Ferragosto al cinema: musica, brividi e il ritorno di Robin Hood
Alla vigilia di Ferragosto, nelle sale italiane, tre nuove uscite — La fine di Oak Street, Nimrods e Robin Hood – Il prezzo del sangue — provano da giovedì 13 agosto a ritagliarsi spazio in un mercato estivo già occupato da titoli forti come L’Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man, puntando su generi diversi per
Alla vigilia di Ferragosto, nelle sale italiane, tre nuove uscite — La fine di Oak Street, Nimrods e Robin Hood – Il prezzo del sangue — provano da giovedì 13 agosto a ritagliarsi spazio in un mercato estivo già occupato da titoli forti come L’Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man, puntando su generi diversi per intercettare il pubblico rimasto in città o in cerca di cinema durante le vacanze.
Tre film in uscita a Ferragosto sfidano i grandi titoli in sala
Il calendario non aiuta, e questo gli esercenti lo sanno bene: Ferragosto al cinema resta una scommessa, ancora di più quando in programmazione ci sono film dal richiamo internazionale già capaci di assorbire buona parte degli schermi. Eppure, proprio nella settimana più complicata dell’estate, arrivano tre proposte molto diverse tra loro, quasi a coprire pubblici separati: chi cerca il mistero fantascientifico, chi preferisce una commedia musicale e chi vuole una rilettura più cupa di un mito popolare.
La scelta, in fondo, è chiara. Non competere sullo stesso terreno dei blockbuster, ma offrire alternative riconoscibili. Un quartiere americano sradicato dalla realtà, una band di ragazzi in viaggio verso Los Angeles, un Robin Hood anziano e ferito: tre strade laterali, tutte con un’identità marcata. Nelle multisale, tra spettacoli pomeridiani e proiezioni serali, sarà il passaparola a fare la differenza.
La fine di Oak Street, mistero e fantascienza nella provincia americana
Con La fine di Oak Street, David Robert Mitchell torna a lavorare su un immaginario sospeso tra quotidiano e inquietudine, affidandosi a un cast guidato da Anne Hathaway, Ewan McGregor, Maisy Stella, Christian Convery e P.J. Byrne. Il film è ambientato nella periferia americana degli anni Ottanta, dove la famiglia Platt vive una normalità fatta di case basse, giardini curati e abitudini ripetute. Poi, senza preavviso, accade qualcosa che nessuno sa spiegare.
Un evento cosmico misterioso strappa Oak Street dal luogo in cui si trova e trasporta l’intero quartiere in un ambiente sconosciuto. Da quel momento, ciò che era familiare cambia volto: le strade, le abitazioni, i vicini, perfino il silenzio. I Platt devono capire dove siano finiti e, soprattutto, come restare vivi davanti a fenomeni che sfuggono a ogni logica. La chiave del racconto, almeno nelle premesse, non è solo la minaccia esterna, ma la tenuta della famiglia sotto pressione. Restare uniti, quando tutto si sfalda. Non è poco.
Il film si muove tra thriller, fantascienza e racconto di sopravvivenza, con un’ambientazione che richiama un’America analogica, pre-smartphone, dove il panico corre di casa in casa e le risposte arrivano tardi, se arrivano. Mitchell lavora su un terreno riconoscibile: l’orrore non esplode subito, si insinua nei dettagli. Una porta che non dà più sul solito cortile, una strada che sembra finire nel nulla, uno sguardo che cambia.
Nimrods, la commedia musicale con i Green Day sullo sfondo
Di tutt’altro passo è Nimrods, commedia musicale diretta da Lee Kirk, con Mason Thames, McKenna Grace, Kylr Coffman, Ryan Foust, Jenna Fischer, Angela Kinsey e la partecipazione dei Green Day. Al centro c’è Tommy, giovane musicista che sogna di emergere con la sua band e che riceve una telefonata capace di ribaltargli la giornata: il gruppo, gli viene detto, è stato scelto per aprire il concerto di Capodanno dei Green Day.
Sembra l’occasione della vita. In realtà, è uno scherzo organizzato dal fratello maggiore. Tommy però non lo sa e, preso dall’entusiasmo, ruba l’auto del fratello e parte con gli amici da Kansas City verso Los Angeles. La traiettoria è quella classica del viaggio iniziatico: chilometri, litigi, benzina da pagare, sogni troppo grandi e una verità che prima o poi dovrà venire fuori. “Andiamo, è la nostra chance”, sembra dire il film ai suoi personaggi, anche quando lo spettatore intuisce che la faccenda potrebbe finire male.
La presenza dei Green Day dà al progetto un richiamo preciso, soprattutto per chi riconosce nella band californiana un pezzo di formazione musicale. Ma Nimrods pare puntare anche su un pubblico più giovane, legato alle storie di amicizia, ambizione e piccoli disastri familiari. La musica diventa motore narrativo, non semplice contorno. E il viaggio verso la West Coast, con la sua promessa di libertà, funziona come una bugia necessaria: falsa, sì, ma capace di mettere tutti in movimento.
Robin Hood – Il prezzo del sangue, Hugh Jackman e il mito senza leggenda
La terza uscita è Robin Hood – Il prezzo del sangue, diretto da Michael Sarnoski e interpretato da Hugh Jackman, Jodie Comer, Bill Skarsgård, Murray Bartlett e Noah Jupe. Qui il celebre fuorilegge non è il ladro gentiluomo delle ballate, né l’eroe agile che ruba ai ricchi per dare ai poveri. È un uomo segnato, ormai avanti negli anni, ferito nel corpo e nella memoria.
Dopo quella che considera la sua ultima battaglia, Robin Hood viene gravemente colpito e soccorso dalla misteriosa Sister Brigid. Durante la convalescenza, il personaggio è costretto a rivedere la propria vita: la violenza, i crimini, le vendette, tutto ciò che la leggenda ha spesso nascosto dietro l’immagine del ribelle romantico. Il confronto con la donna diventa il punto di rottura. Non basta più essere un simbolo, se il prezzo pagato dagli altri è stato troppo alto.
Il film, nelle intenzioni, sembra voler spostare il racconto dalla foresta di Sherwood alla coscienza del protagonista. Hugh Jackman porta in scena un Robin logorato, mentre Jodie Comer interpreta una figura chiamata a smontare certezze e autoassoluzioni. Ne esce una storia sul rimorso, sulle conseguenze della violenza e sulla possibilità, forse tardiva, di una redenzione. Una versione meno avventurosa e più severa del mito, pensata per chi cerca un cinema di personaggi, ferite e silenzi.