Intervista all’attore Marcos Piacentini: Imma Tataranni, il film Più di ieri, i sogni futuri. Il cinema americano? Il mio obiettivo è l’Italia”
Cineblog incontra Marcos Piacentini, protagonista del film Più di Ieri che è uscito nelle sale lo scorso 29 maggio.
Il giovane attore Marcos Piacentini ha alle spalle altre esperienze nel piccolo schermo, come la sua partecipazione alla fiction Rai Imma Tataranni. Il suo primo ruolo da protagonista l’ha però ottenuto con il film Più di ieri, uscito nelle sale lo scorso 29 maggio e prodotto dalla Società di Produzione NoMade Film. In questa intervista a Cineblog, l’interprete racconta i suoi sogni e le sue aspettative legate al mondo del cinema e racconta le tappe di realizzazione di un film che si sta mettendo a disposizione del pubblico per narrare una storia incentrata sull’umanità e sui sentimenti umani. E sui suoi futuri progetti dice: “Sogno di lavorare con Luca Guadagnino e Paolo Sorrentino“.
La tua carriera inizia con diversi progetti per la tv, tra cui la fiction Rai Imma Tataranni. Nonostante la tua giovane età, hai già diverse esperienze alle spalle. Secondo te, quanto spazio viene dato ai giovani nel mondo televisivo e cinematografico odierno?
C’è spazio per i giovani; ci sono ruoli ben scritti, ma la difficoltà è quella di riuscire effettivamente a iniziare a lavorare, perché è un ambiente abbastanza fermo. Si fa fatica a dar spazio ai nuovi volti. La mia prima esperienza dinnanzi alla cinepresa l’ho avuta con Imma Tataranni su Rai 1. Ai provini sono stato inizialmente chiamato per un ruolo, ma il regista mi ha però chiesto di provare per un altro personaggio, che è quello che ho poi effettivamente interpretato per due stagioni. Per me è stata un’esperienza bellissima.
Ai giovani come me dico che non ci sono scorciatoie o modi per arrivare all’obiettivo in maniera facile. Non bisogna demordere, perché questo lavoro è fatto di porte in faccia e giudizi. Bisogna però continuare ad andare avanti, riempirsi gli occhi di cinema, di teatro e belle performance. Non c’è scuola più grande per un attore se non quella di guardare bravi attori al lavoro.
Il 29 maggio sarai al cinema con il film Più di ieri. Sogni? Aspettative? Come ti senti prima del grande debutto?
Sono molto felice che questo film arrivi al grande pubblico, perché questo è l’obiettivo. Si tratta di una storia importante e che deve essere raccontata al giorno d’oggi. Spero che la pellicola abbia il percorso che merita; si tratta di una giovane produzione che tratta tematiche non sempre portate al cinema, e mi auguro che la gente possa apprezzarlo.
In questa pellicola interpreti il personaggio di Lucas, un ragazzo che stringe un’amicizia speciale con Christian. Com’è stato condividere il set con Luca Di Sessa? Cosa ti ha lasciato la vostra collaborazione?
Questa è stata un’esperienza molto divertente, ma mi ha anche arricchito molto. Tra due attori c’è uno scambio umano incredibile e ritrovarsi a lavorare sul set o sul palco è sempre un regalo, soprattutto quando accade con un partner di scena bravo, generoso e di talento come Luca.
Cosa mi puoi dire invece sul tuo personaggio? Prepararlo è stato difficile?
Per la preparazione del personaggio di Lucas, mi sono affidato molto alla storia e alla sceneggiatura. Una volta che mi sono fidato delle parole già scritte e delle indicazioni del regista, penso che il ruolo di Lucas sia nato in maniera naturale e organica. Non ho dovuto fare de-costruzioni personali.

Era scritto in maniera abbastanza precisa e credo di essere riuscito a portarlo in vita in maniera buona.
Un film che racconta la profondità umana e che pone al centro di tutto la forza dei sentimenti. Il cinema porta spesso nelle persone l’importanza di vivere tutti i tipi di amore. A che punto siamo? Quanto ancora si devono sensibilizzare determinate tematiche sul grande schermo?
Al momento è assolutamente necessario che ci siano storie di questo tipo, che raccontino l’amore nelle sue sfaccettature, che si parli di amicizia o amore sentimentale. Gli artisti devono continuare a raccontare l’amore, perché ne abbiamo assolutamente bisogno.
Cinema e tv, la tua carriera si alterna tra questi due mondi. Quali altri progetti hai in serbo? Su cosa ti focalizzerai nel futuro prossimo?
Io nasco sul palco, quindi la mia formazione arriva da lì. Il teatro è il mio grande amore, ma sono anche un grande appassionato di cinema. Il mio sogno più grande è quello di riuscire a lavorare con registi di cinema italiani e internazionali che stimo, come Luca Guadagnino o Paolo Sorrentino. Mi piacerebbe arrivare al pubblico attraverso il cinema d’autore. Futuri progetti? Un mese fa mi è stato comunicato che sono stato scelto per una grossa produzione teatrale, che mi porterà in tournée in America e sono molto felice perché si tratta di uno spettacolo di August Wilson, che fu il più grande drammaturgo afroamericano e vincitore di due Pulitzer.
Punteresti anche al cinema americano?
Il mio vero obiettivo è in questo momento iniziare a fare per davvero cinema, ma in Italia. C’è bisogno di un certo tipo di rappresentanza che ora non c’è; io ho le possibilità di farlo e, se qualcun altro si fiderà di nuovo di me, sarò felice di dare un mio contributo.