellita, con un massimo di 3 titoli, già compresi nel Fuori concorso): speriamo almeno ci siano titoli “di peso”, altrimenti al solito non li guarderà nessuno. Ovvero: comunque la si pensi, ci saranno più repliche, e direi che va bene a tutti.
  • Punto quinto: questione premi. Quelli ufficiali restano più o meno gli stessi, ma cambiano un paio di nomi: eliminate le Oselle, ora “solo” Premio per la migliore sceneggiatura e Premio per il migliore contributo tecnico. L’ex-aequeo non sarà possibile, se non nei casi delle Coppe Volpi e del Premio Mastroianni per un attore o attrice emergente. Cambiati nuovamente i premi di Orizzonti, che passano da 4 a 3: Premio Orizzonti per il miglior film, Premio Speciale della Giuria Orizzonti e Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio. I Leoni d’Oro alla carriera potranno essere due. Ovvero: dettagli.
  • Punto sesto: la squadra di lavoro. Barbera ha messo a puntino un team di consulenti ed esperti vincente (sempre sulla carta, s’intende). Troviamo: Oscar Iarussi, ex Presidente dell’Apulia Film Commission, Marina Sanna, caporedattrice della Rivista del Cinematografo, Giulia d’Agnolo Vallan, già corrispondente per la selezione dei film americani e canadesi (e probabile “artefice” dell’inserimento di Survival of the Dead in concorso nel 2009, ci disse Romero), e i noti critici Bruno Fornara, Mauro Gervasini ed Emiliano Morreale. Ovvero: una squadra capace di selezionare il meglio che passa il convento. Chi scrive è particolarmente felice di trovare il nome di Gervasini, tra le penne più sapienti del panorama critico contemporaneo.
  • Foto: TM News

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    14 commenti

    Commenti dei lettori

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    • il-riccio

      03 feb 2012 - 12:19 - #1
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      Quando ho letto la notizia ieri, anch’io sono rimasto molto felice. Quello che mi aggrada di più è l’eliminazione di Controcampo Italiano e lo snellimento in generale. Ora aspettiamo per le prossime notizie.

    • Profilo di orpheus

      orpheus

      03 feb 2012 - 12:20 - #2
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      Snellire il programma è un ottima cosa, sopratutto se decidono di tagliare sugli italiani magari. E l’aumento di repliche ci sta decisamente.

    • Frank Costello

      03 feb 2012 - 14:40 - #3
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      Il gruppo di selezionatori è inadeguato, IMHO, a cominciare da Marina Sanna (che non credo meriti una tale qualifica), e ‘vecchio’ (Muller aveva puntato ad un ringiovanimento della squadra dei collaboratori della Mostra, cosa che si rispecchiava nelle scelte del programma, Barbera invece ha preferito chiamare alcuni criticoni vecchio stampo), per non parlare dei corrispondenti (ad esempio Elena Pollacchi, ovvero la responsabile dell’area asiatica, ovvero quella che fino a qualche mese fa ha portato al Festival di Roma i peggiori film asiatici del circuito festivaliero), corrispondenti peraltro molto limitati (non c’è un resposabile per il cinema africano e neanche uno per quello giapponese…). Bah. Altra cosa negativa: la normalizzazione di Orizzonti, il fiore all’occhiello dell’era Muller. Barbera sembra molto vago in proposito: che fine farà l’Orizzonti Club? Cose positive: la scomparsa di controcampo. Un’incognita il mercato leggero e il laboratorio (davvero servono queste cose alla Mostra?). Inizio a preoccuparmi…

    • Profilo di luporosso

      luporosso

      03 feb 2012 - 15:29 - #4
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      La novità più interessante (anche se ancora oscura) secondo me è il College. Tra l’altro apprezzo molto la collaborazione con YOUTUBE e Ridley Scott per la prima edizione del concorso Your Film Festival che nella stessa ottica del College apre la Mostra alla rete, offrendo una ghiotta opportunità a chiunque voglia provarci di entrare nel mondo del cinema. Mi convince molto meno il Light Market invece: che senso ha? E non mi convince nemmeno lo snellimento del programma. Un tratto distintivo dell’era Muller è stato il crossover di generi. Barbera mi pare di intuire che voglia tornare a un’impostazione più accademica. Se Controcampo Italiano nessuno lo rimpiangerà, la riduzione dei film in concorso e fuori concorso sì. Non sta scritto da nessuna parte che ogni singolo spettatore debba essere in grado di vedere TUTTO quello che passa alla Mostra. Sta al singolo spettatore scegliere cosa vedere e cosa no, e dal mio punto di vista più ampia è la scelta meglio è. Crearsi un proprio percorso visivo fa parte dell’esperienza di un festival. Costringere tutti e vedere gli stessi film lo riterrei un impoverimento, spero non accada anche se i segnali non sono incoraggianti. Quanto ai selezionatori, mi fido ad occhi chiusi solo di Giulia D’Agnolo Vallan, gli altri li giudicherò a cartellone ultimato.

