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Steven Spielberg non ha dubbi, incorona il collega: “È suo il film più grande di sempre”

Quello al Dolby Theatre non era solo un riconoscimento formale, ma un vero e proprio tributo di una comunità Il celebre regista Steven Spielberg è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per rendere omaggio a un suo illustre collega, nel corso della cerimonia di consegna del prestigioso AFI Life Achievement Award all’ottantaseienne

21 Giugno 2025 13:30

Quello al Dolby Theatre non era solo un riconoscimento formale, ma un vero e proprio tributo di una comunità

Il celebre regista Steven Spielberg è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per rendere omaggio a un suo illustre collega, nel corso della cerimonia di consegna del prestigioso AFI Life Achievement Award all’ottantaseienne maestro del cinema. Un momento carico di emozione e di grande significato per l’intera comunità di Hollywood. In quell’occasione, Spielberg lo ha riconosciuto come il regista autore del film più grande di sempre. 

La cerimonia, che si è svolta a fine aprile, ha visto convergere sul palco nomi di spicco del cinema mondiale, da George Lucas a Robert De Niro, e da Harrison Ford fino a Spike Lee e Dustin Hoffman. L’atmosfera era permeata di rispetto e gratitudine, mentre Coppola, fondatore e storico membro del consiglio dell’American Film Institute, riceveva un tributo che più di un riconoscimento su carta somigliava a una celebrazione tra pari.

“È suo il film più grande di sempre”

Il momento più emozionante è stato quello in cui Spielberg, fra i più influenti narratori della cinematografia contemporanea, ha definito Il Padrino (1972) “il più grande film americano di sempre”, senza lasciare margine al dibattito. Parole che hanno riacceso l’eterna ammirazione per l’opera di Francis Ford Coppola, elevata dal collega come pietra miliare del cinema statunitense, in grado di “ridefinire il canone” e di ispirare generazioni di filmmaker.

Marlon Brando
Il Padrino, il film più grande di sempre secondo Spielberg foto: Facebook @Marlon Brando – (cineblog.it)

Durante la serata, George Lucas ha avuto parole affettuose per l’amicizia che lo lega a Coppola fin dai tempi di American Zoetrope, la casa di produzione fondata da entrambi nel 1969, volto a “sfidare le regole di un sistema troppo rigido” e a promuovere un cinema libero e innovativo. Anche altri artisti hanno contribuito a tessere l’omaggio: Morgan Freeman ha detto di lui che “è un sognatore di sogni e narratore che, nonostante le difficoltà, ha sempre messo l’arte al primo posto” , mentre Harrison Ford ha commosso gli spettatori ricordando la sua partecipazione a film come The Conversation (1974) .

Coppola si è mostrato visibilmente emozionato, ma ha anche colto l’occasione per rendere omaggio ai suoi colleghi, in particolare agli “amici, insegnanti, compagni di giochi, famiglia” presenti quella sera . Per un uomo che ha vissuto Hollywood intensamente – tra Oscar, trionfi e battute d’arresto – questo ha rappresentato un riconoscimento profondo, motivato non da cifre o da vendite, ma dal rispetto e dall’affetto sincero dei suoi pari nel settore.

La scelta di Il Padrino come capolavoro assoluto degli Stati Uniti non è casuale. Il film, uscito nel 1972, ha incassato oltre 1,1 miliardi di dollari in tutto il mondo, sorprendendo produttori e critica.. È stato premiato con dieci nomination agli Oscar, vincendone tre – tra cui miglior film, miglior attore (Marlon Brando), e miglior sceneggiatura non originale – oltre a una fitta rete di riconoscimenti tra Golden Globe, premi dei critici e David di Donatello..

Oltre al valore storico e artistico, Il Padrino ha avuto un impatto culturale enorme. Le scene iconiche – dal cavallo nella camera da letto alle brutalità mafiose, passando per l’entrata in scena quasi silenziosa di Al Pacino – hanno lasciato tracce profonde nell’immaginario collettivo e influenzato numerosi registi successivi .