Miss Peregrine, Tim Burton a Roma: 'anche io ero un bambino speciale, alzate la testa dai telefonini'

Tim Burton glissa su Dumbo in live-action Beetlejeuce 2 all'anteprima italiana di Miss Peregrine - La Casa dei Ragazzi Speciali e provoca: 'Il miglior film che non ho mai fatto è Superman, l’avreste adorato'.

Uscirà in oltre 300 copie il 15 dicembre prossimo Miss Peregrine - La Casa dei Ragazzi Speciali, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Ransom Riggs che segna il ritorno al cinema di Tim Burton. Proprio il regista di Batman e Edward mani di forbice è sbarcato a Roma per l'anteprima nazionale della pellicola, costata 110 milioni di dollari e riuscita ad incassarne 271,874,486 in tutto il mondo.

Un Burton ovviamente vestito di nero, con capelli dotati di vita propria, fisico asciutto e calzini allo spiritello porcello (a righe verticali bianche e nere) che si è piacevolmente concesso alla stampa web, confessando di non conoscere il romanzo di Riggs, prima che gli venisse proposto il progetto.

'Non avevo mai sentito parlare del libro, anche io avevo realizzato un romanzo su un bimbo speciale. Quando ho letto il titolo di questo libro ho sentito una sorta di connessione, soprattutto con il personaggio di Jake, il protagonista. Mi sono identificato immediatamente con il suo sentirsi ‘strano'. Sono cresciuto con una nonna che appoggiava le mie peculiareità e un solo insegnante d’arte, che mi incoraggiava ad essere speciale. E’ raro ma importante, avere qualcuno al tuo fianco. Sono stato fortunato, bastano un paio di persone per far fiorire le proprie pecularietà. Poi mi ha affascinato il modo in cui l’autore ha costruito la sua storia, partendo da quelle vecchie foto. Anche io collezione vecche foto, immagini che conservano poesia, mistero, mi è piaciuto il modo in cui l’autore ha pensato al tutto'.

All'interno della pellicola Burton alterna CG e stop motion, un amore, quest'ultimo, mai abbandonato.

'Adoro la stop motion, è tattile, si può sentire. I burattini poi sono delle opere d’arte, ma anche i computer ti danno la possibilità di dar vita a cose incredibili. In Miss Peregrine c’è una sola battaglia tra bambole in stop-motion, ma è spesso tutta una questione di tempo. La stop motion richiede enorme tempo'.

Fondamentale il ruolo di Eva Green, attrice già vista all'opera con il regista in Dark Shadows. Una scelta curiosa, vista l'enorme differenza d'età tra la Green e la Miss Peregrine del romanzo. Eppure Tim ha sempre avuto in mente soltanto lei.

'Libro e foto sono state fonte d’ispirazione per l'intera opera, poi non so voi ma io vorrei una direttrice come Eva Green. Ha tutte le caratteristiche che questo personaggio doveva avere. E’ forte ma potente, simpatica e drammatica. E poi, non ultima, è credibile come persona che possa trasformarsi in uccello. Eva è stata la mia prima scelta. La Green è come una star del cinema muto. Ho bisogno di attori che siano in grado di comunicare anche attraverso lo sguardo, come gli attori del cinema di muto. Nei primi anni di scuola avevo un’insegnante come lei, tutti noi pendevamo dalla sue labbra.

Musicato da Michael Higham e Matthew Margeson, Miss Peregrine - La Casa dei Ragazzi Speciali ha momentaneamente interrotto il lungo rapporto tra Burton e Danny Elfman. Il motivo?

'Succede spesso che a volte ci siano impegni pregressi o forse chissà magari abbiamo litigato. Diciamo che Danny aveva bisogno di prendersi una piccola pausa da me. I musicisti sono molto melodrammatici'.

Risate in sala per un Burton che ha poi sorvolato sulla nostra domanda, legata ai progetti futuri del regista. Ovvero l'ormai mitologico Beetlejeuce 2 e l'annunciato Dumbo in live-action della Disney.

'Non parlo del futuro e dei miei progetti futuri finché non si concretizzano. L’ho fatto in passato e poi i film sono sfumati. Non lo so, quando sarò sul set ve lo dirò. Beetlejeuce 2 è un personaggio che amo, insolito, mi piace, ma staremo a vedere. Meglio non pianificare, sono scaramantico. Il miglior film che non ho mai fatto è Superman, l’avreste adorato'.


Proprio rimanendo in ambito cinecomic anche in Miss Peregrine, vuoi o non vuoi, si parla di superpoteri. E' possibile fare un collegamento?

'Quando realizzammo Batman era di fatto un territorio inesplorato, mentre ora escono film sui supereroi ogni settimana. Questi bimbi hanno i loro poteri, è vero, ma fondamentalmente sono ragazzini. Si sentono strani, ma alla radice sono dei bravi bambini con le loro emozioni. Si comportano da bimbi, nonostante i loro poteri'.

Un film solo apparentemente indirizzato ad un pubblico per famiglie, Miss Peregrine, perché Burton non conosce 'target'.

'Me lo chiedono ad ogni film che giro, a quale target di riferimento si propone. Chiesi all’autore del libro per chi l’avesse scritto e lui mi rispose che lo scrisse per se stesso. E questo vale anche per i miei film, spesso vengono etichettati ma tendenzialmente li giro seguendo i miei gusti cinematografici. Non hanno target'. 'Sono queste le storie che mi continuano ad interessare, storie di mostri, favole, fiabe, perché conservano una parte di poesia e di magia'.

Storia pregna di adolescenti, quella raccontata in quest'ultima fatica, per un presente tecnologico che tende sempre più ad alienarci e ad alimentare un bullismo indirizzato proprio alle 'diversità'.

'Credo che oggi sia ancora più difficile per un ragazzino, perché il busslimo senza nome e senza faccia del web è ovunque. Ma è un discorso che vale anche per i più grandi, quello tecnologico. Vai ad un concerto, ti guardi attorno e stanno tutti con il telefonino. Non ci godiamo più il presente, lo viviamo mutuato attraverso un cellulare. I ragazzini di oggi vivono il proprio io in base al numero di like ricevuti, ed è allarmante'.

Chissà, magari vedremo un giorno un episodio di Black Mirror diretto proprio da Tim Burton.

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