    • Profilo di gabriele-c

      gabriele-c

      03 feb 2012 - 16:32 - #5
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      Facciamo assieme un po’ di ordine. Iniziamo da Venezia 66: c’erano 25 film in concorso e 16 film fuori concorso (più i 2 Toy Story in 3D). Venezia 67: 23 film in concorso, 32 film fuori concorso (ma compresi di corti, documentari, riproposizioni, medi, ecc.). Venezia 68: 23 in concorso, 31 in concorso (idem come prima).
      Per quel che riguarda il concorso, quindi, la differenza quasi non sussiste: a parte il record del 2009, la differenza è di 3 titoli. Chissà se poi i film italiani torneranno ad essere tre e non quattro… Per quel che riguarda il fuori concorso, qui c’è la differenza più grande (rispetto al 2010-11, ma non con il 2009!): i titoli saranno solo 11, ma saranno lunghi in prima mondiale. Orizzonti non ha limiti di numero di titoli, e all’interno c’è una sezione competitiva di corti. Giornate degli autori e Settimana della critica ovviamente non si toccano (e continuano ad essere 12 + 8).
      Biennale College è pensato per sfruttare strutture che si usano una sola volta l’anno: aka, sfruttare cose che esistono, sono lì e sono utili. Ben venga. Il mercato non è necessario? Forse: ma vediamo in 4 anni cosa Barbera riuscirà a fare.
      Infine: che non ci si fidi di alcuni nomi dei consulenti mi pare “strano”. Ad esempio, Fornara e Morreale erano fino all’anno scorso tra i selezionatori di Torino, e dei gusti di Gervasini bisogna fidarsi ad occhi chiusi, ad esempio per i film horror e gli orientali: ma vi pare che non saranno presi in considerazione film giapponesi? Per quel che riguarda l’Africa, a parte qualche caso, non è che ne avessi visti così tanti nelle scorse mostre purtroppo.
      Infine: ordine e selezione sono necessari. Voi continuate a pensare da “blu” e da “rossi”, e non ve ne frega una cippa di “verdi” e persino di “arancioni”.

    • Giulio Roma

      03 feb 2012 - 17:27 - #6
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      Anche a me la nomina di Elena Pollacchi non convinceva molto, come dice giustamente Costello a Roma in questi anni si sono visti i peggiori film asiatici in circolazione…eppure dando un’occhiata in giro su internet ho scoperto che la signora ha curato il volume sul cinema segreto cinese insieme a Muller, quindi stiamo parlando di una esperta del settore. Forse le responsabilità sulla scarsezza delle selezioni asiatiche a Roma va attribuita più alla Detassis che non alla Pollacchi. Il gruppo di selezionatori mi piace: Gervasini, Pezzotta e Fornara sono persone su cui si può contare ad occhi chiusi così come i (confermati) Bertolin e D’Agnolo Vallan come corrispondenti esteri. Mi dispiace molto per il parziale ridimensionamento di Orizzonti che sarà orfano dei mediometraggi. Per il resto ho fiducia in Barbera: nei suoi tre anni a Venezia fece benissimo e non dimentichiamoci che solo nel duemila lanciò in concorso gli sconosciuti Jia Zhang ke (Platform), Kim Ki Duk (L’isola) e Joao Pedro Rodrigues (O Fantasma). Se vi andate a rivedere le selezioni di quegl’anni le troverete probabilmente più povere rispetto a quelle mulleriane eppure d’altra parte si scorge una più forte vocazione per il nuovo, il rischio e lo sperimentale..Staremo a vedere..

    • Profilo di luporosso

      luporosso

      03 feb 2012 - 17:36 - #7
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      Il requisito della prima visione mondiale è obbligatorio solo per i titoli in concorso. Per quelli fuori concorso sono concesse deroghe, quindi non si può dire quanti saranno effettivamente in prima mondiale. Inoltre il regolamento dice “massimo 20 film in concorso” e “massimo 11 film fuori concorso”. Tralasciando l’assoluta arbitrarietà di queste soglie cosa significa? Che i titoli potrebbero essere addirittura meno! Io non capisco questa necessità del numero chiuso. Se in un’annata particolarmente proficua ci fosse la possibilità di portare al Lido 22 o 23 o 24 film degni del concorso, si dovrebbe sforbiciare perché il limite è 20? Che senso ha? E non capisco cosa ci guadagnerebbero i verdi da un impoverimento del programma. A meno che il discorso non sia quello del mal comune mezzo gaudio. Ossia “Siccome rossi e blu vedono troppo e noi poco, che vedano poco anche loro, per ripicca!”. Io sono stato verde per anni e non ho mai auspicato uno snellimento del programma perché tutti vedessero meno. Il problema dell’accesso alle sale dei verdi si risolve aumentando o ristrutturando le sale, non riducendo i titoli!

