“Arte fa paura ai fascisti”. De Niro attacca Trump a Cannes
Il Festival di Cannes 2025 si apre con la Palma d’Oro a Robert De Niro. Le sue parole hanno fatto il giro del mondo.
In questi giorni il Golfo della Napoule in Costa Azzurra è al centro dei riflettori scintillanti del glamour per la settantottesima edizione del Festival di Cannes con cui si celebra la Settima Arte. L’ attesa kermesse è tornata puntale anche quest’anno con un programma ricco di eventi e di proiezioni che andranno avanti fino al 24 maggio.
La manifestazione vede la presenza di artisti importanti e celebrità che hanno fatto la storia del cinema, come Robert de Niro che ha inaugurato il Festival il 13 maggio scorso, ricevendo la Palma d’Oro alla carriera. Dopo aver sfilato sulla Croisette con la compagna Tiffany Chen, la star di Hollywood è stata premiata da colui che per tutti è considerato il suo erede, Leonardo di Caprio.
Un momento emozionante e di forte visibilità mediatica in cui non sono mancate parole di grande impatto, che riflettono i tempi bui che stiamo vivendo, pronunciate da De Niro. Ciò che sta succedendo nel mondo, ma anche negli Stati Uniti , dopo la salita al potere di Donald Trump, ha trovato spazio in uno degli eventi più mondani del mondo.
Le parole di Robert De Niro pronunciate nel Grand Theatre Lumiere
Robert De Niro ha accolto con grande emozione la Palma D’Oro consegnatagli recentemente al Festival di Cannes. Superato il momento di grande emozione e gratitudine, l’attore non ha esitato a lanciare un appello appassionato in difesa della libertà, della cultura e del cinema, denunciando apertamente la politica di Trump, per i tagli all’istruzione umanistica e per l’introduzione di dazi doganali sul cinema, definendoli “inaccettabili” e accomunando queste decisioni al pensiero tipicamente fascista. “L’arte cerca la libertà. Unisce le persone, include la diversità. Ecco perché rappresentiamo una minaccia per gli autocrati e i fascisti del mondo, ma la creatività non ha prezzo.”

Sono state le parole dell’81enne che ha aggiunto: “Dobbiamo agire oggi, immediatamente, senza violenza, ma con passione, con determinazione! È giunto il momento, tutti coloro che amano la libertà devono organizzarsi, protestare, ed è giunto anche il momento di votare, quando ci saranno le elezioni. In ballo c’è la democrazia e la difesa della libertà” Scatenando il forte applauso all’interno del Grand Theatre Lumiere.
Anche Juliette Binoche, presidente di giuria, è intervenuta con un discorso intenso e politico. Dopo aver ricordato gli ostaggi del 7 ottobre, ha reso omaggio alla giovane fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, uccisa con la sua famiglia in un bombardamento su Gaza ad aprile. Il suo film era stato selezionato per Cannes il giorno prima della sua morte. Binoche sottolinea il valore dell’ arte come memoria e resistenza, accogliendo l’appello di oltre 400 personalità del cinema che hanno chiesto al festival di prendere posizione sulla crisi a Gaza: “Fatma avrebbe dovuto essere con noi stasera, ma l’arte rimane. È la potente testimonianza delle nostre vite, dei nostri sogni”
La serata è stata accompagnata da altri momenti simbolici e solenni: un omaggio musicale a David Lynch, l’entusiasmo di Quentin Tarantino che dichiara l’apertura del festival, e la proiezione del film fuori concorso “Partir un jour” di Amélie Bonnin.