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Il Grande Gatsby, scoppia la polemica sulla cover del film

A New York, alla vigilia dell’uscita nelle sale americane del film Il grande Gatsby con Leonardo DiCaprio, prevista per il 10 maggio, la nuova copertina del romanzo di Francis Scott Fitzgerald ha riaperto una disputa tra librai, editori e lettori: da una parte chi difende l’immagine originale del 1925, dall’altra chi vede nella veste cinematografica

6 Agosto 2026 20:06

A New York, alla vigilia dell’uscita nelle sale americane del film Il grande Gatsby con Leonardo DiCaprio, prevista per il 10 maggio, la nuova copertina del romanzo di Francis Scott Fitzgerald ha riaperto una disputa tra librai, editori e lettori: da una parte chi difende l’immagine originale del 1925, dall’altra chi vede nella veste cinematografica un modo per riportare il classico sugli scaffali e nelle mani di un pubblico più largo.

Il grande Gatsby e quella copertina che divise già nel 1925

Quando Il grande Gatsby arrivò in libreria, nei primi giorni di aprile del 1925, la copertina disegnata dall’artista spagnolo Francis Cugat non mise tutti d’accordo. Il fondo blu intenso, gli occhi femminili sospesi sopra una città luccicante, quasi accesa nella notte, sembravano a qualcuno troppo lontani dal tono del romanzo.

Tra i più severi ci fu Ernest Hemingway, amico di Fitzgerald, che dopo aver ricevuto una copia del libro non nascose il proprio fastidio. “Ma cos’è questa cosa? Mi sembra adatta a un brutto libro di fantascienza”, avrebbe detto, secondo le ricostruzioni riportate negli anni dalla critica letteraria americana. Una frase dura, perfino ruvida. E non fu il solo.

Anche Francis Scott Fitzgerald, almeno in un secondo momento, prese le distanze da quell’immagine. “All’inizio mi piaceva, poi non più”, osservò con la sua consueta asciuttezza. Eppure proprio quella copertina, col tempo, è diventata una delle più riconoscibili della letteratura del Novecento: un segno grafico legato per molti al volto stesso di Gatsby, ai suoi eccessi, alla sua malinconia, alla luce fragile delle feste di West Egg.

La nuova cover con Leonardo DiCaprio riaccende lo scontro

A quasi novant’anni dalla prima edizione, la polemica si è spostata sulla nuova copertina scelta per accompagnare il ritorno in libreria del romanzo in vista del film diretto da Baz Luhrmann. In primo piano non ci sono più gli occhi disegnati da Cugat, ma il volto di Leonardo DiCaprio, affiancato dagli altri protagonisti della pellicola. Una scelta commerciale, certo. Ma non solo.

Per una parte del mondo librario americano, la nuova veste è un cedimento al mercato. Il proprietario di una storica libreria indipendente di SoHo, intervistato dal New York Times, ha definito la copertina “orribile” e ha spiegato che non intende esporla in vetrina. “Quel libro è un pilastro della nostra letteratura, non gli si cambia vestito”, ha detto, con una formula che riassume bene l’irritazione di molti lettori affezionati.

Dall’altra parte c’è la grande distribuzione. Walmart, secondo quanto riportato dalla stampa americana, venderà soltanto la nuova edizione legata al film, perché i clienti — ha spiegato la catena — cercano spesso la sensazione di comprare una novità, anche quando si tratta di un classico. In mezzo, con una scelta più prudente, si colloca Barnes & Noble, pronta a mettere sugli scaffali entrambe le versioni. Vecchia e nuova. Una accanto all’altra.

Quando il cinema cambia il destino di un libro

Il caso del Grande Gatsby non è isolato. Ogni volta che un romanzo viene adattato per il cinema, gli editori valutano se ripubblicarlo con una copertina ispirata al film. Il ragionamento è semplice: attirare lettori diversi, magari persone entrate in libreria dopo aver visto un trailer, una locandina, una foto dell’attore protagonista.

Gli esperti di marketing editoriale lo ripetono da anni: una copertina cinematografica può abbassare la distanza tra il libro e il lettore occasionale. Non sempre, però, la strategia funziona. La versione di Mangia, prega, ama con Julia Roberts seduta su una panchina mentre mangia un gelato non ebbe lo stesso rendimento della grafica precedente, che continuò a vendere meglio. Segno che il volto di una star, da solo, non basta.

Diverso fu il caso di Revolutionary Road, il romanzo di Richard Yates. La nuova edizione con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet in copertina contribuì a riportare il libro all’attenzione del grande pubblico, molti anni dopo la prima pubblicazione. Solo allora, complice anche la forza della coppia di attori già legata nell’immaginario a Titanic, il romanzo trovò una platea più ampia. Il cinema, in quel caso, fece da ponte.

Il ritorno in classifica del romanzo di Fitzgerald

Al di là della disputa estetica, un dato appare chiaro: Il grande Gatsby è tornato a vendere. Nelle classifiche americane il romanzo di Fitzgerald ha superato molti titoli appena usciti e, secondo le rilevazioni citate dalla stampa statunitense, è arrivato fino al primo posto tra i libri più venduti su Amazon in una delle giornate precedenti l’uscita del film.

Il risultato conferma la forza di un classico che, a ogni generazione, trova nuovi ingressi. C’è chi arriva a Jay Gatsby attraverso la copertina blu del 1925, chi attraverso la scuola, chi grazie al volto di DiCaprio su uno scaffale di supermercato. Sono percorsi diversi, a volte persino in conflitto tra loro. Ma conducono allo stesso testo.

La battaglia sulla copertina, in fondo, racconta anche questo: il rapporto difficile tra memoria letteraria e mercato culturale. I conservatori difendono l’immagine originaria come parte dell’opera, gli editori guardano alle vendite, i librai scelgono in base al proprio pubblico. Intanto Fitzgerald resta lì, al centro della scena, con la sua storia di ricchezza, desiderio e illusioni americane. Cambia l’abito. Il romanzo, no.