Home Notizie Tom Hanks distrugge la sua carriera: solo 4 film su quelli girati si salvano per lui, quali sono

Tom Hanks distrugge la sua carriera: solo 4 film su quelli girati si salvano per lui, quali sono

Dal trionfo agli Oscar a una carriera lunga e ricca di traguardi importanti. Ma Tom Hanks non si lascia incantare e spiazza tutti con un’autocritica spietata

25 Giugno 2025 12:00

Che Tom Hanks fosse un attore schietto e autoironico lo si sapeva da tempo, ma nessuno si aspettava una dichiarazione tanto sorprendente quanto quella rilasciata di recente alla rivista People. Dopo più di quarant’anni trascorsi tra set hollywoodiani, due premi Oscar in bacheca e oltre cinquanta film alle spalle, Hanks ha affermato candidamente: “Ho girato tantissimi film, ma solo quattro credo siano davvero buoni”. Una frase che ha colpito fan e addetti ai lavori come un fulmine a ciel sereno, scatenando un acceso dibattito sui social e tra i cinefili.

Nato in California il 9 luglio 1956 Tom Hanks è uno degli attori più famosi del mondo, oltre che un affermato regista, sceneggiatore e produttore. Un pilastro del cinema mondiale, un simbolo della Nuova Hollywood che ha segnato gli anni Ottanta e Novanta con film cult. La sua carriera è iniziata nella serie Henry e Kip e grazie al film Splash di Ron Howard. 

Una carriera ricca di successi e un’autocritica che fa riflettere

L’apice della sua fama è registrata negli anni Novanta grazie a due film che gli hanno fatto ottenere due Oscar consecutivi come migliore attore: nel 1994 per Philadelphia e nel 1995 per Forrest Gump. Tra i suoi successi di quel decennio figurano anche Insonnia d’amore, Apollo 13, Salvate il soldato Ryan e Il miglio verde. Ha lavorato con registi come Spielberg, Zemeckis e il già citato Ron Howard, dimostrando grande eclettismo.

Tom Hanks condivide autocritica
Tom Hanks condivide un’ autocritica spietata – Ig@tomhanks-cineblog

Negli anni 2000 ha interpretato film di rilievo come Cast Away, Prova a prendermi, The Terminal e la trilogia tratta dai romanzi di Dan Brown, dove ha vestito i panni del professor Robert Langdon. Si è anche distinto come produttore, in particolare per la miniserie Band of Brothers. Tom Hanks all’attivo ha  numerosi riconoscimenti tra cui cinque Golden Globe, cinque Emmy, due SAG Award e un Orso d’argento e dall 2005. È anche vicepresidente dell’Academy. 

Come gli è venuto in mente di fare una dichiarazione simile? E’ difficile immaginare che un attore del suo calibro possa avere una visione così riduttiva del proprio operato. Eppure, Hanks non si è limitato a una semplice battuta, ma ha offerto un’analisi più profonda sul mestiere dell’attore, definendolo “il lavoro più bello del mondo, e allo stesso tempo quello che più ti confonde”. L’industria cinematografica un sistema imprevedibile, capace di trasformare una grande idea in un prodotto mediocre — e viceversa

Hanks non ha però voluto rivelare quali siano quei quattro film da lui considerati “veramente buoni”, lasciando il campo aperto alle supposizioni. Così è iniziata la caccia al tesoro: tra gli oltre 50 titoli interpretati, quali meriterebbero davvero un posto d’onore secondo Tom Hanks? I fan, ovviamente, hanno le loro ipotesi, e anche i critici si sono sbizzarriti.

In cima alle ipotetiche preferenze ci sono Philadelphia e Forrest Gump: film che hanno segnato un’epoca e mostrato la sua capacità di unire empatia, talento drammatico e ironia. Non mancano però altri candidati papabili: Salvate il soldato Ryan è considerato un capolavoro del cinema bellico; Cast Away, dove ha sorretto da solo l’intera pellicola con una performance magistrale; Apollo 13, Il miglio verde, Prova a prendermi e The Terminal sono i  titoli spesso citati nel dibattito.

Il fatto che Hanks escluda implicitamente gran parte della sua carriera da un giudizio positivo fa riflettere sull’ implacabile autocritica che spesso colpisce anche i grandi artisti. Un tratto che oggi sembra accompagnarlo anche in una nuova fase della sua vita professionale: quella di scrittore. Il suo primo romanzo, The Making of Another Major Motion Picture Masterpiece, è una riflessione semi-autobiografica sul dietro le quinte dell’industria cinematografica americana. Un modo forse per metabolizzare le tante esperienze vissute e i contrasti di un mondo tanto affascinante quanto spietato.