Shark – Il Primo Squalo: Recensione in Anteprima

Jon Turteltaub alla regia di un blockbuster da 150 milioni di dollari che inspiegabilmente scimmiotta gli scult trash della Asylum.

shark-il-primo-squalo-video-vr-experience-e-nuove-locandine-del-film-con-jason-statham.jpg

Storia produttiva lunga e complicata quella di The Meg, in arrivo nelle sale d'Italia con il più accattivante titolo Shark – Il Primo Squalo, blockbuster estivo da 150 milioni di dollari della Warner. E' infatti da oltre 20 anni che si parla dell'adattamento cinematografico del romanzo horror fantascientifico Meg, pubblicato nel 1997 da Steve Alten. La Disney opzionò i diritti ancor prima che il libro uscisse, per poi disinteressarsene e lasciare la palla alla Warner.

Affidata la regia ad Eli Roth, tutto cambia quando il regista di Hostel abbandona il progetto per divergenze creative con la produzione. Nel 2016 Roth viene sostituito con Jon Turteltaub, mediocre regista che ha fatto successo con Il mistero dei Templari e Il mistero delle pagine perdute, prima di floppare miseramente con L'apprendista stregone. 5 anni dopo Last Vegas, suo ultimo film, a Turteltaub è stato chiesto di riportare in vita il mito cinematografico dello Squalo, 43 anni fa reso immortale da Steven Spielberg, ma in modo mastodontico.

The Mag racconta infatti quanto causato dal sommergibile di un programma internazionale di osservazione sottomarina, che di fatto va a 'risvegliare' dalle profondità dell'oceano Pacifico una mostruosa creatura. Uno squalo preistorico, che si credeva estinto da oltre 2 milioni di anni. Il mitologico megalodonte, antenato secolare dello squalo bianco che torna in superficie portando caos e distruzione.

Trama apparentemente persino interessante, purtroppo resa risibile da una sceneggiatura insipida, scritta a sei mani da Dean Georgaris, Erich Hoeber e Jon Hoeber. La Warner Bros, studios tra i più potenti e ricchi di Hollywood, si è inspiegabilmente ritrovata a scimmiottare gli scult della Asylum, con dialoghi imbarazzanti, effetti speciali tutt'altro che eccezionali, una fotografia dal taglio televisivo e una confezione registica da b-movie anni '90. Sin dal prologo, che vede Jason Statham a 10.000 metri di profondità in una missione di salvataggio, Turteltaub dimostra tutta la propria inadeguatezza, resa ancor più roboante da uno script che procede per frasi fatte, immotivate battute nei momenti meno opportuni, scelte illogiche, svolte assurde e inutili momenti di apparente emotività. Primi piani da soap opera, malsana gestione della tensione, già di suo assente e continuamente zavorrata da non richiesta comicità, scene subacquee da titolo low budget e schizofrenica gestione del genere, mentre ci si immerge a profondità mostruose con maschere da supermercato e si naviga sott'acqua a bordo di astronavi spaziali in stile Star Wars.

Persino lo squalo preistorico del titolo, che appare solo dopo una quarantina di minuti, lascia onestamente indifferenti, ribadendo la potenza visiva degli animatronics sulla CG, in questo caso completamente priva di mordente e di credibilità. Infarcito di attori orientali (Li Bingbing su tutte), perché chiaramente intenzionato a sbancare il ricco box office cinese, Shark procede per eccessi come uno Sharknado qualsiasi, se non fosse che quest'ultimo sia nato per la tv e con costi inferiori ad uno spot del SuperBowl. Ecco perché il paragone non può e non dovrebbe sussistere, se non fosse che Turteltaub e il tutt'altro che sprovveduto Lorenzo di Bonaventura si siano tanto adoperati per dar vita ad un film così incredibilmente inadeguato, sotto tutti i punti di vista.

Perché The Meg non fa ridere e non commuove, anche se ci prova spudoratamente, non angoscia e non spaventa, non sorprende ne' diverte, finendo addirittura per annoiare, grazie anche alla sua spropositata durata (113 minuti). Statham, 51 anni e non sentirli, è una colonna di muscoli che non riesce ad alleggerire il film dai suoi più chiari momenti di debolezza come spesso riuscito al collega Dwayne Johnson, dalla stazza e dall'espressività più adatta per un simile ruolo. Eppure è proprio al profilo di The Rock, in pochi anni diventato attore più redditizio di Hollywood, che Jason guarda, ma per sua sfortuna raramente, negli ultimi anni, si era vista una mega-produzione tanto cinematograficamente parlando indifendibile.

Voto di Federico 2

Shark – Il Primo Squalo (Avventura, 2018, Usa, The Meg) di Jon Turteltaub; con Jason Statham, Bingbing Li, Rainn Wilson, Ruby Rose, Winston Chao, Cliff Curtis, Robert Taylor (II), Ólafur Darri Ólafsson, Jessica McNamee, Masi Oka, Page Kennedy - uscita giovedì 9 agosto 2018.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail