Home Notizie Perchè M, il figlio del secolo non avrà una seconda stagione: le parole di Scurati

Perchè M, il figlio del secolo non avrà una seconda stagione: le parole di Scurati

Nonostante il successo di critica e pubblico, la serie tratta dal romanzo di Antonio Scurati rischia di non proseguire

31 Luglio 2025 11:00

Quando la mini serie televisiva M. Il figlio del secolo è stata presentata in anteprima al Festival di Venezia 2024, l’impatto è stato dirompente. Una serie ambiziosa, che non concede edulcoranti di ogni sorta o natura, firmata dal regista britannico Joe Wright e interpretata da un magnetico Luca Marinelli nel ruolo di Benito Mussolini, che ha saputo restituire con intensità drammatica il primo tratto dell’ascesa del Duce. Il pubblico televisivo ne è stato rapito, premiando questo racconto crudo e accurato con attenzione e interesse: oltre due milioni di telespettatori solo con il primo episodio tra programmazione e streaming, numeri importanti per un prodotto che parla apertamente del fascismo, e con toni poco accomodanti.

Nonostante il successo e le lodi della critica — anche internazionale — il futuro della serie non appare affatto sicuro. A sollevare punti interrogativi sul silenzio su una possibile seconda stagione è stato proprio Antonio Scurati, autore del romanzo storico, vincitore del Premio Strega, da cui la serie prende ispirazione. Durante un intervento al Giffoni Film Festival, lo scrittore non ha esitato a esprimere la sua perplessità senza mezzi termini: “È abbastanza incredibile che una serie di questa bellezza e potenza non abbia una seconda stagione. Basta vedere l’accoglienza critica all’estero, tutti gridano al capolavoro al netto di qualsiasi polemica politica e ideologica. È molto probabile che non avrete notizie di una seconda stagione”.

Si, è abbastanza incredibile, visto i tempi che corrono. La serie infatti non si limita a raccontare la Storia, ma rappresenta l’eco di una contemporaneità che ormai è impossibile ignorare. 

Il rammarico dello scrittore

Antonio Scurati da anni indaga con meticolosa passione la figura di Mussolini e le dinamiche del potere autoritario. Davanti al successo dei suoi libri arrivati al quinto capitolo e della miniserie si è detto “costernato” di fronte al silenzio che circonda la possibilità di proseguire con la seconda stagione. Più che una denuncia contro Sky o la produzione, le sue parole sembrano una riflessione più ampia sul clima culturale e politico italiano. Non è difficile pensare ad una parola che ben si sposa con il contesto del prodotto, ma in maniera ancor più raccapricciante con la realtà: censura.

Antonio Scurati dichiarazioni
Le dichiarazioni di Antonio Scurati hanno fatto il giro del web – Ig@antonioscurati-cineblog

31Le dichiarazioni di Antonio Scurati hanno fatto il giro del web – Ig@antonioscurati-cineblogLa miniserie potrebbe non piacere alla destra italiana, e neanche alla Rai, ma secondo Scurati, il timore è che ci si stia lentamente abituando a forme di autocensura invisibile.Il momento in cui l’individuo inizia a censurare se stesso è la cosa più pericolosa”, ha detto, puntando il dito contro una società in cui — a suo avviso — la libertà d’espressione è messa a rischio da pressioni indirette, da “micro censure, che si consumano all’interno delle persone, nella loro coscienza (…) il momento in cui l’individuo inizia a censurare se stessa è la cosa più pericolosa” perché tolgono voce prima ancora che il potere imponga il silenzio. E mentre le sue dichiarazioni arrivano come la sveglia del mattino che ci ricorda che è ora di aprire gli occhi, emerge anche un risvolto personale inquietante: “Se ti arrivano lettere minatorie a casa, questo condiziona la vita”.

Il contesto italiano, secondo lo scrittore, non sarebbe maturo per affrontare con piena consapevolezza la rievocazione del fascismo. Troppa paura, troppi silenzi, troppe ambiguità. Il rammarico, insomma, non è solo artistico o commerciale. È culturale. Per l’autore, il rischio è che si rinunci a raccontare uno dei momenti più bui della storia italiana proprio mentre si affacciano nuove derive autoritarie. Neanche a dirlo la prova l’ha fornisce lo stesso Joe Wright, che come riporta il Corsera, in un’intervista rilasciata al Financial Times ha dichiarato: “Nessuna piattaforma vuole trasmettere la serie negli Stati Uniti. C’è stato un produttore che mi ha detto: ‘Adoriamo lo show, però è un po’ troppo controverso per noi’. Scusate un attimo, quand’è che l’antifascismo è diventato controverso?