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Su Netflix il film su Yara Gambirasio di Marco Tullio Giordano: trama e cast

Un’opera intensa e rispettosa che ricostruisce con precisione il caso Yara Gambirasio, tra verità giudiziaria e riflessione comune

17 Giugno 2025 08:30

Yara Gambirasio è un nome tristemente famoso in Italia, recentemente tornato sotto le luci dei riflettori grazie a Belve Crime, il nuovo programma di Francesca Fagnani. Tuttavia, quello che è considerato uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi decenni, tempo fa è stato anche trasformato in un film.

Dopo una breve parentesi nelle  sale cinematografiche, Yara, questo è il titolo della pellicola, diretta da Marco Tullio Giordana, dal 2021 è presente su Netflix. Tuttavia la sua uscita non è stata immune alle polemiche: “Come si può fare spettacolo su un caso così tragico, come osate? Come se il cinema, la letteratura e l’arte in genere non avessero a trattare proprio questo elemento nero e disturbante, come se la soluzione fosse rimuovere, censurare, voltarsi dall’altra parte. O sbrigarsela senza neanche guardarlo.” Commentava all’epoca a La Repubblica, il regista, famoso per avere una spiccata sensibilità verso le ferite della nostra memoria collettiva e che ha ricostruito con il linguaggio del cinema il dramma che nel 2010 ha scosso l’intero Paese.

Con Yara, Giordana porta sullo schermo non solo l’orrore di un omicidio che ha colpito una bambina di appena tredici anni, ma anche la lunga, faticosa e controversa indagine che ha condotto all’individuazione del colpevole. Il film non si accontenta di raccontare la cronaca, ma si interroga sulle dinamiche giudiziarie, sull’etica dell’informazione e sulle zone grigie del sistema investigativo.

Un tributo alla memoria di Yara

Sebbene l’argomento sia estremamente delicato il film Yara non cada nella morbosità, ma si rifà ad un equilibrio tra rispetto e tensione narrativa, tra fedeltà documentaria e sguardo umano. Il film, infatti, è prima di tutto un tributo alla memoria di una giovane vittima e alla determinazione di chi ha lottato per darle giustizia.

Yara racconto
Il racconto di Yara è su Netflix – youtube@Netflix-cineblog

La trama segue le fasi determinanti del caso: dalla scomparsa di Yara Gambirasio a Brembate di Sopra, nel novembre 2010, al ritrovamento del corpo tre mesi dopo, fino all’identificazione del colpevole attraverso un’indagine genetica senza precedenti. Il punto di vista scelto è quello della pm Letizia Ruggeri, interpretata Isabella Ragonese, che diventa il motore della storia investigativa, muovendosi tra ostacoli interni ed esterni, pressioni mediatiche e colpi di scena.

Nel ruolo della giovane Yara c’è Chiara Bono, bravissima nel restituire con pochi gesti e silenzi la presenza viva della protagonista, senza ricorrere a eccessi emotivi. Roberto Zibetti interpreta Massimo Bossetti, il muratore condannato all’ergastolo per il delitto, mentre Alessio Boni è il colonnello dei carabinieri Vitale e Thomas Trabacchi il maresciallo Garro. Completano il cast Sandra Toffolatti e Mario Pirrello nei panni dei genitori della ragazza.

La sceneggiatura, firmata da Graziano Diana e Giacomo Martelli, costruisce una narrazione serrata e rispettosa, partendo dal ritrovamento del corpo e ricostruendo, attraverso flashback e documenti giudiziari, la lunga marcia verso la verità. L’inchiesta scientifica, basata sull’analisi del Dna e su uno screening di massa che coinvolse migliaia di cittadini, viene raccontata con precisione, senza mai scivolare nel tecnicismo o nel sensazionalismo.

Pur trattandosi di un cold-case ormai chiuso, Yara non si limita a elencare i fatti: cerca piuttosto di evocare il dolore, il silenzio, l’inquietudine e la forza di chi non si è arreso. Giordana dirige con la sua professionalità e il suo tratto distintivo, affidandosi più agli sguardi e ai dettagli che ai dialoghi espliciti. La musica, i vuoti sonori, i paesaggi invernali della provincia bergamasca fanno da sfondo  a una storia che resta scolpita nei ricordi di molti.