Home Notizie Tax Credit, polemica sulle nuove norme: produzioni sul piede di guerra, cosa cambia nella realizzazione di un film

Tax Credit, polemica sulle nuove norme: produzioni sul piede di guerra, cosa cambia nella realizzazione di un film

I finanziamenti per il cinema cambiano: le agevolazioni restano, ma vengono modificati i criteri di selezione e pagamento. Una situazione che ha visto mobilitare diverse produzioni in Italia. Il tema riguarda anche l’estero, con particolare attenzione all’America. Gli USA – e gli addetti ai lavori a stelle e strisce – guardano con interesse la questione

30 Settembre 2025 10:16

I finanziamenti per il cinema cambiano: le agevolazioni restano, ma vengono modificati i criteri di selezione e pagamento. Una situazione che ha visto mobilitare diverse produzioni in Italia. Il tema riguarda anche l’estero, con particolare attenzione all’America. Gli USA – e gli addetti ai lavori a stelle e strisce – guardano con interesse la questione italiana.

Il nostro Paese, infatti, è sotto la lente d’ingrandimento perché, da quando Donald Trump ha applicato pesanti dazi sulle produzioni non americane, senza specificare una regolamentazione per gestione attrezzature e costi montaggio (due tra le voci più dibattute sul tema), molti produttori, attori e registi arrivano in Italia – o altrove – e girano alcune scene nel Paese per abbattere i costi. In un secondo momento, fanno passare la produzione come americana e risparmiano qualche voce sulla nota spese generale.

Tax Credit, le nuove norme sui finanziamenti non piacciono alle produzioni cinematografiche

Dato che, appunto, manca ancora una regolamentazione precisa sull’applicazione dei dazi. Insomma, invece di rilanciare il cinema americano, Donald Trump rischia di farlo affondare. Le produzioni, infatti, sono dimezzate e l’America guarda all’Italia e parte dell’Europa come una zona franca a cui tendere. Fino a oggi.

Le norme sul Tax Credit, che riguardano soprattutto le agevolazioni e le politiche di finanziamento per le opere cinematografiche, stanno destando qualche preoccupazione agli italiani e le relative case di produzione. Alcune già sono sul piede di guerra: Noborders Productions, All Star Italia, Emy Productions, Big Anima e Augustus Color hanno presentato un ricorso formale al TAR del Lazio contro i Decreti direttoriali del Ministero della Cultura.

Al via i ricorsi al TAR

Nella fattispecie il numero 2540 e 2541 del 26 giugno 2025. Le normative, nello specifico, introducono l’obbligo di utilizzare esclusivamente conti correnti bancari o postali per i pagamenti ai fini del Tax Credit. I quali vanno a includere anche finanziamenti o spese detraibili. Vengono, quindi, esclusi per la richiesta Tax Credit altri strumenti tracciabili perchè ritenuti lesivi e in contrasto con le normative vigenti.

Capolavoro del cinema
Le principali produzioni pronte a mobilitarsi contro le nuove norme – (cineblog.it)

Questo – secondo le società di produzione – non è accettabile perchè si limiterebbe la libertà d’impresa. Le produzioni, che hanno presentato ricorso al TAR, fanno leva sul fatto che: “strumenti elettronici, fintech e perfino la compensazione fiscale sono pienamente legittimi e utilizzati da anni in Italia e in Europa. Con questo ricorso – spiegano – intendiamo difendere la libertà d’impresa e la competitività internazionale delle produzioni italiane. È una battaglia di principio, prima ancora che di diritto”.

Cosa cambia per le società italiane

Secondo le produzioni in questione, e anche gran parte delle realtà facenti parte del sistema cinematografico italiano, limitare le possibilità per arrivare a incentivi o agevolazioni rischia di ridurre notevolmente la disponibilità e le opere derivanti dagli operatori italiani. Questo vorrebbe dire – in concreto – meno film e meno lavoro. Non soltanto per gli attori, ma anche per tutte quelle maestranze che portano avanti un indotto.

Uno sciopero, in tal senso, c’era stato già lo scorso anno. Quando, proprio da Venezia – nel corso della Mostra del Cinema –, molti attori e registi italiani hanno posto l’accento sul dimezzamento dei parametri disponibili per l’accesso al Tax Credit. Il Ministro della Cultura, nel frattempo cambiato, ha promesso un intervento tempestivo ma i ricorsi in essere sembrerebbero dire altro. Il cinema italiano è a un bivio: le alternative sono poche e premiano, in qualche maniera, solo un ristretto numero di persone. Le produzioni, e non solo, attendono risposte.

Le novità non possono arrivare in sala, se tra i banchi della politica, c’è ancora una forte incertezza sul tema. Il futuro della settima arte italiana è appeso all’esito di questi ricorsi e alle contromosse che intendono proporre gli organi competenti. Un braccio di ferro che non sembra essere destinato a finire: siamo solo al primo tempo e non è previsto intervallo.