Home Notizie Paolo Calissano, le cause della morte dell’attore. Parla il fratello: “Si vergognava”

Paolo Calissano, le cause della morte dell’attore. Parla il fratello: “Si vergognava”

Quasi quattro anni fa la morte dell’attore Paolo Calissano. Oggi parla il fratello, in una toccante intervista.

25 Agosto 2025 18:00

Il 29 dicembre 2021, Paolo Calissano, attore noto per la sua partecipazione a Vivere e altre produzioni televisive, morì nella sua casa di Genova. L’autopsia rivelò che la causa del decesso fu un’intossicazione da antidepressivi, un mix letale che l’attore aveva assunto. A 54 anni, la sua vita si era spenta in un drammatico epilogo, lasciando dietro di sé un fratello devastato dalla perdita, ma anche dalla sensazione di non aver mai potuto fare abbastanza per aiutarlo.

Il fratello Roberto, intervistato dal Corriere della Sera, ha espresso un giudizio definitivo sulla morte di Paolo, chiarendo che non si trattò di un incidente. Per lui, Paolo non cercava una soluzione temporanea al suo malessere, ma una fine definitiva: “Non fu uno sbaglio, cercava la morte. Non ha retto più, non voleva più vivere. Ha scelto quello anziché buttarsi sotto un treno”.

Una vita tormentata

La vita di Paolo Calissano fu segnata da un profondo malessere che, seppur nascosto, lo accompagnò per anni. Roberto ha parlato della condizione di suo fratello, evidenziando come la depressione fosse un nemico invisibile ma costante. “Era depresso ma lo nascondeva. Non è stata una famiglia facile in cui crescere, la nostra. Non siamo mai stati supportati, specialmente lui,” ha raccontato Roberto, facendo emergere le difficoltà che Paolo ha vissuto sin da giovane. “Non parlava con me, non voleva mostrare debolezza, si sentiva pur sempre il fratello maggiore,” ha aggiunto.

Intervista fratello Paolo Calissano
Parla il fratello di Paolo Calissano foto: Mediaset Infinity – (cineblog.it)

La battaglia di Paolo con la depressione si intrecciò anche con i suoi problemi legati alla droga, che segnarono profondamente la sua vita. Roberto ricorda i segnali di allarme: “Mi ero accorto che in alcune occasioni aveva reazioni sopra le righe, era aggressivo. Qualche domanda me la sono posta, ma se gli chiedevo spiegazioni mi rispondeva: ‘Tu fatti i fatti tuoi’.”

Il 2005 fu un anno drammatico per Paolo Calissano. Nella sua casa di Genova, una donna brasiliana morì per overdose, e Calissano fu accusato di averle ceduto la droga. L’attore finì in carcere e, successivamente, patteggiò una condanna di quattro mesi, che scontò in una comunità di recupero. Quell’episodio segnò la fine della sua carriera, un colpo durissimo da cui non riuscì a riprendersi.

Roberto ha raccontato come Paolo si sentisse profondamente segnato dalla vergogna per quanto accaduto: “Non fu colpa sua, è stata una disgrazia. Mio fratello provava profonda vergogna per aver disonorato la famiglia. Il lavoro si è azzerato. Non lo cercavano più.” Nonostante l’aiuto di alcuni amici, come Maurizio Costanzo, che gli tese una mano, Paolo continuò a fuggire dal suo tormento interiore. La sua carriera televisiva si ridusse a sporadiche apparizioni, spesso solo per parlare del suo passato con la droga.

Quando Paolo morì, la telefonata che Roberto ricevette dall’amministratore di sostegno fu un colpo devastante. “Mi disse: ‘Paolo è morto’. Non ci ho creduto. Con i tranquillanti mio fratello dormiva anche per tre giorni di fila, non sentiva il telefono né il citofono,” racconta Roberto. “Già due anni prima lo avevamo ripreso per i capelli. Risposi: ‘No dai, prova a scuoterlo, vedrai che si sveglia’. ‘Ti dico che è morto,’ mi disse l’amministratore.” Alla fine, Roberto dovette accettare la realtà. Quando andò a vedere il corpo di Paolo, sebbene segnato dalla morte, non riuscì a guardarlo direttamente. “Non l’ho voluto vedere da morto,” ha detto, ancora visibilmente provato.