Michael 2, cosa sappiamo finora sul sequel. C’è già un colpo di scena
Adam Fogelson, presidente della Lionsgate, ha confermato agli azionisti che Michael 2 è in sviluppo con un vantaggio sorprendente: il 25-30% del secondo film è già stato girato durante la produzione del primo, grazie alle scene tagliate dai reshoot.
Michael, il biopic su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua, è ancora nelle sale italiane con oltre 21 milioni di euro incassati e si attesta al secondo posto nel box office della settimana. Negli Stati Uniti ha già superato i 241 milioni di dollari, e la Lionsgate — la casa produttrice — ha tutte le ragioni per pianificare un sequel. La conferma ufficiale è arrivata il 22 maggio 2026: il presidente della società Adam Fogelson ha dichiarato davanti agli azionisti che il progetto di Michael 2 è già avviato, e lo ha fatto rivelando un dettaglio che nessuno si aspettava. “Abbiamo già girato circa il 25-30% di un secondo film durante la produzione del primo”, ha detto Fogelson. “Questo ci aiuterà senz’altro.” In altri termini: mentre Antoine Fuqua stava girando il primo capitolo, stava costruendo senza saperlo le fondamenta del secondo.

Perché il primo film è arrivato in sala più corto del previsto
La storia produttiva di Michael è quella di un film che ha subito una trasformazione radicale in post-produzione. La versione originale era molto più lunga e abbracciava un arco temporale più ampio della vita di Michael Jackson. Poi è intervenuta una questione legale che ha costretto a rimontare quasi tutto.
Il problema riguardava Jordan Chandler, il primo ragazzo che aveva accusato Jackson di molestie sessuali nel 1993: in un accordo legale precedente alla produzione, era stata inserita una clausola che impediva che la figura del primo accusatore comparisse in qualsiasi fiction. I legali dei Jackson si sono accorti di quella clausola troppo tardi, quando il film era già quasi completato. Il regista Antoine Fuqua è stato costretto a tagli massicci e numerosi reshoot per rimuovere ogni riferimento a quella storia, ridimensionando la durata del film a sole due ore. Tutto il materiale girato per la parte successiva al 1988 — il periodo in cui le accuse si stavano avvicinando — è rimasto nel cassetto. È esattamente quel materiale che adesso potrebbe diventare il nucleo di Michael 2.
Cosa coprirà Michael 2: dal 1988 in poi
Il primo film si ferma al 1988, l’anno del tour BAD, lasciando fuori quasi due decenni di una vita tra le più discusse e tormentate della storia della musica pop mondiale. Tutto ciò che è successo dopo — Neverland, le accuse, i processi, la nascita dei figli, il declino fisico e finanziario, la morte nel 2009 — non è stato toccato. Fogelson ha precisato che Michael 2 potrà muoversi liberamente avanti e indietro nella timeline, senza essere necessariamente un sequel lineare nel senso classico del termine.
La libertà narrativa che questo approccio garantisce è notevole. Il secondo film potrebbe esplorare gli anni Novanta, il processo del 2005 per abusi su minori conclusosi con l’assoluzione su tutti i capi d’imputazione, la fase di preparazione del tour This Is It e la morte per overdose da propofol. Potrebbe anche tornare indietro su elementi della vita di Jackson che il primo film ha solo sfiorato. La questione delle accuse è però il nodo più delicato: l’accordo su Chandler riguardava il primo accusatore, ma la storia successiva include Wade Robson e James Safechuck, protagonisti del documentario Leaving Neverland del 2019. Come il film gestirà questi elementi rimane la domanda più aperta.
Il catalogo musicale che manca: una miniera ancora intatta
Fogelson ha sottolineato un altro punto rilevante: “Una gran parte del catalogo musicale di Michael Jackson non è stato toccato in questo primo film.” In un biopic musicale, le canzoni sono parte dell’esperienza tanto quanto la narrativa biografica, e Michael si è concentrato sul periodo che va dall’infanzia alla consacrazione mondiale con l’album BAD. Tutta la produzione degli anni Novanta — da Dangerous a HIStory a Blood on the Dance Floor — è ancora disponibile per un secondo capitolo, e lo stesso vale per i singoli più iconici dell’ultimo periodo come You Rock My World e One More Chance.
Il problema del catalogo musicale è però uno dei più spinosi dei biopic contemporanei: gli eredi di Jackson controllano l’estate musicale, e i termini con cui hanno ceduto i diritti per il primo film potrebbero non coprire automaticamente un sequel. Fogelson non ha chiarito questo punto, limitandosi a dire che “tutte le conversazioni con tutte le parti in causa procedono molto bene”.
Il successo del primo film e il contesto delle polemiche
Michael ha ottenuto risultati commerciali molto solidi, nonostante un’accoglienza critica non uniforme. Il punteggio su Comingsoon si attesta a 3,9 su 5, e le polemiche legate alla scelta di non affrontare apertamente le accuse di abuso hanno accompagnato tutta la campagna promozionale. Il regista Spike Lee ha difeso pubblicamente la scelta narrativa di fermarsi al 1988: “Copre fino al 1988, le accuse arrivarono dopo” — un argomento cronologicamente corretto che non ha del tutto convinto chi riteneva che un biopic su Jackson non potesse ignorare quella parte della sua storia.
Michael 2 non potrà evitare quella conversazione. Se si spingerà fino agli anni Novanta e oltre, dovrà almeno contestualizzare le accuse che hanno definito la percezione pubblica di Jackson per l’ultimo quarto della sua vita. Come Fuqua e la Lionsgate affronteranno quel capitolo sarà la scelta creativa e commerciale più delicata dell’intero progetto.