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Stefania Rocca dal set al debutto alla regia: dove vive oggi l’attrice

Dopo una carriera costruita tra cinema, teatro e televisione, Stefania Rocca compie il suo passo più ambizioso: debutta alla regia con L’ora di tutti, un film che intreccia arte, memoria e libertà espressiva, girato interamente in Salento.

13 Ottobre 2025 21:30

Attrice di grande successo, amata dal pubblico, Stefania Rocca sembra attraversare il tempo senza che questo la sfiori minimamente. Ma soprattutto rimanendo fedele a sé stessa pur reinventandosi a ogni stagione. Dopo una carriera lunga e sfaccettata, segnata da ruoli intensi e anche fuori dagli schemi, l’interprete torinese è pronta a una nuova sfida: il debutto alla regia. Un passo importante verso una naturale evoluzione per chi, come lei, ha sempre vissuto il cinema non solo come mestiere ma come necessità espressiva.

Rocca, che negli anni ha spaziato dal grande schermo al teatro, fino alle serie televisive di successo, ha costruito la propria carriera sul coraggio di scegliere. Scelte difficili, mai scontate, che l’hanno portata a lavorare con registi italiani e internazionali e a conquistarsi un posto speciale nel cuore del pubblico. Ma dietro la figura dell’artista di talento, si nasconde una donna che riflette sul ruolo della cultura, sul valore del lavoro degli attori e su un sistema che troppo spesso dimentica chi ne alimenta l’anima.

Oggi Stefania vive a Milano, in un quartiere elegante ma lontano dai riflettori, insieme al marito Carlo Capasa – presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana – e ai due figli, Leone e Zeno. Dopo anni trascorsi tra Roma, Parigi e New York, ha scelto la stabilità del capoluogo lombardo come punto d’appoggio per una vita che resta comunque in continuo movimento tra set, progetti teatrali e scrittura.

Il debutto dietro la macchina da presa

Stefania Rocca ha attraversato tutte le fasi del mestiere d’attore: dagli esordi difficili all’esplosione internazionale con film come Nirvana e La bestia nel cuore, fino alle fiction televisive e ai ruoli teatrali di grande intensità. Ma oggi la sua voce si fa più matura, più consapevole. In un’intervista rilasciata anni fa a Vanity Fair ha sottolineato quanto il mondo dello spettacolo, pur apparendo scintillante, resti fragile e precario. “Siamo privilegiati, certo – ha detto – In parte lo siamo, facciamo un lavoro che ci piace, ma siamo lavoratori, ora più che mai siamo precari e meritiamo di essere ascoltati dalle istituzioni. Noi siamo la coscienza collettiva del Paese. Ci vuole rispetto per la cultura, per gli artisti e per i luoghi in cui si forma la coscienza critica della società. Dovremmo raccontare favole, storie felici e invece…”

Stefania Rocca nuovo film
Il nuovo film di Stefania Rocca, “L’ora di tutti”, è diretto da lei – Fb@Stefania Rocca-cineblog

Una visione lucida che riflette anche il suo impegno sociale. Stefania fa parte di U.N.I.T.A., l’associazione degli attori italiani nata dopo la pandemia per tutelare i diritti dei lavoratori dello spettacolo. Fuori dal set, la Rocca è una madre attenta e una donna che riflette molto sull’educazione dei figli. Cresciuta in una famiglia di donne forti, cerca di trasmettere ai suoi ragazzi una visione aperta e libera dai preconcetti di genere. “Non voglio che crescano pensando che ci siano ruoli da maschio o da femmina – ha detto –. Voglio che imparino il rispetto e la curiosità verso gli altri.”

A 54 anni, Stefania Rocca non rincorre il tempo: lo reinventa. Vive a Milano, ma continua a guardare al mondo come a un set in continua trasformazione. Dal cinema al teatro, fino alla regia, la sua è una carriera che non conosce stagnazione.L’artista torinese debutta dietro la macchina da presa con L’ora di tutti, film ispirato all’omonimo romanzo di Maria Corti. Le riprese, iniziate il 26 settembre a Otranto, segnano ufficialmente il suo esordio dietro la macchina da presa. Il soggetto nasce da un’idea coltivata per anni, e che ricostruisce l’assedio dei Turchi del 1480. Ma più che una cronaca storica, L’ora di tutti è un viaggio nella coscienza collettiva, un affresco di destini intrecciati che restituisce voce a chi ha vissuto l’orrore e la resistenza. “Ho lavorato sulle emozioni, lasciandole fluire senza barriere di tempo o di luogo — ha raccontato Rocca —. Mi interessa l’umanità che attraversa le epoche, non la ricostruzione perfetta, ma la vibrazione di ciò che resta nella memoria.”

Nel cast spiccano nomi come Alice Pagani, Alessio Boni, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko e gli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, a testimonianza di quella contaminazione di linguaggi — tra cinema, danza e teatro — che la regista considera essenziale al suo progetto.