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Battleship: Recensione in Anteprima

Fatto tombola con i Transformers e ambo con il primo G.I. Joe, in casa Hasbro hanno puntato al jackpot con la trasposizione meno credibile della storia del cinema. Ovvero Battleship, qui da noi recensito

pubblicato 13 Aprile 2012 aggiornato 1 Agosto 2020 02:33

Fatto tombola con i Transformers e ambo con il primo G.I. Joe, in casa Hasbro hanno puntato al jackpot con la trasposizione meno credibile della storia del cinema. Perché nessuno, quando 2 anni e mezzo fa si diffuse la notizia, avrebbe mai puntato un euro sull’arrivo al cinema di Battaglia Navale. Ma ad Hollywood tutto è possibile, soprattutto se il saccheggio coatto nei confronti dei classici del cinema catastrofico è all’ordine del giorno. Peter Berg e i due fidi sceneggiatori, Erich Hoeber e Jon Hoeber, hanno infatti preso a piene mani da vari titoli visti in sala nell’ultimo ventennio. Dai Trasformers a Deep Impact, passando per Independence Day, Space Cowboys, Armageddon e i Power Rangers, shakerando il tutto con 200 milioni di dollari, in modo da rendere credibile una guerra mondiale contro gli invasori alieni su un trittico di navi militari.

Tralasciando gli aspetti più assurdi, che andremo a decifrare nel corso della recensione, Battleship affonda dinanzi all’ovvio e doveroso confronto con la sceneggiatura, riuscendo comunque a divertire. Perché a differenza del cinema testosteronico e mastodontico di Michael Bay, Berg ha saputo giocare con l’eccesso, prendendo tutto straordinariamente poco sul serio. Fortunatamente in 2D, e quindi senza odiosi occhialetti ad incorniciare i 130 minuti di durata, la pellicola della Universal si presenta quasi con orgoglio agli appassionati del genere kolossal/fantascientifico, pigiando con forza sull’acceleratore del tipico ‘celodurismo’ hollywoodiano.

Battleship: Recensione in Anteprima

Terra chiama alieni. E fu così che gli alieni risposero. Pronti, via, e Peter Berg si perde da subito in un complicato ed inutile spiegone pseudo scientifico per giustificare l’incipit del suo kolossal da 200 milioni di dollari. Tratto da un gioco da tavolo, Battleship non è altro che la sua trasposizione cinematografica in salsa blockbuster. Sotto tutti i punti di vista. Perché l’ovvia intenzione di Universal ed Hasbro era proprio questa. Dar vita ad un ‘gioco’ fatto film, in grado di divertire con semplice ed estrema spensieratezza lo spettatore in sala. Se non fosse che al divertimento becero bisognerebbe sempre e comunque affiancare script sensati, per non dire decenti, nel portare avanti anche la storia più assurda. E questo, purtroppo, con Battleship non avviene. Troppe risposte rimangono taciute, in considerazione di un più che probabile sequel, seminando tanto, troppo, per poi evitare spiegazioni più che lecite.

POSSIBILI SPOILER

Chi sono questi alieni? Cosa vogliono da noi? Perché risparmiano gli umani, per distruggere solo e soltanto strutture solide? Cosa è successo al loro Pianeta? Perché attaccano solo se vengono attaccati? Come fanno ad evitare i nostri radar? E cosa vogliono comunicare al loro mondo? Quesiti mai soddisfatti, ai quali se ne aggiungono tanti, troppi altri, in previsione di un capitolo due chiamato a soddisfare i tanti dubbi qui alimentati. D’altronde bastano esplosioni a profusione, grandinate di missili, effetti speciali roboanti, effetti sonori strazianti e agghiaccianti scazzottate tra razze per cancellare dubbi e tappare falle, tutt’altro che fastidiose dinanzi ad un film così esplicitamente ‘cazzarone’, ma comunque presenti. E per questo limitanti.

Abbandonato lo stile registico auto-citazionista e adrenalinico di Michael Bay, Berg abbatte il montaggio nauseante del celebre collega, tenendo fermo il timone della regia, spettacolare ed avvolgente per buona parte dell’action. A bombardare le basi dello script un’eccessiva e a tratti fastidiosa celebrazione della Marina militare americana, in grado di salvare il mondo e battere una razza superiore grazie ad un’unica nave e a delle banali boe di segnalazione. Limiti strutturali per un film che diverte, per quanto assurdo, implorando così lo spettatore di staccare la spina del cervello per poco più di due ore. Stereotipati, e anche in questo caso con immancabili alti e bassi, i personaggi principali. Chi supera a pieni voti la prova è Taylor Kitsch, John Carter poche settimane fa e in questo caso belloccio scavezzacollo, totalmente incapace di far fronte alle regole base per convivere con il resto dell’umanità, ed ovviamente rimesso in sesto sulla via della distruzione esistenziale dalla pedagogica Marina a stelle e strisce. Al suo fianco si alternano co-protagonisti riusciti e non. Tra i primi troviamo il tenente Mick Canales (ovvero il Colonnello degli Us Navy Gregory Gadson), reduce di guerra senza gambe, piombato dal reale Iraq alla finzione del set, e un Liam Neeson purtroppo frenato da una barriera aliena, e per questo fatto fuori per 3/4 di film. Se l’esordio di Rihanna si può definire senza infamia e senza lode, a causa di una donna in divisa tratteggiata con il martello, resiste pochi minuti Alexander Skarsgård, mentre diverte Hamish Linklater, nell’immancabile ruolo del nerd dalla battuta involontariamente facile. A chiudere il cerchio troviamo poi lei, la bella figheira di turno, ovvero Brooklyn Decker, chiamata a non far dimenticare la Megan Fox di Transformers. Con quale esiti? Accettabili, ma tutt’altro che esaltanti.

Patriottico ma non troppo, con veterani e feriti di guerra chiamati alla battaglia, spettacolare con eccesso, fantascientifico senza logica e guerrafondaio con gusto, Battleship oscilla continuamente tra pregi e difetti. Evidenti in entrambi i casi, tanto da scontrarsi in una sfida che non conosce ne’ vinti ne’ vincitori. Perché da una Battaglia Navale non ci si poteva aspettare altro, se non una griglia maledettamente schematica, in grado di galleggiare in un Oceano di effetti speciali. Già visti, ma non per questo meno coinvolgenti.

P.S. non perdetevi la fine dei titoli di coda.
Voto di Federico: (B)5 (affondato)
Voto di Carlo: 5

Battleship (Usa, azione, 2012) di Peter Berg; con Taylor Kitsch, Alexander Skarsgård, Tadanobu Asano, Rihanna, Hamish Linklater, Brooklyn Decker, Lil Mirkk, Fileena Bahris, Liam Neeson, Josh Pence, Jesse Plemons, Griff Furst, Stephen Bishop – uscita venerdì 13 aprilequi il trailer italiano