Diane Keaton morta: la reazione di Woody Allen. L’addio alla sua musa
Una delle attrici più influenti di Hollywood e non solo. Ecco le parole del regista, che con Diane Keaton ha condiviso anche l’amore.
La notizia della morte di Diane Keaton, avvenuta all’età di 79 anni in California, segna la fine di un’era per il mondo del cinema. Con il suo stile inconfondibile, che mescolava audacia e raffinatezza, Keaton ha lasciato un segno indelebile nelle pellicole che hanno definito il cinema americano contemporaneo. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso in Hollywood. Soprattutto per Woody Allen, che l’ha sempre considerata la sua musa.
Nata Diane Hall il 5 gennaio 1946 a Los Angeles, Keaton è stata una delle figure più audaci e inaspettate della storia cinematografica. La sua carriera è iniziata tra le luci di Broadway, dove si è fatta notare nel 1968 con Hair, un musical che segnò il suo debutto teatrale. Tuttavia, fu il cinema a consacrarla come una delle più grandi interpreti del suo tempo. Il suo ruolo da Kay Adams nella trilogia de Il Padrino di Francis Ford Coppola, dal 1972 al 1990, segnò un punto di svolta.
Le parole di Woody Allen
Il suo sodalizio con Woody Allen fu determinante non solo per la sua carriera ma anche per la trasformazione del cinema romantico. Già partner artistica e sentimentale del regista, Keaton divenne l’icona della commedia intellettuale e sofisticata. Con Io e Annie (1977), Keaton vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista, per l’interpretazione della donna eccentrica e piena di sfumature, una performance che le guadagnò anche numerosi premi internazionali. Insieme ad Allen, partecipò a una serie di film che divennero pietre miliari, come Manhattan (1979) e Radio Days (1987), cementando la sua fama di musa della nuova commedia americana.

Interpretò la madre che affronta la solitudine e la disillusione in In cerca di Mr. Goodbar (1977) e la rivoluzionaria giornalista in Reds (1981), per il quale ricevette una seconda nomination all’Oscar. La sua capacità di passare con disinvoltura dal dramma alla commedia le permise di continuare a brillare in film come Il padre della sposa (1991) e il suo sequel (1995), dove portò un umorismo sofisticato ma alla mano in ruoli che la resero amata dal grande pubblico.
Il 2003 segnò un altro grande trionfo con Tutto può succedere (Something’s Gotta Give), dove interpretò una donna matura che riscopre l’amore, al fianco di Jack Nicholson. Questo film le valse la quarta candidatura all’Oscar e un’altra nomination ai Golden Globe, segno che la sua carriera non solo non accennava a rallentare, ma anzi sembrava essere in continua ascesa. Negli anni successivi, Keaton continuò a essere una figura centrale del grande schermo, con film come Book Club (2018) e Mai così vicini (2014), dove esplorò ancora una volta temi di maternità e indipendenza.
Woody Allen, come abbiamo visto, con cui l’attrice condivise non solo una lunga carriera professionale ma anche una relazione sentimentale che, pur terminata, si trasformò in una solida amicizia. Secondo fonti vicine al regista, il colpo è stato particolarmente duro per Allen, che ha definito il lutto «estremamente sconvolgente» e «surreale».
Keaton e Allen si conobbero alla fine degli anni ’60, ma fu negli anni ’70 che la loro relazione sentimentale si intensificò, culminando nella storica collaborazione cinematografica che definì la carriera di entrambi. Nonostante la fine della loro relazione sentimentale, che non intaccò mai la stima reciproca, Keaton e Allen sono rimasti amici intimi per quasi sei decenni. A dispetto di tutto, Allen ha confessato di essere stato colto di sorpresa dalla morte di Keaton, ignaro del peggioramento delle sue condizioni di salute. «Nessuno sembrava saperlo», ha dichiarato la fonte, rivelando che la notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno.