Home Notizie Meglio godersi Marty Supreme al cinema: la performance di Chalamet è da Oscar e merita la sala

Meglio godersi Marty Supreme al cinema: la performance di Chalamet è da Oscar e merita la sala

E’ un biopic sportivo, una commedia, ma anche un ritratto generazionale. E’ soprattutto un film che chiede spazio, lo spazio del grande schermo.

23 Gennaio 2026 16:00

Un film che parla di un campione di ping pong non può che dare il meglio sul grande schermo! Il buio della sala, le immagini che travolgono, il ritmo incalzante e il rumore della pallina che tocca il tavolo da gioco. Marty Supreme è uno di quei film che spinge addosso allo spettatore con energia, ironia e una tensione costante, una storia che meritava di essere raccontata.

Ci ha pensato Josh Safdie, regista e produttore di questo biopic sportivo, che riporta alla luce la vita di Marty Reisman, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, con il volto e il corpo di uno straordinario Timothée Chalamet, che con questo ruolo ha vinto il suo primo Golden Globe come Miglior Attore. Una consacrazione che arriva dopo anni di ruoli complessi e che qui trova una sintesi perfetta.
Un protagonista fuori scala

Un film che appassiona

Marty Supreme racconta l’ascesa di Marty Mauser, giocatore di ping pong ossessionato dalla vittoria e convinto, fin dall’inizio, di essere destinato a qualcosa di enorme. Il personaggio è ispirato liberamente alla figura reale di Marty Reisman, leggenda dello sport e simbolo di un’epoca in cui talento e sfrontatezza potevano aprire porte impensabili.

 Marty Supreme è cinema
Marty Supreme è cinema da grande schermo- Youtube@A24-cineblog

Il film si muove tra New York anni Cinquanta, l’Europa e l’Asia, seguendo un percorso irregolare fatto di partite improvvisate, scommesse, relazioni complesse e scelte spesso discutibili. Safdie lo racconta in maniera nervosa, con camera a mano e un montaggio serrato. Anche la colonna sonora che accompagna l’azione non è scontata.

La vera forza di Marty Supreme sta però nella performance del suo protagonista. Chalamet riesce a dare vita ad un personaggio eccessivo senza cadere nella caricatura, in grado di passare dall’arroganza all’insicurezza in pochi istanti. Il lavoro fisico è evidente: l’attore si muove come un professionista del ping pong, con una precisione che rende credibili anche le sequenze più concitate.

Accanto a Chalamet, il film può contare su un cast ricco e sorprendente. Gwyneth Paltrow interpreta una figura femminile centrale, ambigua e magnetica, che incarna il lato più adulto e disilluso del mondo che Marty desidera conquistare. Fran Drescher aggiunge spessore nei panni della madre, mentre presenze come Tyler, the Creator e Abel Ferrara arricchiscono ulteriormente la rosa dei nomi.
Marty Supreme è un film che vive di ritmo, suono e movimento. Vederlo sul grande schermo significa lasciarsi travolgere da una messa in scena che non concede pause e che trova nella sala cinematografica il suo habitat naturale.