Una battaglia dopo l’altra, film politico conquista la critica: “E’ pazzesco!”
Paul Thomas Anderson firma un film politico travolgente che mescola azione, satira e riflessione sociale, conquistando critica e pubblico già dalle prime proiezioni
C’è molto movimento intorno ad un film che sembra essere “caduto a fagiuolo” come si suol dire. Forse nessun altro film come “Una battaglia dopo l’altra” questo è il titolo, riesce a lasciare un’impronta così immediata e potente. E’ la nuova opera di Paul Thomas Anderson, regista tra i più acclamati del panorama contemporaneo, ed è già considerata imperdibile dai cinefili e non solo. Dalla prima proiezione a Hollywood, il passaparola ha cominciato a correre veloce tra i critici e le star, tutte colpite dall’intensità e dalla complessità del film.
Che gli USA stiano vivendo il momento peggiore della loro storia, o almeno da dopo la grande crisi del 1929, è sotto gli occhi di tutti. Sicuramente da chi non li ha coperti dai cosiddetti “prosciutti”. E che un film riesca a catturarne il messaggio, in maniera diretta e travestita da commedia pungente, è l’occasione di cui tutti ne avevamo bisogno.
La prima impressione che colpisce lo spettatore è l’energia travolgente che permea ogni scena. Anderson non perde tempo: la prima ora è un susseguirsi serrato di azione, dialoghi serrati e situazioni al limite, un ritmo che cattura senza concedere respiro. Non si tratta solo di spettacolo visivo, ma di un intreccio di tematiche politiche e sociali che risuonano nel presente, rendendo la pellicola un ritratto vivido e spesso spiazzante della realtà contemporanea.
Di cosa parla Una battaglia dopo l’altra
Una battaglia dopo l’altra non è solo adrenalina. È una commedia con sfumature grottesche, che alterna momenti di leggerezza a riflessioni amare sul mondo attuale. La capacità del regista di combinare registri diversi – dal serio al surreale – rende il film un’esperienza cinematografica completa, che fa ridere e al contempo inquietare profondamente. È questo equilibrio tra ironia e drammaticità che ha già conquistato nomi illustri del cinema internazionale.

Tra i primi a commentare la pellicola, Steven Spielberg non ha nascosto il suo entusiasmo: “Oh mio Dio che film pazzesco! C’è più azione nella prima ora che in qualsiasi altro film. Tutto incredibile, è un miscuglio di cose bizzarre e importanti, una commedia assurda e seria, perché riflette in larga misura ciò che accade oggi negli Stati Uniti e lo fa fino al punto in cui ti viene voglia di ridere, perché se non lo fai allora cominci ad urlare: ‘Tutto questo è troppo reale'”.
Parole che pesano come un sigillo di qualità, considerando l’influenza e il prestigio del regista statunitense. La proiezione speciale al DGA Theater di Hollywood ha lasciato il pubblico e la critica in uno stato di ammirazione diffusa, con discussioni animate sulla capacità di Anderson di raccontare il presente attraverso la lente della fiction politica.
La sceneggiatura intreccia personaggi con motivazioni complesse e situazioni moralmente ambigue, mostrando quanto la politica e le dinamiche di potere possano diventare teatro e paradosso allo stesso tempo. Il risultato è una storia che diverte e sconvolge, un film che provoca risate nervose e momenti di pura tensione, alternando satire pungenti a colpi di scena inattesi.
La produzione, curata da Warner Bros, ha puntato su una messa in scena raffinata, con scenografie e fotografia che amplificano l’effetto immersivo del racconto: Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), ex rivoluzionario e attivista per i diritti civili, conduce una vita tranquilla insieme alla compagna Perfidia (Teyana Taylor), afroamericana, e alla loro figlia Wilma. La serenità della famiglia viene però minacciata quando il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn) vecchia conoscenza di Bob e leader di un gruppo di suprematisti bianchi, ritorna sulla scena. Determinato a contrastare ogni unione interrazziale, Lockjaw rappresenta una grave minaccia per Wilma. Per proteggere la figlia, Bob decide di riunire i vecchi membri del gruppo liberale French 75 e affrontare il nemico in un conflitto che mescola ideali e lotta personale. Nel cast anche Benicio del Toro nei panni di Sensei Sergio.
La musica e il montaggio concorrono a creare un ritmo serrato, capace di mantenere alta l’attenzione senza mai risultare eccessivamente caotico. Tutto è calibrato per restituire l’intensità di un mondo in continua tensione, dove le battaglie – metaforiche e concrete – si susseguono senza tregua. In uscita nelle sale il 25 settembre, il film promette già di diventare uno dei titoli più discussi della stagione.