Cominciamo oggi la rubrica Il dizionario di Cineblog. Dedichiamo questa apertura al termine Piano sequenza visto che è saltato fuori nella discussione sul film Vittime di Guerra.
Ricordo ancora che quando studiavo cinema all’università il docente per spiegarci il termine ci fece vedere l’incipit di un film: L’infernale Quinlan di Orson Welles. Vediamo di cosa si tratta: con il piano sequenza la macchina da presa non stacca mai, l’inquadratura così risulta molto lunga ed è ininterrotta. Naturalmente visto l’assenza di stacchi il montaggio non esiste.
Se state pensando a Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock vi devo sottolineare un fatto: il film non è realizzato con un intero piano sequenza, come sembra, ma con 8 piani sequenza legati fra loro e gli stacchi mimetizzati in modo magistrale perché la macchina da presa si ferma per un brevissimo istante su un’inquadratura nera (una giacca, un mobile…). Vi state chiedendo: perché tutto questo casino? Perché la pellicola era troppo corta e in qualche modo i pezzi si dovevano ‘attaccare’. Gli stacchi, comunque, non si notano e il film sembra davvero un intero piano sequenza. Geniale.
Un altro grande maestro dei piani sequenza è Brian De Palma, fateci caso la prossima volta che vedete un suo film (personalmente adoro quello iniziale e lunghissimo de L’omicidio in diretta). Meravigliosi poi i piani sequenza in I figli degli uomini di Alfonso Cuaron. L’avete visto?
Su continua l’incipit de L’infernale Quinlan (Touch of Evil). Fate caso a quando stacca la macchina da presa. Buon divertimento!
El Cubanito
28 lug 2007 - 06:03 - #1Anche nel film IL FALO’ DELLE VANITA’ (di brian de palma) c’è un lungo piano sequenza iniziale con un bruce willis mezzo ubriaco (se non ricordo male!)
Buro
28 lug 2007 - 10:23 - #2me gusta sta nuova rubrica!
Gianf
28 lug 2007 - 10:36 - #3Splendida rubrica
Agapornis
28 lug 2007 - 11:19 - #4solo non si vede più “l’arca russa”…
paolino
28 lug 2007 - 12:10 - #5Beh gli stacchi di NODO ALLA GOLA sono visibili anche da un bambino di tre anni, è logico, non c’era ancora la tecnica di oggi. Cmq grande prova di maestria.
Marsupliami
28 lug 2007 - 12:17 - #6Pure io all’università ho visto quel film come spiegazione del piano sequenza..come è piccolo il mondo!
cineblog
28 lug 2007 - 18:02 - #7[…] […]
propp
29 lug 2007 - 07:45 - #8Un dizionario dovrebbe includere una vera definizione. Comunque un piano sequenza potrebbe anche essere un campo lungo con camera fissa
Lovejoy
29 lug 2007 - 08:58 - #9Ecco la definizione di “piano-sequenza”: inquadratura, e quindi ripresa in continuità (temporale e spaziale) tra due giunte di montaggio, che esaurisce le funzioni di una scena o di una sequenza dal punto di vista narrativo.
Carla - Cineblog
29 lug 2007 - 10:37 - #10personalmente odio le definizioni da enciclopedia. preferisco le spiegazioni con gli esempi. ma ne terrò conto per la prossima volta…
Lovejoy
29 lug 2007 - 11:07 - #11Carla, magari le definizioni enciclopediche non hanno lo stesso appeal del mostrare direttamente le realizzazioni pratiche delle stesse, ma, spero ne converrai, ci vorrebbero, allora, molti più esempi per rendere più completa la nozione di “piano-sequenza”. Sono piani-sequenza i film delle origini (per ragioni tecniche), sono piani-sequenza quelli complessi di Welles, con movimenti di macchina vorticosi (come in “Touch of Evil”) come quelli, sempre di Welles, in “Citizen Kane” basati sulla profondità di campo (la scena della scoperta del tanto suicidio della moglie di Kane) e con la macchina da presa fissa. E così via. O ci accontentiamo di definizioni che includono i casi più disparati (intenzione di un dizionario) e questo potrebbe pure dare fastidio o lasciare insoddisfatti i lettori oppure, ricorrendo agli esempi, essere esaustivi il più possibile, col rischio di appesantire il post. Una via di mezzo non sarebbe male. Saluti.
Lovejoy
29 lug 2007 - 11:09 - #12Nel commento #11, è “tentato suicidio”, ovviamente :)
propp
29 lug 2007 - 13:54 - #13Anche perchè dal post si evince l’idea che siano piani sequenza solo quelli dove la macchina da presa si muove con carrelli, dolly, etc… Cosa non vera.
Speciale Venezia: Intolerance
11 ago 2007 - 10:11 - #14[…] Il Cine-Dizionario (1) […]
The Protector: Tony Jaa assoluto protagonista
13 ago 2007 - 19:55 - #15[…] Tutto il film si basa sulle capacità di Tony Jaa, assoluto mostro e maestro della Muay Thai e di diverse altre tecniche di combattimento. Assolutamente da inchinarsi verso questo atleta che sembra fatto di gomma elastica, poco da elogiare in fatto di recitazione. Ma forse non importa. Del resto nel film c’è solo lui, la sua agilità, le ossa spezzate degli avversari (si sente persino il rumore!), i salti, le acrobazie, la violenza. Nulla da eccepire su questo visto che Jaa ‘recita’ senza controfigure od effetti speciali. Tecnica straordinaria la sua che tiene insieme questo ‘film’. Sì già, tra virgolette, perché il film in sé non esiste. E’ solo una serie di combattimenti in diverse locations contro diversi cattivi, qualche battutina qua e là e rallenti per evidenziare i passaggi di lotta più spettacolari. I fans delle arti marziali impazziranno. I cinefili un po’ meno anche se la macchina da presa riprende le acrobazie in modo eccellente. Ed è meraviglioso il piano sequenza che segue Jaa sulle scale a spirale nel ristorante. […]
I migliori piano-sequenza della storia del cinema
25 ott 2007 - 09:09 - #16[…] […]