    • Profilo di gabriele-c

      gabriele-c

      03 feb 2012 - 17:46 - #8
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      Eh certo, si è proprio visto come è facile aumentare o ristrutturare le sale a Venezia… Poi ti pare che se hanno un paio di titoli “forti” all’ultimo minuto non li mettono in concorso, e soprattutto che non useranno tutti i 20 titoli? Le deroghe del fuori concorso, come sempre!, si riferiscono solo a quei film usciti soltanto in patria (successe ad esempio nel 2008, in concorso, con Ponyo).
      Se Roma aveva i peggiori asiatici è perché doveva pescare dopo Cannes e dopo Venezia… e con Torino che gli ha sempre tolto il resto :) [i selezionatori di Torino son forti in campo asiatico]

    • il-riccio

      03 feb 2012 - 18:05 - #9
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      Io sono un cinepatico e divoro tutto e mi innervosisco parecchio quando non riesco a vedere tutto ciò che mi interessa e alla Mostra di Venezia tutte queste distinzioni di colori mi danno fastidio. Dovrebbero permettere a tutti di vedersi gli stessi film o di comprarsi il biglietto.
      Riguardo i selezionatori a me piacciono.

    • Profilo di luporosso

      luporosso

      03 feb 2012 - 18:40 - #10
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      Senti Gabriele ridurre i titoli è una scelta popolare ma non cinefila. Nel senso che privilegia quelli che al Lido vanno per il mare, le feste, le passerelle, i cocktail, quelli che al massimo in una giornata “hanno il tempo” per due film e poi si lamentano di averne persi molti. Chi alla Mostra non va per fare salotto di film al giorno ne vede cinque o sei e non ha alcun bisogno di tre o quattro repliche dello stesso film. Io dato che l’accredito industry non me lo regalano ma lo pago (tendenzialmente ogni anno di più) se nell’ambito della Mostra non potrò continuare a vedere almeno cinque film al giorno mi risparmierò il piacere di andare a Venezia. Trovo davvero paradossale che qualcuno vada a un festival cinematografico e si lamenti che ci sono “troppi film”! Ma avete presente Toronto?? Pensateci e troverete ridicolo il limite del 20+11 imposto da Barbera.

    • Profilo di gabriele-c

      gabriele-c

      03 feb 2012 - 21:36 - #11
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      Ma come, non si diceva qualche tempo fa che Toronto e Venezia sono due cose “diverse”? Credimi luporosso: ho amici verdi che non sanno cosa sia il mare del Lido, non sanno cosa siano le feste, si alzano con me prestissimo al mattino e vanno a dormire con me tardissimo e fanno i salti mortali per vedere tutti i film in concorso. Non. E’. Normale. Non. Lo. E’. E lo ripeto da una vita. E pagano anche loro. Ma poi, sei mai stato a Torino? Per carità, anche lì la selezione è bulimica, ma è sistemata meglio. Merito di una quantità di sale diversa, certo…
      Fosse per me, ma metteteci 240 film, fatemi scegliere! Ma è ovvio. Certo: ma fatemi scegliere, non scegliete voi per me se devo saltare un film (cito di nuovo il caso Sal-Inni dell’anno scorso).

    • Profilo di luporosso

      luporosso

      04 feb 2012 - 03:12 - #12
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      Mah, io SAL l’anno scorso l’ho visto in Sala Grande a mezzanotte senza problemi. INNI non l’ho “perso”, ho preferito vedere altro. È questo che intendo con “scegliere”. Ho perso il film sorpresa cinese, quello sì, per problemi organizzativi indipendenti dalla mia volontà (anche se l’ho recuperato l’ultimo giorno grazie alla proiezione extra riservata ai film premiati). Di alcune scelte poi ci si pente ma l’importante è poterle fare. Non ho mai avuto l’impressione che a Venezia ci fosse troppo da vedere, e comunque non sarebbe molto peggio arrivare al Lido e accorgersi che i film sono pochi, che il programma è povero? Certo che la Mostra di Venezia è diversa dalla fiera di Toronto ma non ambire a quella potenza di fuoco non significa soffocarsi da sola con vincoli assurdi. È proprio la logica di ridurre i titoli invece di aumentare le sale che trovo senza sbocco. P.S. Non sono mai stato al festival di Torino, cercherò di rimediare in futuro.

    • Frank Costello

      05 feb 2012 - 13:31 - #13
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      Per Giulio: Purtroppo Pezzotta (che stimo molto) non è stato confermato. Al suo posto ci sarà Marina Sanna. Sic!

    • saralina82

      11 feb 2012 - 16:52 - #14
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      Essere un abbonato Sky conviene sempre:quest’anno basta registrarsi qui http://www.sky.it/area-clienti/solo-per-te.html per andare al cinema gratis a S.Valentino.