La valle dei sorrisi, l’horror italiano parla di sentimenti: il dolore, il tormento e la felicità
La valle dei sorrisi è il nuovo horror italiano che fruga nei sentimenti profondi dell’animo umano: il dolore e il tormento come parte della felicità.
Lo scorso 17 settembre ha debuttato nelle sale La valle dei sorrisi, il nuovo film horror italiano che mette in discussione i sentimenti più profondi dell’animo umano. Diretto da Paolo Strippoli e sceneggiato dal regista insieme a Jacopo Del Giudice e Milo Tissone, ha come protagonista Michele Riondino che interpreta Sergio. La pellicola sin dal debutto ha attenzionato critici e gli addetti ai lavori perché finalizzata a spaventare il pubblico in modo diverso e più profondo. Centrale nella trama i sentimenti: dolore, tormento, insicurezze sono parte della felicità di ognuno. Sentimento quest’ultimo vissuto dai protagonisti in modo decisamente atipico.
Sergio, protagonista, è un insegnante che viene trasferito in una cittadina dove tutti appaiono felici. Nel paese si respira un clima insolito, apparentemente sereno che induce però ad alimentare alcuni sospetti. Non a caso gli abitante sono soliti ad un rituale settimanale che lascia perplesso il protagonista. L’armonia della cittadina è il frutto di un rituale notturno dove un giovane ragazzo, Matteo, si dichiara in grado di assorbire i dolori e le ansie dei cittadini.
Nel momento in cui l’insegnante decide di liberare Matteo da questo peso gli equilibri del paese saltano e si creano delle situazione di disagio e terrore. Strippoli è certo che gli spettatori si ritroveranno nel contesto raccontato: “Gli horror parlano sempre anche di altro. È chiaro che è un racconto a cui io tengo tanto, che parla di noi e penso che lo spettatore si possa ritrovare in questi personaggi oltre ad essere spaventato, ma lo spavento fa parte dell’intrattenimento”.
Remis, un borgo sospeso e fuori dal tempo
La location scelta de La valle dei sorrisi è Remis, un borgo sospeso che appare fuori dal tempo, nascosto tra le montagne. Una scelta mirate che alimenta la suggestione d’una trama originale che intimorisce, ma che in fondo può essere parte del vissuto di molti. Il tormento dei singoli cittadini sostenuto dal giovane Matteo è l’espressione di una narrazione diretta, ma che nasconde quella dipendenza dal dolore molto più comune di quanto sembra.

La rottura di quell’equilibrio precario fa poi emergere quei disagi che mettono a soqquadro l’intera comunità. La bravura del regista, che si esprime in modo originale e diverso esprime un talento dietro alla cinepresa destinato ad crescere e ad affermarsi. Strippoli ha dato vita ad un horror atipico, ma che suscita tensioni e stati d’ansia nello spettatore scuotendo anche le coscienze.
Michele Riondino: “Ne La Valle dei sorrisi c’è l’incapacità di accettare il proprio dolore”
Michele Riondino si è detto entusiasta di essere parte del cast de La Valle dei sorrisi, una pellicola diversa dalle solite e decisamente alternativa. L’attore stima il lavoro fatto dal regista che nel film, che considera un horror a tutti gli effetti, ha voluto esprimere l’incapacità di molti di accettare il dolore:
“La Valle dei Sorrisi vuole essere un horror, una materia che il regista gestisce molto bene, i suoi film precedenti sono straordinari. E ha anche una peculiarità: utilizza il genere horror per poter raccontare storie che hanno a che fare con il realismo. L’incapacità di sottrarsi al proprio dolore e di accettare la parte del proprio vissuto che non piace, è un elemento narrativo molto attuale e molto reale.”