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Hugo Pratt, il genio di Corto Maltese celebrato alla Mostra del Cinema di Venezia

La Biennale di Venezia, insieme alla Settimana Internazionale della Critica e alle Giornate degli Autori, presenterà il 12 settembre alle 15 alla Sala Casinò del Palazzo del Casinò, al Lido di Venezia, la proiezione speciale fuori concorso di “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, documentario diretto da Stefano Knuchel e prodotto da

6 Agosto 2026 13:33

La Biennale di Venezia, insieme alla Settimana Internazionale della Critica e alle Giornate degli Autori, presenterà il 12 settembre alle 15 alla Sala Casinò del Palazzo del Casinò, al Lido di Venezia, la proiezione speciale fuori concorso di “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, documentario diretto da Stefano Knuchel e prodotto da Fiumi Film per rendere omaggio a Hugo Pratt, autore di culto del fumetto europeo, in vista del centenario della nascita che cadrà nel 2027.

Hugo Pratt torna a Venezia con un film fuori concorso

L’annuncio arriva nel quadro della Mostra del Cinema di Venezia, dove il film sarà proposto come proiezione speciale fuori concorso, scelta condivisa da tre realtà che, al Lido, rappresentano sguardi diversi sul cinema: la Biennale, la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori. Non una semplice celebrazione, almeno nelle intenzioni dichiarate, ma un ritorno nei luoghi da cui tutto è partito: Venezia, città delle origini di Hugo Pratt, dei suoi primi immaginari, delle mappe interiori che poi sarebbero diventate tavole, personaggi, rotte.

Il titolo, “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, riprende una formula che sembra stare bene addosso a Pratt: laterale, ironica, un po’ sfuggente. Il documentario, spiegano i promotori, guarda all’autore non soltanto come al creatore di Corto Maltese, ma come a un narratore capace di trasformare il fumetto d’autore in letteratura disegnata, con un passo vicino al romanzo e al cinema. Una linea sottile, la sua. Pochi tratti, molte ombre.

Il centenario del 2027 e l’eredità di un maestro del fumetto

La proiezione veneziana anticipa idealmente il centenario della nascita di Hugo Pratt, che ricorrerà nel 2027, e riporta al centro il percorso di un artista nato nel 1927 e morto nel 1995, capace di attraversare generi, Paesi e lingue senza lasciarsi rinchiudere in una sola definizione. Le sue storie, da Corto Maltese in poi, hanno raccontato il viaggio, la libertà, l’identità, la curiosità verso l’altro; temi che, nel tempo, hanno reso Pratt un riferimento per lettori, disegnatori, scrittori e registi.

Il suo tratto, essenziale e colto, ha cambiato il modo di intendere la letteratura disegnata in Europa. Pratt ha portato nel fumetto un ritmo narrativo fatto di silenzi, allusioni, citazioni, pause improvvise: non soltanto avventura, dunque, ma anche memoria, politica, desiderio di fuga. “Le sue storie sono più di semplici avventure”, viene ricordato nella presentazione del film; e in effetti, nelle sue pagine, una rotta sul Pacifico poteva diventare una riflessione sull’appartenenza, mentre un incontro casuale apriva spesso una domanda più grande. Semplice, mai davvero semplice.

La trilogia di Stefano Knuchel tra Africa, Argentina e Venezia

Con “Il desiderio di essere inutile – Hugo a Venezia”, Stefano Knuchel chiude una trilogia dedicata a Pratt, iniziata nel 2009 con “Hugo in Africa” e proseguita nel 2021 con “Hugo in Argentina”. Il nuovo capitolo, prodotto da Fiumi Film, non segue la strada del documentario biografico lineare: secondo quanto comunicato dalla produzione, il racconto prova piuttosto a ricostruire la nascita dell’immaginario artistico di Hugo Pratt, mettendo insieme viaggi, incontri, letture, culture attraversate e poi sedimentate nelle sue opere.

Il film si muove tra tre geografie principali: Venezia, luogo delle radici; il Pacifico, spazio dell’avventura e dell’altrove; la Svizzera, dove Pratt visse gli ultimi anni e dove la memoria assume un tono più raccolto. In questo passaggio da una riva all’altra, Knuchel cerca il filo che lega vita e invenzione, esperienza e disegno. Non tutto viene spiegato, e forse è giusto così: Pratt, del resto, ha sempre abitato bene le zone intermedie, quelle in cui un fatto reale può diventare leggenda nel giro di una vignetta.

Archivio, fotografie e le conversazioni con Dominique Petitfaux

Uno degli elementi centrali del documentario è l’uso di materiali d’archivio, fotografie, documenti non diffusi in precedenza e registrazioni delle conversazioni tra Hugo Pratt e il suo biografo Dominique Petitfaux. Proprio queste voci, annunciate come esclusive, promettono di avvicinare lo spettatore a un ritratto più intimo dell’autore: non soltanto il disegnatore celebrato, ma l’uomo che ragionava sul proprio lavoro, sui viaggi compiuti, sui luoghi rimasti addosso.

La scelta della Sala Casinò del Palazzo del Casinò, il 12 settembre alle ore 15, colloca l’omaggio dentro una Venezia cinematografica ma anche personale, quasi domestica per la memoria di Pratt. Il Lido, in quel pomeriggio di fine Mostra, farà da cornice a un racconto che unisce cinema, fumetto e biografia senza separare troppo i piani. Perché nel caso di Hugo Pratt, più che in altri, l’opera e la vita sembrano inseguirsi: una mappa disegnata, una nave in partenza, un volto intravisto. E poi, ancora, Venezia.