Home Curiosità Le scene cult. La lettera a Savonarola, ovvero Troisi, Benigni e il potere

Le scene cult. La lettera a Savonarola, ovvero Troisi, Benigni e il potere

Indimenticabile la scena del bidello Mario che detta una lettera all’insegnante Saverio per chiedere clemenza a Savonarola, l’influente frate predicatore nella teocratica Firenze dell’epoca. Dopo aver analizzato il “qualunquismo” anarchico di Totò, ecco la volta di Roberto Benigni e Massimo Troisi nella famosa sequenza di Non ci resta che piangere in cui fanno il verso

16 Novembre 2008 10:02

Indimenticabile la scena del bidello Mario che detta una lettera all’insegnante Saverio per chiedere clemenza a Savonarola, l’influente frate predicatore nella teocratica Firenze dell’epoca. Dopo aver analizzato il “qualunquismo” anarchico di Totò, ecco la volta di Roberto Benigni e Massimo Troisi nella famosa sequenza di Non ci resta che piangere in cui fanno il verso a Totò e Peppino.

Differentemente dal ribellismo ridicolizzante di Totò, i due comici si fanno qui rappresentanti di un altro atteggiamento tipico delle popolazioni italiche: un’atavica rassegnazione a subire i soprusi di chicchessia, tanto basti l’incredibile frase di chiusura della lettera: “Ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi… senza chiederti di stare fermo”… (nella pagina seguente il testo integrale della lettera e la locandina del film)

Il testo integrale della lettera (fonte Wikipedia)
Frittole, estate quasi 1500.
Santissimo Savonarola, come sei bello, quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Santissimo, potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi, eh…? Savonarola, che c’è? E che è? Oh… Diamoci una calmata, eh, oh… e che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che questo e quello, e pure per te. Oh. Noi siamo due personcine perbene che non facciamo male a nessuno, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, no, no, anzi, varrai più di una mosca.
Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere.
I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto

Lettera a Savonarola Troisi Benigni Non ci resta che piangere

La locandina
Locandina Troisi Benigni Non ci resta che piangere