Questa sera sulla Rai, in onda un film che ti farà commuovere fino alle lacrime: il capolavoro assoluto
Una storia vera di coraggio contro le leggi razziali dell’America degli anni Sessanta, quando anche andare in bagno rappresentava un atto discriminatorio
È uno di quei film, difficili da dimenticare, anche se visti una sola volta, non solo perché ispira e commuove, ma perchè smuove le coscienze e porta a riflessioni profonde. Questa sera, in prima serata sulla Rai, andrà in onda Il diritto di contare, un’opera cinematografica che intreccia il mondo della scienza con il coraggio umano, la discriminazione razziale con la determinazione a cambiare le cose. Una storia vera che ha fatto davvero la storia.
Senza spoilerare troppo, basti sapere che si tratta di un dramma biografico ambientato nell’America dei primi anni Sessanta, dove tre donne afroamericane, brillanti matematiche della NASA, devono lottare contro le barriere del razzismo e del sessismo per ottenere il posto che meritano all’interno del programma spaziale americano. La loro intelligenza e determinazione non solo cambieranno le loro vite, ma contribuiranno in maniera decisiva alla conquista dello spazio.
Diretto da Theodore Melfi e interpretato da un cast stellare guidato da Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe – affiancate da Kevin Costner e Kirsten Dunst – Il diritto di contare è molto più di un film: è una lezione di coraggio, di dignità, un inno all’ eccellenza femminile in un mondo razzista e maschilista.
Trama e riconoscimenti
La pellicola, uscita nel 2016 e basata sul libro omonimo di Margot Lee Shetterly, si ispira alla vera storia di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre scienziate afroamericane che hanno avuto un ruolo fondamentale nelle missioni spaziali della NASA. In un contesto in cui la segregazione razziale era ancora la norma e le donne faticavano ad avere un ruolo riconosciuto, queste tre figure hanno saputo imporsi grazie al talento e a una forza d’animo fuori dal comune.

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Uno dei momenti più simbolici del film è proprio quello legato all’uso del bagno. Katherine Johnson, trasferita nello Space Task Group, è l’unica persona nera dell’intero edificio e non esiste un bagno per donne nere nelle vicinanze. Ogni volta che ha bisogno, è costretta a correre per quasi un chilometro fino all’edificio originario, perdendo tempo e attirando critiche per le sue “assenze”. La scena clou arriva quando, esasperata, Katherine esplode davanti ai colleghi e al suo capo, rivelando l’umiliazione quotidiana che subisce solo per soddisfare un bisogno basilare. Il suo sfogo impressiona profondamente il direttore Al Harrison, che prende un martello e personalmente rimuove il cartello “Colored Ladies Room”, dichiarando che alla NASA non ci sono bagni per bianchi o per neri, ma solo per persone. Il cast ha nomi sorprendenti: Kevin Costner nei panni di Al Harrison, Kirsten Dunst è Vivian Mitchell
mentre Jim Parsons è Paul Stafford.
Le interpretazioni delle protagoniste hanno conquistato tutti. Octavia Spencer – candidata all’Oscar per Dorothy Vaughan – riesce a incarnare con naturalezza la tenacia silenziosa di chi lavora dietro le quinte, mentre Taraji P. Henson dà vita a una Katherine Johnson determinata e vulnerabile allo stesso tempo. Janelle Monáe, nei panni di Mary Jackson, aggiunge una dose di ironia e combattività che rende ancora più avvincente la narrazione. A rendere indimenticabile questo film contribuisce anche la colonna sonora, firmata da tre giganti come Pharrell Williams, Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch, che accompagna le scene più toccanti con delicatezza ed energia. E non sorprende che il film abbia incassato oltre 230 milioni di dollari nel mondo e ricevuto numerose candidature a Oscar, Golden Globe e Screen Actors Guild Awards.