Artem, Pino di Mare Fuori, il dramma passato: “Ero insanguinato a terra”
Artem Tkachuk, volto amato di “Mare Fuori” ha raccontato l’aggressione subita a Napoli un pò di anni fa: le sue parole
Un volto noto del cinema giovane napoletano, qualche anno fa ha vissuto un momento drammatico rimasto indelebile nella sua mente. Artem Tkachuk, attore emergente e uno dei protagonisti della celebre serie televisiva “Mare Fuori” e del film “La Paranza dei bambini”, ha rivissuto l’incubo di quella notte di aprile 2019 a Chiaia, quando si è trovato improvvisamente circondato e aggredito da un gruppo di quindici ragazzi. La ferita al fianco, fortunatamente superficiale, avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.
Il giovane, nato in Ucraina ma cresciuto a Napoli, è stato ricoverato all’ ospedale Loreto Mare, assistito dagli amici e dalla famiglia. Con il carattere che lo contraddistingue, Artem a La Repubblica ha spiegato di non capire il motivo dell’aggressione: “Non ho rapporti con queste persone, non mi abbasso al loro livello”, ha dichiarato. Un giovane che, nonostante la paura e il dolore, ha reagito con coraggio, cercando di difendersi e proteggere se stesso, fino a quando non è riuscito a scappare con un amico in auto.
Una vicenda complessa
L’episodio ha messo in luce non solo la fragilità delle situazioni quotidiane per chi cresce in città complesse come Napoli, ma anche la forza di un ragazzo che ha scelto di affrontare la violenza senza lasciarsi trascinare da vendette o rancore. “Quando ho visto il sangue ho capito di essere stato pugnalato”, ha raccontato Artem, rievocando i momenti di terrore e confusione.

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Secondo il giovane attore, l’aggressione potrebbe essere stata legata a un fraintendimento. Alcuni degli assalitori lo avrebbero confuso con ragazzi di un’altra zona della città, il Rione Traiano, con cui Artem non ha alcun legame. Tuttavia, c’è chi si chiede se il ruolo interpretato in La Paranza dei bambini, dove alcuni personaggi erano collegati proprio al Rione Traiano, possa aver influenzato la percezione di chi lo ha aggredito. Artem, con chiarezza e maturità, ha respinto qualsiasi collegamento diretto: “Non mi mischio con certe persone inutili nella mia vita. Ci andrei a perdere. Non sono una persona che risponde alla cattiverie, non uso la stessa moneta. Lascio perdere e non mi abbasso al livello di questa gente”.
Oggi, Artem guarda avanti e non lascia che quell’episodio definisca la sua vita: “Sono nato in Ucraina ma mi sento italiano, anzi soprattutto napoletano”, ha affermato con orgoglio. La città, con le sue contraddizioni, rimane per lui un punto di riferimento e una fonte di ispirazione, pur riconoscendo la presenza di comportamenti giovanili a volte impulsivi e violenti.